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SUMMARY:INCONTRI DI CINEMA PER LA SERIE "DONNE CHE DIPINGONO INQUADRATE DA DONNE REGISTE"\, A CURA DI GIORGIO PLACEREANI
DESCRIPTION:  \n \nDONNE CHE DIPINGONO\n“INQUADRATE” DA DONNE REGISTE\n  \nVenerdì 23 novembre prende avvio il ciclo di incontri che l’ Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte intende dedicare alle donne artiste e al modo in cui la loro vita ed arte è stata riproposta al cinema. \nPartendo dall’esperienza dello scorso anno\, in cui si è affrontato come il genere biografico abbia subito una considerevole evoluzione dagli anni trenta del Novecento ad oggi attraverso alcune figure di grandi pittori\, si vuole riproporre nella nuova serie una breve rassegna che rilegge\, completamente al femminile\, il ruolo della donna artista. \nLa donna pittrice\, o più ampiamente artista\, è sempre stata marginale nel contesto sociale e artistico dei tempi passati\, anche se nel corso dell’ultimo secolo molte di queste prevenzioni si sono faticosamente allentate. La stessa esistenza – lo stretto rapporto tra arte e vita personale\, la conquista dell’affermazione professionale – delle artiste le rende rivoluzionarie. \nDi queste è un esempio perfetto Frida Kahlo (1907-1954)\, figura centrale del Messico degli anni ’30 e creatrice di un surrealismo autoctono di grande originalità. \nA seguire proporremo un’altra figura affascinante\, quella di Artemisia Gentileschi (1593-1654)\, una stella del caravaggismo seicentesco\, che ha dipinto con piglio molto forte e personale personaggi ed episodi che in buona misura rielaborano spunti autobiografici. \nLa nostra guida sarà il prof. Giorgio Placereani\, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine\, critico cinematografico di grande preparazione e notevole efficacia comunicativa\, che – con la metodologia da lui applicata dell’”anatomia del film” ci coinvolgerà in un’avventura\nappassionante\, tale da permetterci di ri-scoprire i due film prescelti\, che si inseriscono nel genere “biopic”. \nNel panorama piuttosto scarno della filmografia dedicata alle artiste – pellicole interessanti sono presenti nel panorama internazionale ma non sono state distribuite in Italia e quindi andrebbero riproposte in lingua originale – abbiamo individuato due esempi che presentano una caratteristica interessante: sono film diretti da donne registe\, e ciò ci permetterà di individuare quanto lo sguardo femminile abbia influito nella realizzazione di queste opere filmate. \n  \nPROGRAMMA DEL CORSO \nvenerdì 23 novembre\, h.17: nel primo incontro Giorgio Placereani e Francesca Venuto dialogheranno su: Il ruolo delle donne come registe e produttrici nella storia del cinema e come pittrici e scultrici nella storia dell’arte. \nSeguirà la visione di due film\, proposti con una breve introduzione sulle rispettive figure\nprese in esame\, nel panorama storico-artistico della loro epoca: \n  \nVenerdì 30 novembre\, h.17:  FRIDA (2002) diretto da Julie Taymor\, con Salma Hayek ad interpretare l’artista messicana. \nMartedì 4 dicembre\, h.17: ARTEMISIA Passione estrema (1997) diretto da Agnés Merlet\, con Valentina Cervi nel ruolo della pittrice italiana seicentesca. \nLunedì 10 dicembre\, h.17: Incontro finale con il prof. Placereani incentrato sull’analisi dei lungometraggi visionati sotto l’aspetto del linguaggio filmico e della loro collocazione nella storia del cinema. \nTutti gli incontri si terranno nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana\, in via Manin 18\, a partire dalle ore 17. \nVI ASPETTIAMO NUMEROSI! \n  \n \nGiorgio Placereani\, critico cinematografico\, è stato critico televisivo per “Il Piccolo”. Già docente di scuola media\, cura progetti didattici sul cinema per il C.E.C. e insegna Storia del cinema all’Università delle LiberEtà di Udine. Ha curato con Sabatino Landi il volume Horror. Da Mary Shelley a Stephen King\, con Fabiano Rosso Il gesto sonoro. Il cinema di Jacques Tati\, con Tatti Sanguineti\, Scritti strabici. Cinema\, 1975-1988\, raccolta di articoli postumi del critico cinematografico Alberto Farassino e con Sergio Grmek Germani\, Per Dreyer. Ha curato il volume Citizen Welles. Sua è la monografia Ozu Yasujiro. Autunno e primavera\, Udine~Pordenone 2015. È fra gli organizzatori del festival di cinema asiatico Far East Film. \n 
