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SUMMARY:AVVISO IMPORTANTE - 12 DICEMBRE
DESCRIPTION:  \nGentilissimi Soci e Amici\, \n  \nper improvvisi problemi personali della relatrice\, l’incontro previsto per il 12 dicembre con la dott.ssa Erica Bernardi è stato rinviato in data da destinarsi. Ci scusiamo per il disagio arrecato. \n  \nIn alternativa\, grazie alla disponibilità della dott.ssa Vania Gransinigh\, potremo usufruire – nello stesso giorno e con inizio alle 16.30 – della sua guida al nuovo allestimento della Galleria d’Arte Antica in Castello\, inaugurato nella scorsa settimana\, che ci permetterà di scoprire una collocazione rivisitata delle collezioni e un percorso espositivo scandito dalla presenza anche di opere non visibili in precedenza. \n  \nGli interessati alla visita guidata sono pregati di lasciare quanto prima il loro nominativo scrivendoci o telefonando al n° 324-9893957. \n  \nContiamo sulla vostra presenza! L’appuntamento – previa conferma tramite mail o comunicazione telefonica – è per giovedì 12 dicembre  alle ore 16.30 nell’atrio del Castello.  \n  \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione 
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SUMMARY:Brera 1939-1977. Verso un museo moderno
DESCRIPTION:  \n  \n  \n  \n  \nL’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte in collaborazione con i Civici Musei di Udine invita la S.V. all’incontro con la storica dell’arte ERICA BERNARDI dal titolo: \n Brera 1939-1977. Verso un museo moderno \n  \nL’incontro – alla presenza di Vania Gransinigh\, Responsabile Unità Organizzativa dei Civici Musei di Udine- si terrà giovedì 12 dicembre 2019 alle ore 17.00\, a Casa Cavazzini\, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine\, in via Cavour. \n\nCon i più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto\, Presidente dell’Associazione \nFabrizio Cigolot\, Assessore alla Cultura del Comune di Udine \n  \nBrera 1939-1977. Verso un museo moderno\n \nAttraverso l’esperienza dei direttori Ettore Modigliani\, Fernanda Wittgens e Franco Russoli verrà tratteggiato il percorso che trasforma la Pinacoteca di Brera da museo ottocentesco a museo di impianto moderno\, attraverso il passaggio fondamentale della seconda Guerra Mondiale. L’idea della “grande Brera” ha origine nella mente di Modigliani\, e grazie alla continuità nelle intenzioni dei direttori che si sono susseguiti dopo di lui arriva ad un passo dal compimento proprio nel 1977\, quando naufraga a causa della morte improvvisa di Russoli. Il lavoro di ampliamento delle collezioni e degli edifici si trovava però in uno stato molto avanzato. Lo Stato italiano aveva acquistato nel 1972 Palazzo Citterio per disporre di spazi espositivi adeguati e importanti collezionisti milanesi e lombardi (Mattioli\, Jesi\, Jucker\, Panza di Biumo\, Vitali) erano stati sedotti dal progetto che stava prendendo forma a Brera\, e avevano deciso di colmare quel vuoto nelle collezioni che andava dalla fine dell’Ottocento al più recente contemporaneo con donazioni e depositi\, raccogliendo così una collezione di arte moderna che sarebbe seconda solo al Moma di New York e che ancora deve trovare sistemazione. \nErica Bernardi\, originaria di Varallo Sesia (Vercelli)\, ha discusso il suo Dottorato di Ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 2017\, con una tesi su Franco Russoli: storico dell’arte\, museologo e direttore della Pinacoteca di Brera a Milano dal 1957 al 1977. \n  \n \nSu questo argomento ha curato il libro Senza utopia non si fa la realtà. Scritti sul museo 1952-1977(Skira 2017). Attualmente è curatrice dell’archivio e della collezione Russoli\, nel contempo collabora con il Museo di Brera a progetti di ricerca storica e collabora ad un gruppo di lavoro sulla museologia contemporanea on ICOM – Italy. \nDopo una tesi magistrale su Gaudenzio Ferrari e il Rinascimento del Nord Italia\, ha proseguito studiando la critica d’arte del XX secolo in relazione al suo lavoro sull’archivio Russoli. Grazie a queste ricerche ha trascorso un periodo presso Villa I Tatti a Firenze\, il centro studi sul Rinascimento della Harvard University. \nLì ha studiato la corrispondenza tra Bernard Berenson ed Edward Waldo Forbes\, direttore del Fogg Museum di Harvard. Frutto di questa ricerca è stata la tesi di specializzazione dal titolo La nascita del Fogg museum nella corrispondenza Forbes-Berenson (1915-1928).  \nSempre a I Tatti ha in seguito portato a termine riordino\, la catalogazione e la messa online del fondo fotografico personale di Berenson e della sua famiglia. \nNel 2019 grazie ad una borsa di studio è stata al Center for Italian Modern Art (CIMA) di New York in occasione della mostra “Metaphysical Masterpieces 1916-1920: Morandi\, Sironi e Carrà” (19 Ottobre – 4 Giugno 2019). Lì ha sviluppato un progetto di ricerca sulla figura di Lamberto Vitali\, critico e collezionista d’arte\, e il suo rapporto controverso con l’arte metafisica. \n \nDall’alto al basso: Franco Russoli con Henry Moore nella Pinacoteca di Brera\, Russoli con Giovanni Spadolini e Lamberto Vitali sempre a Brera durante la mostra “Processo per il museo” inaugurata il 21 dicembre 1976.
