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SUMMARY:Comunicazione della Presidente dell'Associazione
DESCRIPTION:  \nCari Amici\, Socie e Soci\, \nvi segnalo le attività proposte dalla nostra Associazione per questa fine d’anno e per l’inizio del 2020: \nMercoledì 18 dicembre: visita alla mostra “Tra vecchio e nuovo – Il Friuli si racconta” nella Chiesa di S. Francesco con l’introduzione del curatore\, l’arch. Alvise Rampini. Se riuscirà ad essere con noi\, il dott. Carlo Gaberscek introdurrà il documentario di Guido Galanti (1953) dedicato a Udine proposto all’interno della rassegna. Al termine seguirà un brindisi beneaugurale. \nL’Associazione chiuderà in occasione delle Festività di fine 2019 e inizio 2020 dal 23 dicembre al 6 gennaio. Riaprirà giovedì 9 gennaio alle ore 17. \nMercoledì 15 gennaio presso la Fondazione Friuli si terrà una conferenza dell’arch. Simone Di Luca. \nVenerdì 24 gennaio\, sempre presso la fondazione Friuli\, si terrà  -a cura della prof.ssa Giuseppina Perusini- un incontro a più voci\, con presentazione degli atti del convegno svoltosi a Milano nel 2017\, incentrato sulla figura dell’architetto ottocentesco Camillo Boito e sulla modernità della sua prassi operativa. \nA fine gennaio (presumibilmente a partire da mercoledì 29) prenderà il via il ciclo di incontri – con sede a Palazzo Mantica – su Arte e Cinema secondo un progetto concordato con Giorgio Placereani\, critico cinematografico\, sul tema “La fragilità dell’opera d’arte. La censura del tempo e il tempo della censura”. All’incontro introduttivo farà seguito la proiezione di alcuni film e a conclusione del ciclo il prof. Placereani proporrà\, in una relazione apposita\, l’“anatomia” dei film visionati. \nPer l’inizio di Febbraio è prevista l’effettuazione dell’Assemblea Generale dei Soci. \nPer aprile (1-5)\, inoltre\, vi proponiamo il viaggio in Tuscia – Tra ville rinascimentali e testimonianze etrusco-romane. \nIn maggio si svolgerà invece il viaggio in Iran – Festival delle Rose (dall’1 al 10 maggio). \nSi prega vivamente coloro che sono interessati a questi due viaggi di dare al più presto il proprio nominativo.   \nPer ulteriori iniziative in via di definizione – soprattutto se non avete l’indirizzo e-mail – per favore contattateci: per informazioni e prenotazioni la Segreteria (in via Manin 18) è aperta\, come di consueto\, il lunedì (16.30- 18.30) e il giovedì (17.00-18.00). E-mail: amicimuseiarte24@gmail.com Il n° di cellulare al quale potete contattarci è il seguente: 324-9893957.  \nVi informo che il nostro IBAN (valido solo per le quote associative) è il seguente: IT98F0306912344100000008022 . \nCon l’augurio più caloroso di Buone Feste da parte del Consiglio Direttivo e mio personale\, spero di rivedervi presto ai nostri prossimi appuntamenti\, \n  \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione
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SUMMARY:A PORDENONE PER AMMIRARE IL SUO ARTISTA PIU’ FAMOSO: Giovanni Antonio de Sacchis\, detto “Il Pordenone”
DESCRIPTION:  \nA PORDENONE PER AMMIRARE IL SUO ARTISTA PIU’ FAMOSO: Giovanni Antonio de Sacchis\, detto “Il Pordenone”\nVenerdì 13 dicembre 2019\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPROGRAMMA \nOre 9.50: Ritrovo dei partecipanti nell’atrio della Stazione Ferroviaria di Udine. \nOre 10.07: Partenza e arrivo a Pordenone alle ore 10.42.\nIncontro con la guida alle ore 11. Itinerario di visita lungo il corso principale con le facciate rinascimentali dipinte. Visita del Duomo con gli affreschi del Pordenone. \nOre 13: Pausa per il pranzo. \nOre 14.45: ritrovo presso Villa Galvani – Galleria d’Arte Moderna\, in via Dante 33\, per la visita guidata alla mostra “il Rinascimento di Pordenone. Con Giorgione\, Tiziano\, Lotto\, Jacopo Bassano e Tintoretto” \nAl termine\, continuazione della visita presso il Museo Civico in Palazzo Ricchieri\, sul Corso. \nAl termine della visita rientro col treno a Udine. \nQuota di partecipazione calcolata sulla base di 15/20 persone (biglietto treno a/r\, ingressi e visite guidate\, pranzo): 55/50 € \nSi prega vivamente di dare l’adesione entro lunedì 2 dicembre\, inviando una mail o telefonando alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957. \n\n\n \n\n\n“Il Rinascimento di Pordenone. Con Giorgione\, Tiziano\, Lotto\, Jacopo Bassano e Tintoretto” \n\n\n\n\n\n\nLa mostra\, curata da Caterina Furlan e Vittorio Sgarbi\, rappresenta l’omaggio di Pordenone a Giovanni Antonio de’ Sacchis detto Il Pordenone\, uno dei maggiori artisti protagonisti del