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SUMMARY:A ROVIGO PER LA MOSTRA “GIAPPONISMO”.
DESCRIPTION:A ROVIGO PER LA MOSTRA “GIAPPONISMO”.\nA seguire\, Visita del Museo sul Delta antico nella suggestiva Comacchio\nDomenica 29 Settembre 2019\n  \n  \nPROGRAMMA\nOre 7.45 : Ritrovo partecipanti al parcheggio del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e partenza con il\nbus in direzione di Rovigo.\nOre 11.15: arrivo a Rovigo e visita guidata alla mostra “Giapponismo. Venti d’Oriente\nnell’arte europea. 1860 – 1915”.\nAl termine pranzo in Ristorante al centro di Rovigo.\nA seguire\, spostamento a Comacchio per la visita al Museo del Delta Antico\, aperto di recente\,\ne della incantevole cittadina di Comacchio\, ubicata nel Delta ferrarese. A termine della visita rientro\na Udine. \n\nQuota di partecipazione (bus a/r\, visite guidate e ingressi\, pranzo): 75 €\nPer i non soci 5€ in aggiunta\, quindi 80€.\nPer informazioni/prenotazioni rivolgersi alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957.\nAdesioni e versamento della quota: entro il 9 settembre \n  \n“Giapponismo\, Venti d’Oriente nell’arte europea. 1860 – 1915” (Rovigo\, Palazzo Roverella – Sul\nfinire del XIX secolo la scoperta delle arti decorative giapponesi diede una notevole scossa all’intera\nArte europea. Un potente vento di rinnovamento\, se non proprio un uragano\, che dall’Oriente\ninvestiva modelli\, consuetudini stratificate nei secoli\, conducendo l’arte del Vecchio Continente verso\nnuove e più essenziali norme compositive fatte di sintesi e colori luminosi. La svolta avvenne\nquando\, all’inizio degli anni ’60 dell’Ottocento cominciarono a diffondersi in Europa\, e principalmente\nin Francia\, ceramiche\, stampe\, ed arredi da giardino dall’Impero del Sol Levante che\, pochi anni\naddietro\, nel 1853\, si era aperto al resto del modo. La moda giapponista\, esplosa attorno al 1860 e\ndestinata a durare almeno un altro cinquantennio\, coinvolse dapprima la ricca borghesia\ninternazionale\, ma soprattutto due intere generazioni di artisti\, letterati\, musicisti e architetti\, trovando\nvia via sempre più forza con l’innesto della nascente cultura e Liberty e modernista sempre più\nattenta ai valori decorativi e rigorosi dell’arte giapponese. Il taglio che il curatore dell’esposizione\nFrancesco Parisi ha scelto per descrivere questa effervescente pagina della storia dell’arte europea\ne mondiale) è decisamente originale mappando\, per la prima volta\, le tendenze giapponiste\ndell’Europa tra Ottocento e Novecento: dalla Germania all’Olanda\, al Belgio\, dalla Francia all’Austria\,\nalla Boemia\, fino all’Italia. Nelle 4 ampie sezioni in cui è dipanato il racconto\, sono affiancati originali\ne derivati\, ovvero opere scelte fra quelle che giungendo dal Giappone divamparono a oggetto di\npassioni e di studi in Europa\, accanto alle opere che di questi “reperti” evidenzino la profonda\ninfluenza. Pittura e grafica\, architettura\, arti applicate\, illustrazione\, manifesti\, arredi\, a dar conto\, per\nla prima volta in modo organico\, di quanto capillarmente e profondamente quel Giapponismo sia\nentrato nel corpo della vecchia Europa. \n\nDa molti paragonato alla città di Venezia\, Comacchio è il centro storico più originale ed\naffascinante del Parco del Delta del Po. Erede dell’antica Spina\, ha origini antichissime ed\nancora oggi è una città lagunare che incanta grazie al suo centro storico\, che conserva intatto\nl’aspetto originario\, ed ai suoi più celebri monumenti come l’inconfondibile Trepponti con le sue\nimponenti scalinate\, il seicentesco Duomo di San Cassiano\, l’elegante Palazzo Bellini e la\ncaratteristica Manifattura dei Marinati\, l’antica fabbrica adibita alla cottura e marinatura\ndell’anguilla. Costruita per agevolare uno sviluppo economico destinato a sfruttare i vantaggi del\nfiume\, Comacchio si presenta oggi come fitto dedalo di canali\, con piccoli ponti che collegano i\ndiversi angoli della città e case a schiera con tinte pastello a caratterizzare i quartieri più interni.\nIl nuovo museo del Delta Antico – aperto nel 2017 in un antico palazzo – illustra l’evoluzione\ndel territorio e dei suoi insediamenti umani. Unico e sensazionale nel suo genere\, accoglie\ninoltre l’ingente carico di un’imbarcazione commerciale di epoca augustea\, rinvenuta nel 1981\na pochi chilometri da Comacchio. L’imbarcazione\, naufragata intorno alla fine del I sec a.C.\,\neffettuava attività di trasporto di grosse partite commerciali e\, dopo il naufragio e\nl’insabbiamento\, ha conservato l’intero carico pressoché intatto. Il museo è incentrato appunto\nsulle testimonianze dell’antico delta del Po\, nella zona in cui sfociava fino al XII secolo il ramo\nprincipale dell’Eridano/Po\, che per secoli ha costituito uno snodo di commerci e di civiltà\, un\nimportante punto di giunzione tra il mondo adriatico e mediterraneo e l’Europa continentale.\nAttraverso l’esposizione di numerosi reperti e grazie a suggestivi apparati di guida e descrizione è\nstata narrata la storia di questi luoghi dalla nascita della Pianura Padana\, milioni di anni\, fa sino al\nMedioevo\, con particolare attenzione alle fasi di epoca classica\, con la città etrusca di Spina\, al\nmondo romano\, all’alto medioevo con la nascita di Comacchio che fino al IX secolo contese a\nVenezia il primato nell’alto Adriatico. Il museo\, attraverso l’utilizzo di moderne tecnologie\,\nscenografiche ricostruzioni di contesti\, percorsi olfattivi dedicati\, è il primo a raccontare la storia\ndel territorio nella sua totalità\, in efficace relazione con le altre importanti realtà museali della zona.
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SUMMARY:A ILLEGIO PER LA MOSTRA “MAESTRI”
DESCRIPTION:A ILLEGIO PER LA MOSTRA “MAESTRI”\nA seguire visita della chiesa di San Martino a\nSocchieve con gli affreschi di Gianfrancesco da\nTolmezzo\nDomenica 15 Settembre 2019\n   \n  \nPROGRAMMA\nOre 9.45: Ritrovo partecipanti al parcheggio del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e partenza con il\nbus in direzione di Illegio.\nOre 11: arrivo a Illegio e ingresso alla mostra Maestri. Visita guidata dell’esposizione.\nOre 12.30: pranzo presso l’Albergo-Ristorante “Miramonti”.\nDopo il pranzo si riparte alla volta del piccolo centro di Socchieve\, per la visita guidata della\nchiesa di San Martino con gli affreschi di un importante maestro della pittura friulana\,\nl’artista Gianfrancesco da Tolmezzo.\nAlla fine del percorso rientro a Udine. \nCosto dell’escursione (bus a/r\, visite guidate e ingressi\, pranzo bevande incluse):\n60 € (calcolato sulla base di 25 persone).\nPer i non soci 5€ in aggiunta\, quindi 65€. \n\nQualora non si riuscisse a raggiungere il n° minimo di 25 persone l’escursione si effettuerà\nugualmente ma con i mezzi propri (costi da rivedere).\nPer informazioni/prenotazioni rivolgersi alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957. \n\nAdesioni e versamento della quota: entro e non oltre il 2 settembre.