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SUMMARY:A PORDENONE PER AMMIRARE IL SUO ARTISTA PIU’ FAMOSO: Giovanni Antonio de Sacchis\, detto “Il Pordenone”
DESCRIPTION:  \nA PORDENONE PER AMMIRARE IL SUO ARTISTA PIU’ FAMOSO: Giovanni Antonio de Sacchis\, detto “Il Pordenone”\nVenerdì 13 dicembre 2019\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPROGRAMMA \nOre 9.50: Ritrovo dei partecipanti nell’atrio della Stazione Ferroviaria di Udine. \nOre 10.07: Partenza e arrivo a Pordenone alle ore 10.42.\nIncontro con la guida alle ore 11. Itinerario di visita lungo il corso principale con le facciate rinascimentali dipinte. Visita del Duomo con gli affreschi del Pordenone. \nOre 13: Pausa per il pranzo. \nOre 14.45: ritrovo presso Villa Galvani – Galleria d’Arte Moderna\, in via Dante 33\, per la visita guidata alla mostra “il Rinascimento di Pordenone. Con Giorgione\, Tiziano\, Lotto\, Jacopo Bassano e Tintoretto” \nAl termine\, continuazione della visita presso il Museo Civico in Palazzo Ricchieri\, sul Corso. \nAl termine della visita rientro col treno a Udine. \nQuota di partecipazione calcolata sulla base di 15/20 persone (biglietto treno a/r\, ingressi e visite guidate\, pranzo): 55/50 € \nSi prega vivamente di dare l’adesione entro lunedì 2 dicembre\, inviando una mail o telefonando alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957. \n\n\n \n\n\n“Il Rinascimento di Pordenone. Con Giorgione\, Tiziano\, Lotto\, Jacopo Bassano e Tintoretto” \n\n\n\n\n\n\nLa mostra\, curata da Caterina Furlan e Vittorio Sgarbi\, rappresenta l’omaggio di Pordenone a Giovanni Antonio de’ Sacchis detto Il Pordenone\, uno dei maggiori artisti protagonisti del Rinascimento italiano. L’esposizione si concentra principalmente nella Galleria d’Arte Moderna\, situata all’interno di Parco Galvani\, ma si articola anche nella sede del Museo civico d’Arte di Palazzo Ricchieri e nel Duomo cittadino\, dove sono conservate le opere dell’artista realizzate per la sua città. Il percorso in Galleria d’Arte Moderna presenta\, con più di 50 opere\, la produzione artistica del Pordenone in un affascinante dialogo sia con i suoi precursori (soprattutto Gianfrancesco da Tolmezzo e Pietro da Vicenza) sia con i maggiori artisti contemporanei del Rinascimento come Francesco da Milano\, Giorgione\, Romanino\, Parmigianino\, Sebastiano del Piombo\, Tiziano\, Lorenzo Lotto\, Correggio\, sia con i suoi allievi o seguaci quali Pomponio Amalteo\, Giulio Licinio\, Jacopo Bassano\, Antonio Sacchiense\, Giovanni De Mio. Una sezione è dedicata a una trentina di disegni autografi. Al Museo civico d’Arte è possibile scoprire altri dipinti e opere del Pordenone visitando il percorso permanente del secondo piano. Al piano terra invece\, è allestita la sezione documentaria relativa all’artista e una selezione di volumi d’arte. \nSono oltre 50 i dipinti del Pordenone e degli altri protagonisti del Rinascimento in mostra\, a cui si affiancano una ventina didisegni autografidel Maestro e una decina di antiche stampe ad arricchire l’excursus espositivo. Le opere di questa mostra provengono da importanti musei italiani e internazionali