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DESCRIPTION:  \n  \nDONNE CHE DIPINGONO\n“INQUADRATE” DA DONNE REGISTE\n  \nVenerdì 23 novembre prende avvio il ciclo di incontri che l’ Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte intende dedicare alle donne artiste e al modo in cui la loro vita ed arte è stata riproposta al cinema. \nPartendo dall’esperienza dello scorso anno\, in cui si è affrontato come il genere biografico abbia subito una considerevole evoluzione dagli anni trenta del Novecento ad oggi attraverso alcune figure di grandi pittori\, si vuole riproporre nella nuova serie una breve rassegna che rilegge\, completamente al femminile\, il ruolo della donna artista. \nLa donna pittrice\, o più ampiamente artista\, è sempre stata marginale nel contesto sociale e artistico dei tempi passati\, anche se nel corso dell’ultimo secolo molte di queste prevenzioni si sono faticosamente allentate. La stessa esistenza – lo stretto rapporto tra arte e vita personale\, la conquista dell’affermazione professionale – delle artiste le rende rivoluzionarie. \nDi queste è un esempio perfetto Frida Kahlo (1907-1954)\, figura centrale del Messico degli anni ’30 e creatrice di un surrealismo autoctono di grande originalità. \nA seguire proporremo un’altra figura affascinante\, quella di Artemisia Gentileschi (1593-1654)\, una stella del caravaggismo seicentesco\, che ha dipinto con piglio molto forte e personale personaggi ed episodi che in buona misura rielaborano spunti autobiografici. \nLa nostra guida sarà il prof. Giorgio Placereani\, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine\, critico cinematografico di grande preparazione e notevole efficacia comunicativa\, che – con la metodologia da lui applicata dell’”anatomia del film” ci coinvolgerà in un’avventura\nappassionante\, tale da permetterci di ri-scoprire i due film prescelti\, che si inseriscono nel genere “biopic”. \nNel panorama piuttosto scarno della filmografia dedicata alle artiste – pellicole interessanti sono presenti nel panorama internazionale ma non sono state distribuite in Italia e quindi andrebbero riproposte in lingua originale – abbiamo individuato due esempi che presentano una caratteristica interessante: sono film diretti da donne registe\, e ciò ci permetterà di individuare quanto lo sguardo femminile abbia influito nella realizzazione di queste opere filmate. \n  \nPROGRAMMA DEL CORSO \nvenerdì 23 novembre\, h.17: nel primo incontro Giorgio Placereani e Francesca Venuto dialogheranno su: Il ruolo delle donne come registe e produttrici nella storia del cinema e come pittrici e scultrici nella storia dell’arte. \nSeguirà la visione di due film\, proposti con una breve introduzione sulle rispettive figure\nprese in esame\, nel panorama storico-artistico della loro epoca: \n  \nVenerdì 30 novembre\, h.17:  FRIDA (2002) diretto da Julie Taymor\, con Salma Hayek ad interpretare l’artista messicana. \nMartedì 4 dicembre\, h.17: ARTEMISIA Passione estrema (1997) diretto da Agnés Merlet\, con Valentina Cervi nel ruolo della pittrice italiana seicentesca. \nLunedì 10 dicembre\, h.17: Incontro finale con il prof. Placereani incentrato sull’analisi dei lungometraggi visionati sotto l’aspetto del linguaggio filmico e della loro collocazione nella storia del cinema. \nTutti gli incontri si terranno nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana\, in via Manin 18\, a partire dalle ore 17. \nVI ASPETTIAMO NUMEROSI! \n  \n \nGiorgio Placereani\, critico cinematografico\, è stato critico televisivo per “Il Piccolo”. Già docente di scuola media\, cura progetti didattici sul cinema per il C.E.C. e insegna Storia del cinema all’Università delle LiberEtà di Udine. Ha curato con Sabatino Landi il volume Horror. Da Mary Shelley a Stephen King\, con Fabiano Rosso Il gesto sonoro. Il cinema di Jacques Tati\, con Tatti Sanguineti\, Scritti strabici. Cinema\, 1975-1988\, raccolta di articoli postumi del critico cinematografico Alberto Farassino e con Sergio Grmek Germani\, Per Dreyer. Ha curato il volume Citizen Welles. Sua è la monografia Ozu Yasujiro. Autunno e primavera\, Udine~Pordenone 2015. È fra gli organizzatori del festival di cinema asiatico Far East Film. \n  \n 
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SUMMARY:IL RESPIRO DEL CIELO - SKYWAY MONTE BIANCO - CONFERENZA DELL'ARCHITETTO SIMONE DI LUCA