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SUMMARY:Il successo di Giulio Quaglio presso grandi famiglie e istituzioni udinesi
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza della storica prof.ssa LILIANA CARGNELUTTI dal titolo:\nIl successo di Giulio Quaglio presso grandi famiglie e istituzioni udinesi\n         \nL’incontro si terrà mercoledì 5 giugno 2019 alle ore 17.30\, nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18.\nCon i più cordiali saluti\,\nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione\n  \nNell’ultimo scorcio del Seicento\, lungo l’arco di un decennio\, un pittore che proveniva dalle valli intelvesi approdò a Udine per collaborare con capomastri e stuccatori\, anche loro dell’area ticinese\, impegnati a decorare i palazzi del capoluogo della Patria del Friuli.\nGiulio Quaglio divenne ben presto il più richiesto per illustrare riferimenti e aspirazioni delle più importanti famiglie dell’aristocrazia cittadina. Quali sono stati i principali committenti dell’artista? Perché scelsero proprio lui per rappresentare in immagini con il repertorio del mito\, della storia antica o dell’iconografia religiosa i fasti delle proprie casate? Quali\, al contrario\, i committenti patrizi che resistettero a una simile travolgente “moda” decorativa o che si orientarono diversamente? \nLo scopriremo con Liliana Cargnelutti\, storica e archivista\, che nei suoi numerosi contributi ha approfondito le vicende e il ruolo delle antiche famiglie udinesi e friulane.\nGrazie alla sua guida esperta affronteremo un momento storico di ripresa economica per la nostra città e di valorizzazione artistica destinata all’ornamentazione di nuovi palazzi che hanno arricchito lo sviluppo architettonico e urbanistico di Udine prima dell’intensa fioritura settecentesca. \nSarà l’occasione per ripercorrere\, con l’ausilio di un ricco corredo di immagini\, una breve ma intensa stagione di cultura e arte che ancor oggi onora la città di Udine prima dell’apporto di nuovi altri protagonisti\, primo tra tutti Giovan Battista Tiepolo.\n \nL’aspetto storico sarà coniugato con l’illustrazione storico-artistica\, a cura di Francesca Venuto\, storica dell’arte\, che dialogherà con Liliana Cargnelutti e commenterà lo stile dell’artista\, la sua evoluzione e i temi ricorrenti concordati con i suoi mecenati udinesi\, prima che l’artista cercasse altrove nuove vie di affermazione professionale\, segnatamente nei territori dell’Impero asburgico.\n   \n  \nLiliana Cargnelutti è nata a Udine e si è laureata in lettere presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trieste. Diplomata in Archivistica Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Trieste\, ha eseguito numerosi interventi archivistici per conto della Soprinten-denza Archivistica del Friuli Venezia Giulia\, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di enti privati dal 1982. Ispettore archivistico onorario per il FVG dal 1988 a oggi\, ha fatto parte del direttivo regionale ANAI del FVG. Ha curato la pubblicazione di fonti storiche ed edizioni critiche di manoscritti\, è autrice di numerosi saggi riguardanti il Friuli di età moderna\, con particolare attenzione alla storia delle famiglie e delle istituzioni.\nTra le sue ultime pubblicazioni: Castelli e ville in Friuli Venezia Giulia\, con Giuseppe Bergamini\, Gaspari Editore\, e Dal chiostro al mondo. Formazione e istruzione femminile: l’Educandato Uccellis a Udine con Martina Lorenzoni\, fotografie di Luca Laureati\, Forum Editore.\n 
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SUMMARY:Programma Aquileia 26 maggio
DESCRIPTION:Itinerario dotto e curioso nell’antica Aquileia\nIL RINNOVATO MUSEO ARCHEOLOGICO\nE L’APPARTATO MUSEO PALEOCRISTIANO\nDomenica 26 maggio 2019\n \nPROGRAMMA\nOre 8.40: Ritrovo dei partecipanti al parcheggio del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e partenza con bus riservato.\nOre 9.45: Arrivo ad Aquileia e incontro con un’esperta archeologa per la visita guidata al Museo Archeologico\, da poco rinnovato nell’impostazione e nella suggestiva presentazione dei reperti\, e al Museo Paleocristiano di Monastero\, meno conosciuto – per via della sua posizione defilata – ma non meno interessante\, per le raccolte relative alla prima diffusione del Cristianesimo nell’Alto Adriatico.\nSi scopriranno\, lungo il tragitto\, aspetti storici importanti dell’antica città imperiale. Al termine della visita pranzo a base di pesce (antipasto misto\, branzino con patate e olive\, dolce\, acqua e vino della casa\, caffè) presso il Ristorante La Capannina\, in prossimità dell’ingresso alla Via Sacra. \nQuota di partecipazione calcolata sulla base di 25 persone\n(viaggio a/r con il bus\, ingressi e visite guidate\, pranzo): 60 € \nSi prega vivamente di dare l’adesione entro lunedì 13 maggio\, inviando una mail o telefonando alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957. \nIl Museo Archeologico Nazionale di Aquileia è il complesso museale più antico e visitato del sito archeologico\, una delle mete più attrattive per il turismo culturale della regione Friuli Venezia Giulia\, dal 1998 dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità (UNESCO). Il Museo fu istituito il 3 agosto del 1882 come “Imperial-Regio Museo dello Stato” del governo austroungarico\, con il patrocinio dell’imperatore Francesco Giuseppe\, nella sede della neoclassica Villa Cassis Faraone\, per accogliere le collezioni storiche ricevute in dono o acquistate dalle più illustri famiglie aquileiesi\, progressivamente integrate dai risultati delle ricerche archeologiche condotte dall’800 sino a oggi.\nIl nuovo percorso espositivo\, inaugurato il 3 agosto del 2018 a seguito di un ampio intervento di ristrutturazione e riallestimento attuato grazie ad un finanziamento ricevuto dal Mibac nell’ambito del Piano strategico “Grandi Progetti beni culturali”\, consente ai visitatori di ripercorrere la storia di una delle più importanti città romane dell’Italia Settentrionale secondo un approccio interdisciplinare e inclusivo\, maggiormente rispondente alle richieste di un pubblico sempre più ampio ed esigente. \nIl criterio espositivo\, prima improntato sulla classificazione tipologica dei reperti\, è stato ripensato; i materiali sono stati sottoposti a un’attenta opera di selezione e vengono ora presentati all’interno dei loro ambiti di utilizzo\, nell’intento di offrire un più coinvolgente percorso narrativo. Al centro del racconto è la città romana di Aquileia\, grande porto del Mediterraneo nel quale merci\, persone\, lingue\, religioni e culture diverse si incontravano e convivevano\, concorrendo a portare nuove idee in un’area che fu da sempre di importanza strategica\, quale cerniera e collegamento tra l’Oriente e l’Occidente\, tra il Mediterraneo e le regioni settentrionali e orientali d’Europa. Il corpo principale del Museo ospita su tre piani sette sezioni tematiche\, nelle quali sono esposte iscrizioni\, sculture\, mosaici di rara bellezza e manufatti preziosi\, accanto ad oggetti di uso comune pertinenti alla vita quotidiana\, organizzati e valorizzati da un percorso museale dalla chiave di lettura coinvolgente. Le gallerie lapidarie esterne\, costruite in più fasi nel corso del Novecento\, ospitano attualmente la ricca collezione epigrafica aquileiese e preziosi mosaici. \n  \nIl Museo Paleocristiano costituisce una raccolta unica di manufatti di età tardoantica che raccontano il cristianesimo delle origini del sito altoadriatico. I reperti sono conservati in un vero scrigno: un maestoso edificio agricolo costruito sui resti di una basilica paleocristiana del IV secolo. Il Museo venne inaugurato nel 1961\, scorporando dal Museo Archeologico Nazionale le testimonianze della primitiva comunità cristiana di Aquileia\, e fu intitolato a Franco Marinotti\, mecenate che aveva contribuito al recupero dell’edificio che lo ospita.\nEsso era sorto come chiesa paleocristiana\, alla periferia nordorientale della città\, per trasformarsi in monastero benedettino; a partire dalla fine del Settecento passò nella proprietà di diverse famiglie aquileiesi\, per essere destinato a residenza (“Palazzo”)\, sede delle collezioni private di antichità ed infine ad uso agricolo.\nIl pianoterra è occupato quasi interamente dal pavimento musivo con disegno geometrico della primitiva basilica e da altri lacerti musivi di edifici tardoantichi di Aquileia\, mentre al primo piano si conservano parti del pavimento della basilica del Fondo Tullio alla Beligna (scavata nell’area meridionale della città antica). Al secondo piano sono raccolte le iscrizioni paleocristiane\, in massima parte funerarie\, alcune anche decorate\, che restituiscono un quadro della composita società aquileiese dell’epoca (IV-V sec. d.C.); ad esse si affiancano reperti scultorei datati fino ad epoca altomedievale\, in parte già reimpiegati nelle fasi successive dell’edificio.