Rinascimento italiano. L’esposizione si concentra principalmente nella Galleria d’Arte Moderna\, situata all’interno di Parco Galvani\, ma si articola anche nella sede del Museo civico d’Arte di Palazzo Ricchieri e nel Duomo cittadino\, dove sono conservate le opere dell’artista realizzate per la sua città. Il percorso in Galleria d’Arte Moderna presenta\, con più di 50 opere\, la produzione artistica del Pordenone in un affascinante dialogo sia con i suoi precursori (soprattutto Gianfrancesco da Tolmezzo e Pietro da Vicenza) sia con i maggiori artisti contemporanei del Rinascimento come Francesco da Milano\, Giorgione\, Romanino\, Parmigianino\, Sebastiano del Piombo\, Tiziano\, Lorenzo Lotto\, Correggio\, sia con i suoi allievi o seguaci quali Pomponio Amalteo\, Giulio Licinio\, Jacopo Bassano\, Antonio Sacchiense\, Giovanni De Mio. Una sezione è dedicata a una trentina di disegni autografi. Al Museo civico d’Arte è possibile scoprire altri dipinti e opere del Pordenone visitando il percorso permanente del secondo piano. Al piano terra invece\, è allestita la sezione documentaria relativa all’artista e una selezione di volumi d’arte. \nSono oltre 50 i dipinti del Pordenone e degli altri protagonisti del Rinascimento in mostra\, a cui si affiancano una ventina didisegni autografidel Maestro e una decina di antiche stampe ad arricchire l’excursus espositivo. Le opere di questa mostra provengono da importanti musei italiani e internazionali come il Louvre di Parigi\, il British Museum di Londra\, il Rijksmuseum di Amsterdam\, il Kunsthistoriches di Vienna\, le Gallerie degli Uffizi di Firenze\, le Gallerie dell’Accademia di Venezia\, la Pinacoteca di Brera di Milano e il Museo di Capodimonte di Napoli\, oltre che dai musei e chiese del territorio friulano\, veneto e lombardo. \nGiovanni Antonio de’ Sacchis\, detto Il Pordenone (Pordenone 1483/84 – Ferrara 1539)\nNacque a Pordenone intorno al 1483-84 da Angelo\, un magister murarius originario di Corticelle nel bresciano\, e da Maddalena. Forse allievo di Pietro da Vicenza\, la sua prima opera è da individuarsi nel ciclo di affreschi della chiesa campestre di Marzinis\, cui ha fatto seguito nel 1506 il trittico per la chiesa di Santo Stefano a Valeriano (prima operafirmata e datata) e circa due anni dopo l’importante ciclo nel coro della chiesa di San Lorenzo a Vacile. Nei primi anni del secondo decennio\, il Pordenone è impegnato nella decorazione presso il castello di San Salvatore di Susegana dei Conti Collalto\, mentre tra il 1512 e il 1518 realizza numerose e importanti opere sia a Pordenone e nel Friuli\, che nella Marca Trevigiana\, quali la pala della parrocchiale di Vallenoncello (1512-1513)\, la pala di Susegana (1513-1514)\, gli affreschi di Villanova (1514)\, la pala della Madonna della Misericordia\, commissionata nel 1515 per il Duomo pordenonese. Successivi lavori\, come gli affreschi di Rorai Grande (1516-1517)\, Travesio (1516)\, San Martino al Tagliamento (1518)\, Treviso (Cappella Malchiostro del duomo\, 1520)\, Torre (pala della Madonna con il Bambino e Santi\, 1521)\, denotano un interesse dell’artista per la cultura centroitaliana. Gli esiti innovativi sono rappresentati dal grandioso ciclo delle Storie della Passione eseguito tra il 1520 ed il 1522 nel Duomo di Cremona. Numerosi impegni trattengono poi ancora il pittore in Friuli: rimangono testimonianze a Spilimbergo (portelle dell’organo 1524) e a Pordenone(frammenti d’affresco per la chiesa di San Francesco e la superstite preziosa testimonianza della sagoma di SanGiovanni dolente). Altre opere si ritrovano poi ancora a Pinzano (1525)\, Travesio (1525-1526)\, Valeriano (affreschi in Santa Maria dei Battuti\, 1524-1527)\, Pordenone (Pala di San Gottardo\, 1525)\, Blessano di Basiliano (Fuga in Egitto\, 1526). Verso la fine degli anni ’20 decora a Venezia il coro (distrutto) della chiesa di San Rocco. Tra il 1530 ed il 1532 opera in Santa Maria di Campagna a Piacenza e nella chiesa dei Francescani a Cortemaggiore. A Pordenone ritorna per realizzare per il Duomo la pala di San Marco (1533-1535)\, rimasta poi incompiuta\, e gli scomparti del Fonte Battesimale (1534 circa). A Venezia lascia la pala di San Lorenzo Giustiniani realizzata intorno al 1533. Dal 1535 si stabilisce a Venezia\, divenendo il principale antagonista di Tiziano. Su invito del duca Ercole II d’Este si reca a Ferrara\, nel dicembredel 1538\, per approntare una serie di cartoni preparatori per arazzi: ma qui morirà\, “assalito da gravissimo affanno di petto”\, intorno al 12-13 gennaio 1539.