DESCRIPTION:  \n \n  \nL’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza dell’architetto SIMONE DI LUCA dal titolo: \n  \nIl RESPIRO DEL CIELO. \nSkyway Monte Bianco: the way to the top. \n \n  \nL’incontro si terrà martedì 18 dicembre alle ore 17\, nella Sala Conferenze della Fondazione Friuli  (Palazzo Contarini) in via Manin 15. \nIngresso libero sino a esaurimento posti \nCon i più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \n  \n  \nUn cantiere tra le nuvole\, un incredibile progetto sul tetto d’Europa a 3500 metri fra i ghiacci perenni del Monte Bianco: \nla nuova funivia SkyWay Monte Bianco è una sfida architettonica estrema\, un concentrato tutto italiano di modernità e design avveniristico\, un gioiello di tecnologia ispirata ai cristalli di ghiaccio e ai riflessi della neve che rendono la struttura una delle costruzioni più straordinarie che siano mai state realizzate. \n  \n          \n Un cantiere tra le nuvole\, un incredibile progetto sul tetto d’Europa:  \na 3500 metri fra i ghiacci perenni del Monte Bianco. \n  \nL’idea di un collegamento internazionale tramite funivia tra Italia ed un Paese confinante aveva colpito l’attenzione del Conte Dino Lora Totino\, un imprenditore eclettico che si propose di collegare il versante italiano del Cervino al centro turistico di Zermatt. Vistosi negare il progetto dalle autorità svizzere\, egli trovò nuove speranze con l’apertura di una linea alternativa. \nNacque\, così\, l’idea di collegare due stazioni ancora più prestigiose\, Courmayeur e Chamonix\, in un massiccio straordinario come quello del Bianco. L’impianto della lunghezza di 15km)\, comprendeva tre sezioni. La costruzione sorse durante il periodo bellico\, ma appena messe in opera le funi portanti furono tranciate da un mitragliamento effettuato dagli aerei francesi. \nLa funivia venne poi aperta al pubblico nel 1948. La seconda sezione\, iniziata nella primavera del 1951 e aperta al pubblico nel 1956\, è quella che presenta il maggiore dislivello\, 2812 metri su un percorso di 5416 metri. La terza sezione\, iniziata nella primavera del 1954 e collaudata nella primavera del 1958\, congiungeva il Rifugio Torino a l’Aiguille du Midi\, passando per la Punta Helbronner e il Gros Rognon\, provvidenziale sostegno naturale. Dalla Punta Helbronner\, a cui si perveniva con un balzo di 270 metri (e un dislivello di 132) iniziava la vera e propria FUNIVIA DEI GHIACCIAI\, lunga 5093 m\, con un dislivello di 311. \nQuest’ultimo tratto tutt’ora in funzione è senza dubbio il più spettacolare\, dal punto di vista panoramico ma anche da quello tecnico. Infatti\, per unire le stazioni di arrivo delle funivie sul lato italiano e quello francese\, sono state attuate soluzioni tecniche del tutto originali\, la maggiore delle quali è costituita – per l’audacia della sua concezione – dallo sbalorditivo “pilone aereo”. \n  \nSimone Di Luca si è laureato presso l’IUAV di Venezia con una tesi storica sullo sviluppo e sulla conservazione della struttura urbanistica di Torviscosa (“Torviscosa la città fondata”). Libero professionista a San Giorgio di Nogaro\, collabora con diverse Associazioni e Circoli Culturali per cui tiene corsi e conferenze.  \nMolto intensa la sua attività di fotografo freelance in qualità di reporter per alcune delle testate giornalistiche e webzines più importanti (Corriere Innovazione\, Spazio Rock\, Outsiders\, Outune Magazine\, Oca Nera Rock\, Best Magazine\, Frame) per cui segue i maggiori eventi del Triveneto. \nLe sue foto sono state pubblicate da Ansa\, Corriere della Sera\, Repubblica\, La Stampa\, Il secolo XIX\, Panorama\, TV sorrisi&canzoni. Fotografo ufficiale di artisti del calibro di Nina Zilli\, Zucchero Fornaciari e dei 2Cellos. Collabora con Barley Arts Promotion e Virgin Radio nella promozione di alcuni tra i principali eventi musicali a livello nazionale. \n  \nPer la nostra Associazione ha proposto apprezzatissimi approfondimenti su Carlo Scarpa\, sul Museo Guggenheim di Bilbao\, su Zaha Hadid\, sulla Nike di Samotracia\, sull’attività di Renzo Piano a scala mondiale e sul sorprendente Shard a Londra\, sui Bronzi di Riace\, sugli affreschi del Buono e Cattivo Governo a Siena\, sulle opere di Giovanni Bellini e sulle realizzazioni di Santiago Calatrava a Valencia e\, da ultimo\, sulla grande arte collezionata e promossa dalla dinastia dei Guggenheim.
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SUMMARY:PRESENTAZIONE DEL NOSTRO VOLUME PER IL 50° DELL'ASSOCIAZIONE\, DEDICATO AL MUSEO ETNOGRAFICO DEL FRIULI\, IN UDINE
DESCRIPTION:La S.V. è ivitata alla presentazione del volume\n\n\nMuseo Etnografico del Friuli\nCollezioni e percorsi nelle tradizioni culturali di un popolo\n\n\na cura di Tiziana Ribezzi \n\n\nche si terrà venerdì 21 dicembre alle ore 17\nnella Sala Conferenze della Fondazione Friuli di Udine\, in via Manin 15\, a Udine.\n\n\nInterverranno\nFabrizio Cigolot\, Assessore alla Cultura del Comune di Udine\nGiuseppe Morandini\, Presidente della Fondazione Friuli\nLiliana Cargnelutti\, Storica e Archivista\nSaranno presenti gli Autori:\nGiuseppe Bergamini\, Paolo Casadio\, Gian Paolo Gri\, Tiziana Ribezzi\nVin d’honneur
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