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SUMMARY:Conferenza della storica dell’arte prof.ssa CATERINA FURLAN
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza della storica dell’arte prof.ssa CATERINA FURLAN dal titolo:\nA proposito del Pordenone\ne delle sue mostre\n(1939\, 1984\, 2019)\n   \nL’incontro – che si inserisce nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana – si terrà mercoledì 15 maggio 2019 alle ore 17.30\, nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18.\nCon i più cordiali saluti\,\nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione\n  \nDopo un breve excursus sui principali aspetti dell’attività del grande artista friulano\nGiovanni Antonio de’ Sacchis (1483/84-1539)\, noto come il Pordenone\, e sulla sua\n“modernità” nell’ambito della pittura veneta e italiana del Rinascimento e del primo\nManierismo\, ripercorreremo i criteri ispiratori e i risultati raggiunti con le mostre del\n1939 e 1984. Avremo inoltre dalla massima specialista del Pordenone alcune\nanticipazioni sulla mostra attualmente in preparazione\, destinata a costituire un\nimprescindibile evento culturale in programma per l’autunno del 2019. \n     \nCaterina Furlan\, pordenonese di nascita\, si è laureata in Lettere presso l’Università di Padova ed in seguito ha conseguito il diploma di perfezionamento presso la stessa Università\, discutendo una tesi in Storia dell’arte moderna. Vincitrice nel 1989 di un concorso a professore universitario di ruolo (fascia degli associati) e già titolare dell’insegnamento di Storia della tradizione classica nell’arte europea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Udine\, dal 1994 è stata professore ordinario presso la stessa Università dove\, dopo aver insegnato Storia dell’arte veneta\, è diventata titolare della cattedra di Storia dell’arte moderna. Dal 1994 al 2000 è stata direttrice del Dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine (Facoltà di Lettere e Filosofia\, Corso di laurea in Conservazione dei beni culturali). Dal 1996 al 1999 ha diretto il Centro regionale di catalogazione e restauro di Villa Manin di Passariano\, maturando un vasta esperienza nel settore della conservazione e della catalogazione dei beni culturali. \nDal 2002 al 2008 è stata Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Udine e dal 2009 al 2013 direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici della stessa Università. La sua attività scientifica e di ricerca ha interessato diversi filoni di studio\, con particolare riguardo: \n1) alla pittura veneta e friulana dal XV al XVIII secolo; \n2) ai rapporti tra la cultura figurativa di Venezia e Roma nel Cinquecento; \n3) alla letteratura artistica e al collezionismo nel Veneto e in Friuli nel Sei e Settecento. \nOggetto di particolare approfondimento sono state le personalità di Giovanni da Udine e del Pordenone: artisti di cui ha indagato sia l’attività pittorica che quella grafica. Frutto di un impegno quasi decennale\, tali ricerche sono sfociate in una monografia su Giovanni da Udine\, pubblicata nel 1987 in collaborazione con Nicole Dacos (Udine\, Casamassima)\, e in una seconda monografia sul Pordenone\, edita nel 1988 (Milano\, Electa). Ha curato inoltre la pubblicazione della terza edizione della Storia delle belle arti friulane di Fabio di Maniago (un’importante fonte ottocentesca apparsa per la prima volta a Venezia nel 1819 e ristampata a Udine nel 1823\, alla quale ha premesso un lungo saggio e aggiunto un volume di note e apparati critici\, Udine\, Forum\, 2000). Oltre ad aver partecipato con relazioni a numerosi convegni internazionali di studio e collaborato con saggi e schede ai cataloghi di diverse rassegne in Italia e all’estero\, ha curat0 numerose mostre\, tra cui\, appunto\, Il Pordenone\, Pordenone-Passariano 1984. Ha collaborato inoltre all’organizzazione nel convegno internazionale di studio su Giambattista Tiepolo nel III centenario della nascita (VeneziaVicenza-Udine 1996); nello stesso anno ha ideato e promosso un secondo convegno su Arte\, storia\, cultura e musica in Friuli nell’età dei Tiepolo (Udine\, 1996)\, e successivamente un terzo su Fabio di Maniago e la storiografia artistica in Italia e in Europa tra Sette e Ottocento (Pordenone-Udine 1999). \nTra il 2004 e il 2006 ha coordinato le celebrazioni per il centenario della nascita dello scultore pordenonese Ado Furlan\, curando\, in collaborazione con l’italianista Claudio Griggio\, l’edizione di tre volumi dell’epistolario familiare e\, in collaborazione con il contemporaneista Flavio Fergonzi\, gli atti del convegno di studio Ado Furlan nella scultura italiana del Novecento\, Udine\, Forum 2005. È membro di vari sodalizi e istituzioni\, tra cui l’Ateneo Veneto\, l’Accademia di Scienze\, Lettere e Arti di Udine e la Deputazione di Storia Patria per il Friuli. È condirettore\, insieme con il prof. Mario Fales\, della collana “Fonti e testi” della casa editrice universitaria Forum\, e membro del comitato scientifico della rivista “Saggi e Memorie di Storia dell’arte” pubblicato dalla Fondazione Giorgio Cini\, Venezia. Dal 2009 è presidente della Fondazione Ado Furlan.
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SUMMARY:A proposito del Pordenone e delle sue mostre (1939\, 1984\, 2019)
DESCRIPTION:Conference – Conferenza\nMiercus ai 15 di Mai – Mercoledì 15 Maggio\n17.30\nUdin – Udine\n  \nA proposito del Pordenone\ne delle sue mostre\n(1939\, 1984\, 2019)\n  \nConferenza della prof.ssa Caterina Furlan \nDopo un breve excursus sui principali aspetti dell’attività del grande artista friulano Giovanni Antonio de’ Sacchis\, noto come il Pordenone\, e sulla sua “modernità” nell’ambito\ndella pittura veneta e italiana del Rinascimento e del primo Manierismo\, ripercorreremo i criteri ispiratori e i risultati raggiunti con le mostre del 1939 e 1984.\nAvremo inoltre alcune anticipazioni sulla mostra attualmente in preparazione\, destinata a costituire un imprescindibile evento culturale in programma per l’autunno del 2019.\nPer informazioni: 324 9893957 \n  \nINFO: \nt. 0432 501598 \ninfo@filologicafriulana.it \nwww.setemane.it
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SUMMARY:BERGAMO E MILANO “ANTONELLO DA MESSINA”
DESCRIPTION:28 e 29 aprile 2019 \n28 aprile \nPartenza in pullman da Udine alle ore 7\,30 in direzione di Bergamo. \n \nArrivo a Lonato del Garda e sosta per visitare l’omonima Rocca e la Casa del Podestà: questa risale alla metà del Quattrocento ed ospita nelle sue stanze preziosi arredi dell’epoca. E’ una casa-Biblioteca\, che conserva una raccolta di circa 50.000 volumi\, annoverata tra le collezioni private più importanti in Italia settentrionale. \nAl termine sosta per uno spuntino nelle vicinanze. Nel pomeriggio proseguimento per Bergamo. Sistemazione presso l’hotel Excelsior San Marco e quindi trasferimento alla vicina Accademia Carrara per la visita delle sue sale\, da poco riaperte dopo il restauro e un nuovo allestimento. \nRientro in hotel per la cena e il pernottamento \n  \n29 aprile \nPrima colazione e passeggiata con guida nella Bergamo Alta. Quindi partenza per Milano. All’arrivo pranzo veloce e trasferimento al Palazzo Reale per visitare la mostra su Antonello da Messina (ingresso alle ore 14.30). Al termine viaggio di rientro a Udine. \n  \nQuota individuale di partecipazione:  eur  255     (minimo 26 partecipanti) \nSupplemento camera singola:             eur   45 \nLa quota comprende: \n\nviaggio in pullman\nun pernottamento in hotel 4*\npasti come da programma\nservizio guida come da programma\ningressi: Rocca di Lonato e Accademia Carrara\nassicurazione medica\n\nTassa di soggiorno da pagare in loco. \nPagamento entro il 21 marzo in associazione: eur 255 + eur 5 (per l’associazione)