come il Louvre di Parigi\, il British Museum di Londra\, il Rijksmuseum di Amsterdam\, il Kunsthistoriches di Vienna\, le Gallerie degli Uffizi di Firenze\, le Gallerie dell’Accademia di Venezia\, la Pinacoteca di Brera di Milano e il Museo di Capodimonte di Napoli\, oltre che dai musei e chiese del territorio friulano\, veneto e lombardo. \nGiovanni Antonio de’ Sacchis\, detto Il Pordenone (Pordenone 1483/84 – Ferrara 1539)\nNacque a Pordenone intorno al 1483-84 da Angelo\, un magister murarius originario di Corticelle nel bresciano\, e da Maddalena. Forse allievo di Pietro da Vicenza\, la sua prima opera è da individuarsi nel ciclo di affreschi della chiesa campestre di Marzinis\, cui ha fatto seguito nel 1506 il trittico per la chiesa di Santo Stefano a Valeriano (prima operafirmata e datata) e circa due anni dopo l’importante ciclo nel coro della chiesa di San Lorenzo a Vacile. Nei primi anni del secondo decennio\, il Pordenone è impegnato nella decorazione presso il castello di San Salvatore di Susegana dei Conti Collalto\, mentre tra il 1512 e il 1518 realizza numerose e importanti opere sia a Pordenone e nel Friuli\, che nella Marca Trevigiana\, quali la pala della parrocchiale di Vallenoncello (1512-1513)\, la pala di Susegana (1513-1514)\, gli affreschi di Villanova (1514)\, la pala della Madonna della Misericordia\, commissionata nel 1515 per il Duomo pordenonese. Successivi lavori\, come gli affreschi di Rorai Grande (1516-1517)\, Travesio (1516)\, San Martino al Tagliamento (1518)\, Treviso (Cappella Malchiostro del duomo\, 1520)\, Torre (pala della Madonna con il Bambino e Santi\, 1521)\, denotano un interesse dell’artista per la cultura centroitaliana. Gli esiti innovativi sono rappresentati dal grandioso ciclo delle Storie della Passione eseguito tra il 1520 ed il 1522 nel Duomo di Cremona. Numerosi impegni trattengono poi ancora il pittore in Friuli: rimangono testimonianze a Spilimbergo (portelle dell’organo 1524) e a Pordenone(frammenti d’affresco per la chiesa di San Francesco e la superstite preziosa testimonianza della sagoma di SanGiovanni dolente). Altre opere si ritrovano poi ancora a Pinzano (1525)\, Travesio (1525-1526)\, Valeriano (affreschi in Santa Maria dei Battuti\, 1524-1527)\, Pordenone (Pala di San Gottardo\, 1525)\, Blessano di Basiliano (Fuga in Egitto\, 1526). Verso la fine degli anni ’20 decora a Venezia il coro (distrutto) della chiesa di San Rocco. Tra il 1530 ed il 1532 opera in Santa Maria di Campagna a Piacenza e nella chiesa dei Francescani a Cortemaggiore. A Pordenone ritorna per realizzare per il Duomo la pala di San Marco (1533-1535)\, rimasta poi incompiuta\, e gli scomparti del Fonte Battesimale (1534 circa). A Venezia lascia la pala di San Lorenzo Giustiniani realizzata intorno al 1533. Dal 1535 si stabilisce a Venezia\, divenendo il principale antagonista di Tiziano. Su invito del duca Ercole II d’Este si reca a Ferrara\, nel dicembredel 1538\, per approntare una serie di cartoni preparatori per arazzi: ma qui morirà\, “assalito da gravissimo affanno di petto”\, intorno al 12-13 gennaio 1539.
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