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SUMMARY:Conferenza della storica dell’arte MICHELA CAUFIN dal titolo: ANDREA DEL VERROCCHIO E IL GIOVANE LEONARDO
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza della storica dell’arte MICHELA CAUFIN dal titolo:\nANDREA DEL VERROCCHIO \nE IL GIOVANE LEONARDO\n  \n        \nL’incontro si terrà martedì 16 aprile 2019 alle ore 17\, nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18. \nCon i più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \nANDREA DEL VERROCCHIO \nE IL GIOVANE LEONARDO\n“Orefice\, prospettivo\, scultore\, intagliatore\, pittore e musico”: così Giorgio Vasari definisce Andrea di Michele di Francesco di Cione detto il Verrocchio (Firenze 1435 -Venezia 1488)\, uno dei massimi esponenti della scena artistica fiorentina della seconda metà del Quattrocento. Figura complessa di artista che\, in un arco di tempo piuttosto limitato (dal 1464ca. al 1488) ha prodotto numerose opere in tutti i campi (dall’oreficeria alla pittura\, dalla scultura alla decorazione delle corazze)\, ma\, soprattutto\, ha creato un indirizzo artistico del tutto personale trasmettendolo alla sua scuola.                                                          (segue) \nLa bottega del Verrocchio\, infatti\, è stata una delle più importanti della Firenze del tempo; da qui usciva una produzione molto differenziata sia per le tecniche usate\, sia per la rilevanza delle opere prodotte. \nSempre\, comunque\, il maestro ricercava la perfezione formale nei suoi lavori (arte e artigianato venivano trattati con la medesima dignità) e\, in particolare nella pittura e scultura\, la reciproca integrazione fra figura e ambiente\, attraverso la tensione della forma nello spazio.  \nQuesta è la lezione trasmessa da Verrocchio agli allievi\, o meglio collaboratori\, che sono passati per la sua bottega: Perugino\, Botticelli\, Lorenzo di Credi e lo stesso Leonardo da Vinci.  \nA proposito di quest’ultimo\, va ricordato il suo strettissimo legame con il Maestro evidente non solo nella compresenza dei due nella realizzazione di alcune opere\, ma anche nei rimandi iconografici della prima produzione leonardesca e nello scambievole dialogo su disegni e studi preparatori realizzati all’interno della bottega. Fatti questi che determinarono e determinano tuttora incertezze e dubbi attributivi. \nFigura eminente\, dunque\, quella di Andrea per il valore artistico in se stesso\, prima di tutto\, ma anche per le conseguenze storico-artistiche che le sue ricerche e innovazioni hanno determinato. Con Verrocchio si chiude il primo Rinascimento fiorentino e al tempo stesso si apre la strada a una nuova stagione artistica\, quella della Maniera moderna. \n  \nMichela Caufin – Docente di Storia dell’Arte\, ha insegnato in varie scuole superiori\, fra cui il Liceo classico “Dante Alighieri” di Gorizia\, il Liceo classico “Paolo Diacono” di Cividale e il Liceo artistico \n“Giovanni Sello” di Udine. \nIn quest’ ultimo ha promosso la collaborazione fra istituto e F.A.I. (Fondo per l’Ambiente Italiano) in occasione delle Giornate di Primavera\, per la scoperta dei siti artistici della città di Udine\, con la guida degli allievi-ciceroni. \nHa collaborato con il Centro di Catalogazione di Passariano (UD) per la schedatura dei beni storico-artistici dei Comuni di Paularo e di Pagnacco ed ha curato la pubblicazione di alcuni articoli\, recensioni\, saggi per riviste culturali e cataloghi di mostre d’arte.  \nAttualmente tiene corsi di Storia dell’Arte all’Università della Terza Età “Paolo Naliato” di Udine.
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SUMMARY:PRESENTAZIONE DEL VOLUME “MUSEO ETNOGRAFICO DEL FRIULI. COLLEZIONI E PERCORSI NELLE TRADIZIONI CULTURALI DI UN POPOLO”
DESCRIPTION:PRESENTAZIONE DEL VOLUME\n“MUSEO ETNOGRAFICO DEL FRIULI. COLLEZIONI E PERCORSI NELLE TRADIZIONI CULTURALI DI UN POPOLO”\nA CURA DI TIZIANA RIBEZZI\, EDITO DALL’ ASSOCIAZIONE DEGLI AMICI DEI MUSEI\n  \nIl 21 dicembre dello scorso 2018 si è svolto un nostro importante appuntamento pubblico\, ossia la presentazione del volume destinato a celebrare i 50 anni del nostro sodalizio\, fondato nel 1968 su sollecitazione dell’allora direttore dei Civici Musei\, il dott. Aldo Rizzi. \nSi è trattato di un importante momento che ha evidenziato come il nostro interesse si sia concentrato\, in quanto Amici dei Musei\, su un Museo della nostra città: su questa sede espositiva abbiamo voluto accendere i riflettori\, il Museo Etnografico del Friuli\, che mancava di una guida apposita. Pertanto è stato dato alle stampe il volume dal titolo: Museo Etnografico del Friuli. Collezioni e percorsi nelle tradizioni culturali di un popolo. \nLa serata è stata arricchita dagli interventi di importanti relatori\, quali il Presidente della Fondazione Friuli\, dott. Giuseppe Morandini\, che ha ospitato l’evento nella prestigiosa sede della Fondazione stessa\, il Palazzo Contarini o Palazzo d’Oro in via Manin 15\, l’Assessore alla Cultura del Comune di Udine dott. Fabrizio Cigolot\, e la dott.ssa Liliana Cargnelutti\, storica ed archivista\, autrice di numerosi volumi e saggi\, esponente del nostro Direttivo\, che ha tenuto la presentazione vera e propria\, illustrando puntualmente i contenuti più significativi del volume per i tipi della Lithostampa di Pasian di Prato (Udine). A ciò sono seguite le considerazioni degli autori dei contributi. \nCome Amici dei Musei si è inteso fornire al pubblico uno strumento agile\, utile\, ma allo stesso documentato e rigoroso dal punto di vista scientifico\, curato della dott.ssa Tiziana Ribezzi\, conservatore del citato Museo fin dalla sua gestazione e inaugurazione. \nIl volume-guida contiene\, oltre all’apparato predisposto dalla dott.ssa Ribezzi\, che consiste in Percorsi\, Origini del Museo Giacomelli – Sale e Sezioni\, anche i saggi di Gian Paolo Gri (L’Etnografico di Udine. Una collezione di collezioni\, incentrato sulle figure di Gaetano Perusini\, Lea D’Orlandi e Luigi Ciceri)\, di Giuseppe Bergamini (Sul filo del ricordo: Luigi e Andreina Ciceri) e di Paolo Casadio (Le sculture lignee della donazione Ciceri nel Museo Etnografico del Friuli). \nIl folto pubblico accorso alla presentazione – oltre ai nostri soci anche numerosi esponenti della cultura cittadina e friulana – ha dimostrato vivo interesse per questa operazione da lungo tempo attesa\, come ha ricordato anche Elena Commessatti in una intervista-recensione apparsa sul “Messaggero Veneto” del 21 dicembre scorso. Siamo felici perciò di aver contribuito con questa pubblicazione a colmare una lacuna\, dimostrando il nostro rapporto stretto con le istituzioni museali di Udine che ha guidato in questi cinquant’anni chi ci ha preceduto\, nelle figure dei Presidenti Vittorio Marangone\, Lucia Toso Chinellato\, Isabella Baccetti Londero\, Gabriella Bucco. \nIl volume consta di 160 pagine\, è stampato a colori\, ed è valorizzato di numerose immagini d’epoca\, oltre che di una ricco corredo fotografico che accompagna il visitatore curioso alla scoperta di un patrimonio ampio e sfaccettato\, dei suoi primi promotori e collezionisti\, a testimonianza delle usanze\, credenze e vita materiale di un tempo lontano ma ancor oggi vivo nella memoria della terra friulana\, esemplata nei rimandi alle località più disparate e nelle tradizione del capoluogo\, Udine stessa\, proprio nell’approfondimento relativo a Borgo Grazzano ove ha sede il Museo. \nL’opera viene distribuita gratuitamente ai soci che invitiamo a ritirare la loro copia presso la nostra sede in via Manin 18. \n\n\n\nAlcune foto dell’evento:
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SUMMARY:Assemblea ordinaria generale dei Soci
DESCRIPTION:Gent.mo/a Socio/a\, \nformulo un buon proseguimento d’anno\, innanzitutto\, e comunico che l’Assemblea ordinaria generale dei Soci si terrà il 13 febbraio prossimo venturo. \nData l’importanza dei punti all’O.d.G si raccomanda caldamente la partecipazione. \nIn Associazione sono disponibili i programmi preliminari dei prossimi viaggi ed escursioni\, per cui si invitano coloro che intendono partecipare a contattare al più presto la Segreteria\, aperta\, come di consueto\, il lunedì (ore 16.30-18.30) e il giovedì (ore 17-18) \ntel. 324-9893957 (E-mail: amicimuseiarte24@gmail.com). \nL’iscrizione per l’anno 2019 (con le quote invariate: 35€ socio ordinario\, 20 familiari e juniores) può essere rinnovata prima dell’inizio dell’Assemblea il giorno 13 Febbraio\, presso il Salone di Palazzo Mantica in via Manin 18. Altrimenti si può versare la quota in sede\, sempre nello stesso complesso\, nei giorni d’apertura sopra riportati o tramite bonifico bancario ( IBAN: IT98F0306912344100000008022 ). \n  \nIn attesa di rivederci presto\, porgo i miei più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto \nPresidente dell’Associazione \nUdine\, 21 gennaio 2019 \n  \nMercoledì 13 febbraio 2019\, nel Salone di Palazzo Mantica – sede della Società Filologica Friulana – in via Manin 18\, è convocata l’Assemblea ordinaria generale dei soci alle ore 14.00 in prima convocazione ed alle ore 17.00 del 13 febbraio 2019  in seconda convocazione (effettiva) per discutere e deliberare il seguente o.d.g.: \n\nRelazione della Presidente sull’esercizio 2018;\nRelazione dei Revisori dei conti sull’esercizio 2018;\nApprovazione del Bilancio Consuntivo esercizio 1 gennaio 2018 – 31 dicembre 2018;\nBilancio di previsione 2019 e relativa approvazione;\nRinnovo delle cariche sociali per il triennio 2019-2021;\nVarie ed eventuali.\n\n  \n  \nDi seguito il link del file con tutte le informazioni a riguardo: \nAMUD\, Convocazione assemblea soci 2019 – 13 febbraio
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SUMMARY:VIAGGIO IN EGITTO CON CROCIERA SUL NILO
DESCRIPTION:OPERATIVO VOLI : \n06 GEN TRIESTE / ROMA 07.05/08.10 – ROMA / CAIRO 13.40/17.50 \n13 GEN CAIRO / ROMA 13.55/16.25 – ROMA / TRIESTE 21.40/ 22.50 \nDomenica 6 gennaio Partenza con voli di linea per Il Cairo. Trasferimento in hotel\, cena e pernottamento \nLunedi’ 7 gennaio MENFI / SAKKARA / CAIRO Trattamento di pensione completa. Intera giornata dedicata alle escursioni. Visita alle famosissime piramidi di Giza e alla Sfinge\, loro immobile guardiana. Trasferimento a Menfi e visita alla Sfinge di Alabastro e al Colosso di Ramses. Proseguimento per Sakkara con visita alla Piramide a gradoni di Zoser e al Tempio funerario. In serata possibilità di assistere allo spettacolo S uoni e Luci alle piramidi (facoltativo) Martedì 8 gennaio CAIRO Trattamento di pensione completa . In mattinata visita al ricco Museo Egizio. Pomeriggio dedicato alla visita della Moschea di Mohamed Alì e alla Cittadella\, gioielli dell’architettura araba. Al termine sosta al Bazar di Khan El Khailli. In serata possibilità di effettuare l’escursione Cairo By Night (facoltativo ) . \nMercoledì 9 gennaio CAIRO / ASWAN / CROCIERA SUL NILO Trattamento di pensione completa. Di primo mattino trasferimento all’aeroporto e partenza con volo delle ore 07.30 con arrivo alle 08.55 Aswan. Visita alla famosa diga all’Obelisco Incompiuto e al Tempio di Philae. Nel pomeriggio escursione in barca all’Isola Botanica. Possibilità di escursione al Villaggio Nubiano (facoltativo ) – Sistemazione in Motonave ***** \, cena e pernottamento. \nGiovedì 10 gennaio ASWAN / ABU SIMBEL / KOM OMBO / EDFU Trattamento di pensione completa . Di buon mattino partenza per Abu Simbel costeggiando i villaggi\, la diga vecchia e nuova\, il Lago Nasser\, per entrare poi nell’affascinante deserto egiziano nei primi colori dell’alba. Visita al grande tempio di Ramses II e al Tempio di Nefertari. Rientro in motonave e navigazione per Edfu\, con sosta a Kom Ombo per la visita del Tempio. Pernottamento a bordo. \nVenerdì 11 gennaio EDFU / LUXOR Trattamento di pensione completa . Visita al Tempio di Horus ad Edfu. Navigazione verso Luxor. Pernottamento a bordo. \nSabato 12 gennaio LUXOR – Trattamento di pensione completa. Visita alla Valle dei Re e delle Regine\, al tempio della Regina Hatshepsut\, ai Colossi di Memnon ; escursione al Tempio di Karnak e al Tempio di Luxor. \nDomenica 13 gennaio LUXOR / ITALIA Prima colazione\, volo dal Cairo delle 08.10 con arrivo a Luxor alle 09.20 e proseguimento in volo per l’Italia \nQUOTA CON VOLO DA TRIESTE IN CAMERA DOPPIA € 1.870\,00 PER PERSONA QUOTA IN CAMERA SINGOLA € 2.150\,00 \n* attenzione: quote calcolate sulla base delle tariffe aeree in vigore al 25 settembre 2018 . La tariffa è subordinata a riconferma al momento della partenza con possibilità di aumento \, impossibile da quantificare\, dovuto all’ eventuale adeguamento della tariffa aerea \nLA QUOTA COMPRENDE: Volo A/R da Trieste / tasse aeroportuali nazionali ed internazionali/ trasferimenti aeroporto –hotel e vv – tour in pensione completa come indicato – sistemazione in hotel e motonavi 5* – visite ed escursioni come da programma/ visto di ingresso in Egitto / assicurazione medico-bagaglio-annullamento LA QUOTA NON COMPRENDE: bevande ai pasti (tranne in motonave dove è previsto ¼ acqua minerale) \, mance (quantificabili in € 35\,00 )/ escursioni e servizi indicati come “liberi o facoltativi” / quanto non menzionato alla voce “la quota comprende”. \norganizzazione tecnica: I Viaggi Del Turchese Srl
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SUMMARY:PRESENTAZIONE DEL NOSTRO VOLUME PER IL 50° DELL'ASSOCIAZIONE\, DEDICATO AL MUSEO ETNOGRAFICO DEL FRIULI\, IN UDINE
DESCRIPTION:La S.V. è ivitata alla presentazione del volume\n\n\nMuseo Etnografico del Friuli\nCollezioni e percorsi nelle tradizioni culturali di un popolo\n\n\na cura di Tiziana Ribezzi \n\n\nche si terrà venerdì 21 dicembre alle ore 17\nnella Sala Conferenze della Fondazione Friuli di Udine\, in via Manin 15\, a Udine.\n\n\nInterverranno\nFabrizio Cigolot\, Assessore alla Cultura del Comune di Udine\nGiuseppe Morandini\, Presidente della Fondazione Friuli\nLiliana Cargnelutti\, Storica e Archivista\nSaranno presenti gli Autori:\nGiuseppe Bergamini\, Paolo Casadio\, Gian Paolo Gri\, Tiziana Ribezzi\nVin d’honneur
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SUMMARY:IL RESPIRO DEL CIELO - SKYWAY MONTE BIANCO - CONFERENZA DELL'ARCHITETTO SIMONE DI LUCA
DESCRIPTION:  \n \n  \nL’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza dell’architetto SIMONE DI LUCA dal titolo: \n  \nIl RESPIRO DEL CIELO. \nSkyway Monte Bianco: the way to the top. \n \n  \nL’incontro si terrà martedì 18 dicembre alle ore 17\, nella Sala Conferenze della Fondazione Friuli  (Palazzo Contarini) in via Manin 15. \nIngresso libero sino a esaurimento posti \nCon i più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \n  \n  \nUn cantiere tra le nuvole\, un incredibile progetto sul tetto d’Europa a 3500 metri fra i ghiacci perenni del Monte Bianco: \nla nuova funivia SkyWay Monte Bianco è una sfida architettonica estrema\, un concentrato tutto italiano di modernità e design avveniristico\, un gioiello di tecnologia ispirata ai cristalli di ghiaccio e ai riflessi della neve che rendono la struttura una delle costruzioni più straordinarie che siano mai state realizzate. \n  \n          \n Un cantiere tra le nuvole\, un incredibile progetto sul tetto d’Europa:  \na 3500 metri fra i ghiacci perenni del Monte Bianco. \n  \nL’idea di un collegamento internazionale tramite funivia tra Italia ed un Paese confinante aveva colpito l’attenzione del Conte Dino Lora Totino\, un imprenditore eclettico che si propose di collegare il versante italiano del Cervino al centro turistico di Zermatt. Vistosi negare il progetto dalle autorità svizzere\, egli trovò nuove speranze con l’apertura di una linea alternativa. \nNacque\, così\, l’idea di collegare due stazioni ancora più prestigiose\, Courmayeur e Chamonix\, in un massiccio straordinario come quello del Bianco. L’impianto della lunghezza di 15km)\, comprendeva tre sezioni. La costruzione sorse durante il periodo bellico\, ma appena messe in opera le funi portanti furono tranciate da un mitragliamento effettuato dagli aerei francesi. \nLa funivia venne poi aperta al pubblico nel 1948. La seconda sezione\, iniziata nella primavera del 1951 e aperta al pubblico nel 1956\, è quella che presenta il maggiore dislivello\, 2812 metri su un percorso di 5416 metri. La terza sezione\, iniziata nella primavera del 1954 e collaudata nella primavera del 1958\, congiungeva il Rifugio Torino a l’Aiguille du Midi\, passando per la Punta Helbronner e il Gros Rognon\, provvidenziale sostegno naturale. Dalla Punta Helbronner\, a cui si perveniva con un balzo di 270 metri (e un dislivello di 132) iniziava la vera e propria FUNIVIA DEI GHIACCIAI\, lunga 5093 m\, con un dislivello di 311. \nQuest’ultimo tratto tutt’ora in funzione è senza dubbio il più spettacolare\, dal punto di vista panoramico ma anche da quello tecnico. Infatti\, per unire le stazioni di arrivo delle funivie sul lato italiano e quello francese\, sono state attuate soluzioni tecniche del tutto originali\, la maggiore delle quali è costituita – per l’audacia della sua concezione – dallo sbalorditivo “pilone aereo”. \n  \nSimone Di Luca si è laureato presso l’IUAV di Venezia con una tesi storica sullo sviluppo e sulla conservazione della struttura urbanistica di Torviscosa (“Torviscosa la città fondata”). Libero professionista a San Giorgio di Nogaro\, collabora con diverse Associazioni e Circoli Culturali per cui tiene corsi e conferenze.  \nMolto intensa la sua attività di fotografo freelance in qualità di reporter per alcune delle testate giornalistiche e webzines più importanti (Corriere Innovazione\, Spazio Rock\, Outsiders\, Outune Magazine\, Oca Nera Rock\, Best Magazine\, Frame) per cui segue i maggiori eventi del Triveneto. \nLe sue foto sono state pubblicate da Ansa\, Corriere della Sera\, Repubblica\, La Stampa\, Il secolo XIX\, Panorama\, TV sorrisi&canzoni. Fotografo ufficiale di artisti del calibro di Nina Zilli\, Zucchero Fornaciari e dei 2Cellos. Collabora con Barley Arts Promotion e Virgin Radio nella promozione di alcuni tra i principali eventi musicali a livello nazionale. \n  \nPer la nostra Associazione ha proposto apprezzatissimi approfondimenti su Carlo Scarpa\, sul Museo Guggenheim di Bilbao\, su Zaha Hadid\, sulla Nike di Samotracia\, sull’attività di Renzo Piano a scala mondiale e sul sorprendente Shard a Londra\, sui Bronzi di Riace\, sugli affreschi del Buono e Cattivo Governo a Siena\, sulle opere di Giovanni Bellini e sulle realizzazioni di Santiago Calatrava a Valencia e\, da ultimo\, sulla grande arte collezionata e promossa dalla dinastia dei Guggenheim.
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SUMMARY:INCONTRI DI CINEMA PER LA SERIE "DONNE CHE DIPINGONO INQUADRATE DA DONNE REGISTE"\, A CURA DI GIORGIO PLACEREANI
DESCRIPTION:  \n  \nDONNE CHE DIPINGONO\n“INQUADRATE” DA DONNE REGISTE\n  \nVenerdì 23 novembre prende avvio il ciclo di incontri che l’ Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte intende dedicare alle donne artiste e al modo in cui la loro vita ed arte è stata riproposta al cinema. \nPartendo dall’esperienza dello scorso anno\, in cui si è affrontato come il genere biografico abbia subito una considerevole evoluzione dagli anni trenta del Novecento ad oggi attraverso alcune figure di grandi pittori\, si vuole riproporre nella nuova serie una breve rassegna che rilegge\, completamente al femminile\, il ruolo della donna artista. \nLa donna pittrice\, o più ampiamente artista\, è sempre stata marginale nel contesto sociale e artistico dei tempi passati\, anche se nel corso dell’ultimo secolo molte di queste prevenzioni si sono faticosamente allentate. La stessa esistenza – lo stretto rapporto tra arte e vita personale\, la conquista dell’affermazione professionale – delle artiste le rende rivoluzionarie. \nDi queste è un esempio perfetto Frida Kahlo (1907-1954)\, figura centrale del Messico degli anni ’30 e creatrice di un surrealismo autoctono di grande originalità. \nA seguire proporremo un’altra figura affascinante\, quella di Artemisia Gentileschi (1593-1654)\, una stella del caravaggismo seicentesco\, che ha dipinto con piglio molto forte e personale personaggi ed episodi che in buona misura rielaborano spunti autobiografici. \nLa nostra guida sarà il prof. Giorgio Placereani\, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine\, critico cinematografico di grande preparazione e notevole efficacia comunicativa\, che – con la metodologia da lui applicata dell’”anatomia del film” ci coinvolgerà in un’avventura\nappassionante\, tale da permetterci di ri-scoprire i due film prescelti\, che si inseriscono nel genere “biopic”. \nNel panorama piuttosto scarno della filmografia dedicata alle artiste – pellicole interessanti sono presenti nel panorama internazionale ma non sono state distribuite in Italia e quindi andrebbero riproposte in lingua originale – abbiamo individuato due esempi che presentano una caratteristica interessante: sono film diretti da donne registe\, e ciò ci permetterà di individuare quanto lo sguardo femminile abbia influito nella realizzazione di queste opere filmate. \n  \nPROGRAMMA DEL CORSO \nvenerdì 23 novembre\, h.17: nel primo incontro Giorgio Placereani e Francesca Venuto dialogheranno su: Il ruolo delle donne come registe e produttrici nella storia del cinema e come pittrici e scultrici nella storia dell’arte. \nSeguirà la visione di due film\, proposti con una breve introduzione sulle rispettive figure\nprese in esame\, nel panorama storico-artistico della loro epoca: \n  \nVenerdì 30 novembre\, h.17:  FRIDA (2002) diretto da Julie Taymor\, con Salma Hayek ad interpretare l’artista messicana. \nMartedì 4 dicembre\, h.17: ARTEMISIA Passione estrema (1997) diretto da Agnés Merlet\, con Valentina Cervi nel ruolo della pittrice italiana seicentesca. \nLunedì 10 dicembre\, h.17: Incontro finale con il prof. Placereani incentrato sull’analisi dei lungometraggi visionati sotto l’aspetto del linguaggio filmico e della loro collocazione nella storia del cinema. \nTutti gli incontri si terranno nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana\, in via Manin 18\, a partire dalle ore 17. \nVI ASPETTIAMO NUMEROSI! \n  \n \nGiorgio Placereani\, critico cinematografico\, è stato critico televisivo per “Il Piccolo”. Già docente di scuola media\, cura progetti didattici sul cinema per il C.E.C. e insegna Storia del cinema all’Università delle LiberEtà di Udine. Ha curato con Sabatino Landi il volume Horror. Da Mary Shelley a Stephen King\, con Fabiano Rosso Il gesto sonoro. Il cinema di Jacques Tati\, con Tatti Sanguineti\, Scritti strabici. Cinema\, 1975-1988\, raccolta di articoli postumi del critico cinematografico Alberto Farassino e con Sergio Grmek Germani\, Per Dreyer. Ha curato il volume Citizen Welles. Sua è la monografia Ozu Yasujiro. Autunno e primavera\, Udine~Pordenone 2015. È fra gli organizzatori del festival di cinema asiatico Far East Film. \n  \n 
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DESCRIPTION:  \n \nDONNE CHE DIPINGONO\n“INQUADRATE” DA DONNE REGISTE\n  \nVenerdì 23 novembre prende avvio il ciclo di incontri che l’ Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte intende dedicare alle donne artiste e al modo in cui la loro vita ed arte è stata riproposta al cinema. \nPartendo dall’esperienza dello scorso anno\, in cui si è affrontato come il genere biografico abbia subito una considerevole evoluzione dagli anni trenta del Novecento ad oggi attraverso alcune figure di grandi pittori\, si vuole riproporre nella nuova serie una breve rassegna che rilegge\, completamente al femminile\, il ruolo della donna artista. \nLa donna pittrice\, o più ampiamente artista\, è sempre stata marginale nel contesto sociale e artistico dei tempi passati\, anche se nel corso dell’ultimo secolo molte di queste prevenzioni si sono faticosamente allentate. La stessa esistenza – lo stretto rapporto tra arte e vita personale\, la conquista dell’affermazione professionale – delle artiste le rende rivoluzionarie. \nDi queste è un esempio perfetto Frida Kahlo (1907-1954)\, figura centrale del Messico degli anni ’30 e creatrice di un surrealismo autoctono di grande originalità. \nA seguire proporremo un’altra figura affascinante\, quella di Artemisia Gentileschi (1593-1654)\, una stella del caravaggismo seicentesco\, che ha dipinto con piglio molto forte e personale personaggi ed episodi che in buona misura rielaborano spunti autobiografici. \nLa nostra guida sarà il prof. Giorgio Placereani\, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine\, critico cinematografico di grande preparazione e notevole efficacia comunicativa\, che – con la metodologia da lui applicata dell’”anatomia del film” ci coinvolgerà in un’avventura\nappassionante\, tale da permetterci di ri-scoprire i due film prescelti\, che si inseriscono nel genere “biopic”. \nNel panorama piuttosto scarno della filmografia dedicata alle artiste – pellicole interessanti sono presenti nel panorama internazionale ma non sono state distribuite in Italia e quindi andrebbero riproposte in lingua originale – abbiamo individuato due esempi che presentano una caratteristica interessante: sono film diretti da donne registe\, e ciò ci permetterà di individuare quanto lo sguardo femminile abbia influito nella realizzazione di queste opere filmate. \n  \nPROGRAMMA DEL CORSO \nvenerdì 23 novembre\, h.17: nel primo incontro Giorgio Placereani e Francesca Venuto dialogheranno su: Il ruolo delle donne come registe e produttrici nella storia del cinema e come pittrici e scultrici nella storia dell’arte. \nSeguirà la visione di due film\, proposti con una breve introduzione sulle rispettive figure\nprese in esame\, nel panorama storico-artistico della loro epoca: \n  \nVenerdì 30 novembre\, h.17:  FRIDA (2002) diretto da Julie Taymor\, con Salma Hayek ad interpretare l’artista messicana. \nMartedì 4 dicembre\, h.17: ARTEMISIA Passione estrema (1997) diretto da Agnés Merlet\, con Valentina Cervi nel ruolo della pittrice italiana seicentesca. \nLunedì 10 dicembre\, h.17: Incontro finale con il prof. Placereani incentrato sull’analisi dei lungometraggi visionati sotto l’aspetto del linguaggio filmico e della loro collocazione nella storia del cinema. \nTutti gli incontri si terranno nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana\, in via Manin 18\, a partire dalle ore 17. \nVI ASPETTIAMO NUMEROSI! \n  \n \nGiorgio Placereani\, critico cinematografico\, è stato critico televisivo per “Il Piccolo”. Già docente di scuola media\, cura progetti didattici sul cinema per il C.E.C. e insegna Storia del cinema all’Università delle LiberEtà di Udine. Ha curato con Sabatino Landi il volume Horror. Da Mary Shelley a Stephen King\, con Fabiano Rosso Il gesto sonoro. Il cinema di Jacques Tati\, con Tatti Sanguineti\, Scritti strabici. Cinema\, 1975-1988\, raccolta di articoli postumi del critico cinematografico Alberto Farassino e con Sergio Grmek Germani\, Per Dreyer. Ha curato il volume Citizen Welles. Sua è la monografia Ozu Yasujiro. Autunno e primavera\, Udine~Pordenone 2015. È fra gli organizzatori del festival di cinema asiatico Far East Film. \n 
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SUMMARY:CONFERENZA ARCHITETTO ALESSANDRA QUENDOLO
DESCRIPTION:  \nL’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza dell’architetto ALESSANDRA QUENDOLO dal titolo: \n  \nLA STRATIFICAZIONE DELL’ARCHITETTURA:  \nPALAZZO ANTONINI A UDINE  \nE LA LOGGIA DEL CAPITANIATO A VICENZA. \n  \nInterventi di restauro di edifici palladiani  \nfra conservazione della «traccia» e percezione dell’«aura» \n  \n \n  \nL’incontro si terrà venerdì 9 novembre alle ore 17\, nel Salone d’onore “G. Pelizzo” di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18. \n  \nIngresso libero sino a esaurimento posti \n  \nCon i più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \n  \n  \nLA STRATIFICAZIONE DELL’ARCHITETTURA: PALAZZO ANTONINI \nA UDINE E LA LOGGIA DEL CAPITANIATO A VICENZA.\nInterventi di restauro di edifici palladiani \nfra conservazione della «traccia» e percezione dell’«aura» \nArch. Alessandra Quendolo\, Dip. Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica\, Univ.di Trento \nL’intervento presenta due casi di intervento di conservazione delle superfici dell’architettura: il primo\, riferito a Palazzo Antonini a Udine opera di Andrea Palladio\, illustra alcune fasi della conoscenza della stratificazione degli intonaci delle facciate e il relativo intervento di conservazione; il secondo\, riferito alla Loggia del Capitaniato a Vicenza\, tratta principalmente gli aspetti conoscitivi preliminari all’intervento di conservazione. La conoscenza delle facciate di Palazzo Antonini a Udine e della Loggia del Capitaniato a Vicenza ha comportato un percorso articolato sullo studio delle fonti scritte e sul rilievo stratigrafico delle superfici; studio finalizzato alla decifrazione del complesso insieme di tracce presenti sulle facciate stesse e alla conoscenza delle condizioni di degrado. Un dato fondamentale dell’approccio analitico è il riconoscere la facciata come una “fonte” per la conoscenza\, che è conoscenza dei segni culturali – intesi come quel complesso di tracce che testimoniano la cultura costruttiva propria dell’uomo – e dei segni naturali legati alla trasformazione che nel tempo la materia subisce in relazione all’interazione con l’ambiente. Questa fase di studio ha consentito da un lato la conoscenza in sé dei materiali impiegati nel corso del tempo e della logica con la quale si sono succeduti\, ad esempio\, i diversi interventi di manutenzione; dall’altro una progressiva ricerca di senso per la definizione delle scelte progettuali relative al destino del complesso di segni rilevati\, nella consapevolezza della provvisorietà e della non esaustività della conoscenza stessa; ricerca che si colloca all’interno di un progetto la cui “filosofia” è orientata alla riduzione degli effetti del degrado e alla conservazione della complessità delle tracce attualmente presenti sulle facciate. \n  \nAlessandra Quendolo si è laureata a pieni voti (e lode) in Architettura allo IUAV di Venezia\, presso il Dipartimento di Scienza e Tecnica del Restauro Architettonico (tesi dal titolo: Possibili apporti della lettura stratigrafica al Restauro Architettonico: osservazioni sui casi del Duomo dei SS. Maria e Donato a Murano\, del Ponte Pietra a Verona\, del Duomo di S. Andrea a Venzone\, relatore prof. arch. Francesco Doglioni). Dottore di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici (Politecnico di Milano) (tesi: Riflessioni sul concetto di autenticità nell’ambito dell’attuale dibattito sul restauro architettonico\, tutor prof. arch. Amedeo Bellini)\, dal 2001 ha svolto attività didattica e di ricerca nell’ambito del restauro architettonico (Politecnico di Milano\, Università di Ferrara\, IUAV di Venezia)\, dal 2012 è professore associato di Restauro Architettonico presso l’Università degli Studi di Trento nel Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica. \nDal 1993 fa parte dell’Istituto Italiano dei Castelli (presidente di sezione FVG dal 2005 al 2013). Ha organizzato per conto dell’Istituto numerosi convegni e curato la pubblicazione di libri; fra questi: “Paesaggi di Guerra. Memoria e Progetto”\, Udine\, Gaspari Editore\, 2014 e Restauri di castelli. Volume I\, Udine\, P. Gaspari Editore\, 2003. Dal 2001 fa parte della redazione della rivista “Archeologia dell’Architettura”\, Firenze. E’ autore di numerose pubblicazioni sugli aspetti storico-critici della disciplina\, sui caratteri costruttivi dell’architettura e sulla diagnostica ATTIVITA’ PER L’UNESCO – Ha fatto parte del gruppo di coordinamento scientifico della Candidatura UNESCO: “Italia Langobardorum. I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 D.C.)” riconosciuta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Redazione del Dossier Scientifico e del Piano di Gestione. Responsabile della stesura del Dossier Scientifico di Candidatura UNESCO per la città fortificata di Palmanova (UD): “Le opere di difesa veneziane tra XV e XVII secolo”. Redazione del Dossier Scientifico e del Piano di Gestione. RICOSTRUZIONE DOPO IL TERREMOTO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: IL DUOMO DI VENZONE Dal 1989\, ancora studente\, fino al 1997\, ha collaborato con gli architetti Francesco Doglioni e Alba Bellina al completamento esecutivo del Progetto di Restauro e Ricomposizione del Duomo di Venzone. Ha seguendo la fase di riconoscimento della collocazione delle pietre del Duomo prima del crollo (anastilosi)\, la progettazione esecutiva della ricomposizione e tutta la fase del cantiere. CASTELLO DI GEMONA – Nel 1998 cura la catalogazione e ricomposizione del materiale lapideo recuperato dal crollo del Castello di Gemona\, in collaborazione con l’arch. Alba Bellina. ABBAZIA DI S. GALLO A MOGGIO – Nel 2004 redige il progetto per il “restauro\, consolidamento e costruzione della nuova sacristia dell’abbazia di S.Gallo a Moggio Udinese. PROGETTI DI RESTAURO ARCHITETTONICO: Fra i diversi progetti realizzati\, si citano alcuni casi\, oggetto di pubblicazione\, di citazioni in testi di settore e di presentazione a convegni di settore: Palazzo Corner la ca’ Granda di Venezia\, opera del Sansovino. Facciate di Palazzo Antonini a Udine\, opera di Andrea Palladio. Cinta fortificata del Castello di Gorizia e castello. Loggia del Palladio a Vicenza. Mura medievali della cinta fortificata di Cividale del Friuli. Ruderi del castello di Manzano. Convento di Santa Maria in Valle e Tempietto Longobardo a Cividale.
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SUMMARY:STORIA DI PIETRE CHE CAMBIANO POSTO
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza dell’architetto RENATO BOSA dal titolo: \nSTORIA DI PIETRE CHE CAMBIANO POSTO \nRecupero e reimpiego di statue ed altri elementi lapidei nella città di Udine \nE’ documentato fin dalla antichità l’uso di reimpiegare materiali lapidei provenienti da manufatti di epoche precedenti in edifici e monumenti nuovi. Le motivazioni di questa pratica sono varie; da quella\, scontata\, del risparmio economico a quella di conservazione di un bene di valore estetico fino a quelle più “ideologiche”. Anche nella nostra città sono vari gli esempi che possono testimoniare quest’uso\, soprattutto nei secoli più recenti. Si propone quindi una panoramica di casi che vanno dalle sculture ai portali di palazzi demoliti\, alle cornici e balconi\, alle vere da pozzo\, fino ad alcuni monumenti rimossi per ragioni politiche.\nAl di là della curiosità storica\, la conoscenza di questi spostamenti ci può far riflettere su come si è trasformata la città\, sul dibattito che c’è stato\, e c’è tuttora\, sul rapporto tra scelte urbanistiche e conservazione\, sulla valutazione\, infine\, di come è stato interpretato\, in taluni interventi\, il concetto di “restauro”. \nRENATO BOSA – Si è laureato in Architettura presso L’Istituto Universitario di Architettura di Venezia; Iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Udine\, esercita l’attività di libero professionista con studio in Udine. E’ stato docente di Progettazione Architettonica presso il Liceo Artistico “G. Sello” di Udine. Presidente del Consiglio regionale dell’Associazione Italia Nostra\, ha curato mostre\, convegni e pubblicazioni\, soprattutto per l’associazione Italia Nostra\, in particolare: la Mostra “Udine ‘900 – un secolo di trasformazioni urbane”\, Architettura dell’ ’800 a Udine nel catalogo della mostra “Tra Venezia e Vienna – Le arti a Udine nell’’800”\, “Giardini storici del Friuli Venezia Giulia – Conservazione e Restauro”\, La città che non c’è\, nel catalogo della mostra “Le arti a Udine nel Novecento”\, Conservare il ‘900 – 100 Architetture udinesi. Ha partecipato\, per il Comune di Udine\, alla Catalogazione delle architetture del ‘900 a Udine. \n  \nL’incontro si terrà giovedì 25 ottobre alle ore 17\, nel Salone d’onore “G. Pelizzo” di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18. \nIngresso libero sino a esaurimento posti \nCon i più cordiali saluti\, Francesca Venuto – Presidente dell’Associazione.
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SUMMARY:BIENNALE ARCHITETTURA VENEZIA
DESCRIPTION:BIENNALE ARCHITETTURA VENEZIA \nMercoledì 17 ottobre 2018 \nPROGRAMMA \nOre 7:55 Ritrovo nell’atrio della Stazione ferroviaria. \nOre 8:07 Partenza per Venezia \nOre 9:56  Arrivo a Venezia Santa Lucia \nOre 11:20 Ritrovo all’ingresso della Biennale – Giardini per l’appuntamento con la guida. \nOre 11:30-13 Ingresso e Visita guidata dell’esposizione nella sede dei Giardini. Al termine tempo libero per il pranzo. \nOre 15:00 Appuntamento con la guida presso l’ingresso dell’Arsenale\, seconda tappa della visita alla Biennale. \nOre 16:20 ca. uscita dall’esposizione ed eventuale tempo libero per visite individuali. Rientro libero con il treno in direzione di Udine \nCosto dell’escursione: € 63\,00 (calcolato sulla base di 15 partecipanti) Comprende: biglietto ferroviario A/R\, 1 corsa vaporetto\, ingressi e visite guidate. \nSi prega di dare al più presto l’adesione in Segreteria (cell. 324-9893957) (adesione e pagamenti entro e non oltre lunedì 25 settembre).
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SUMMARY:XI GIORNATA NAZIONALE FIDAM
DESCRIPTION:XI Giornata Nazionale FIDAM \nFederazione Italiana degli Amici dei Musei \nDOMENICA 5 OTTOBRE ALLE ORE 11 \nGallerie del Progetto di Palazzo Morpurgo via Savorgnana 12 -Udine \nIl museo che c’è ma va scoperto. \nIl museo della città\, le Gallerie del Progetto e le sue preziose raccolte. \nInterverranno Francesca Venuto\, Presidente dell’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte. Silvia Bianco\, Conservatore delle Gallerie del Progetto. \nSarà gradita la presenza della S.V.
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