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SUMMARY:Brera 1939-1977. Verso un museo moderno
DESCRIPTION:  \n  \n  \n  \n  \nL’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte in collaborazione con i Civici Musei di Udine invita la S.V. all’incontro con la storica dell’arte ERICA BERNARDI dal titolo: \n Brera 1939-1977. Verso un museo moderno \n  \nL’incontro – alla presenza di Vania Gransinigh\, Responsabile Unità Organizzativa dei Civici Musei di Udine- si terrà giovedì 12 dicembre 2019 alle ore 17.00\, a Casa Cavazzini\, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine\, in via Cavour. \n\nCon i più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto\, Presidente dell’Associazione \nFabrizio Cigolot\, Assessore alla Cultura del Comune di Udine \n  \nBrera 1939-1977. Verso un museo moderno\n \nAttraverso l’esperienza dei direttori Ettore Modigliani\, Fernanda Wittgens e Franco Russoli verrà tratteggiato il percorso che trasforma la Pinacoteca di Brera da museo ottocentesco a museo di impianto moderno\, attraverso il passaggio fondamentale della seconda Guerra Mondiale. L’idea della “grande Brera” ha origine nella mente di Modigliani\, e grazie alla continuità nelle intenzioni dei direttori che si sono susseguiti dopo di lui arriva ad un passo dal compimento proprio nel 1977\, quando naufraga a causa della morte improvvisa di Russoli. Il lavoro di ampliamento delle collezioni e degli edifici si trovava però in uno stato molto avanzato. Lo Stato italiano aveva acquistato nel 1972 Palazzo Citterio per disporre di spazi espositivi adeguati e importanti collezionisti milanesi e lombardi (Mattioli\, Jesi\, Jucker\, Panza di Biumo\, Vitali) erano stati sedotti dal progetto che stava prendendo forma a Brera\, e avevano deciso di colmare quel vuoto nelle collezioni che andava dalla fine dell’Ottocento al più recente contemporaneo con donazioni e depositi\, raccogliendo così una collezione di arte moderna che sarebbe seconda solo al Moma di New York e che ancora deve trovare sistemazione. \nErica Bernardi\, originaria di Varallo Sesia (Vercelli)\, ha discusso il suo Dottorato di Ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 2017\, con una tesi su Franco Russoli: storico dell’arte\, museologo e direttore della Pinacoteca di Brera a Milano dal 1957 al 1977. \n  \n \nSu questo argomento ha curato il libro Senza utopia non si fa la realtà. Scritti sul museo 1952-1977(Skira 2017). Attualmente è curatrice dell’archivio e della collezione Russoli\, nel contempo collabora con il Museo di Brera a progetti di ricerca storica e collabora ad un gruppo di lavoro sulla museologia contemporanea on ICOM – Italy. \nDopo una tesi magistrale su Gaudenzio Ferrari e il Rinascimento del Nord Italia\, ha proseguito studiando la critica d’arte del XX secolo in relazione al suo lavoro sull’archivio Russoli. Grazie a queste ricerche ha trascorso un periodo presso Villa I Tatti a Firenze\, il centro studi sul Rinascimento della Harvard University. \nLì ha studiato la corrispondenza tra Bernard Berenson ed Edward Waldo Forbes\, direttore del Fogg Museum di Harvard. Frutto di questa ricerca è stata la tesi di specializzazione dal titolo La nascita del Fogg museum nella corrispondenza Forbes-Berenson (1915-1928).  \nSempre a I Tatti ha in seguito portato a termine riordino\, la catalogazione e la messa online del fondo fotografico personale di Berenson e della sua famiglia. \nNel 2019 grazie ad una borsa di studio è stata al Center for Italian Modern Art (CIMA) di New York in occasione della mostra “Metaphysical Masterpieces 1916-1920: Morandi\, Sironi e Carrà” (19 Ottobre – 4 Giugno 2019). Lì ha sviluppato un progetto di ricerca sulla figura di Lamberto Vitali\, critico e collezionista d’arte\, e il suo rapporto controverso con l’arte metafisica. \n \nDall’alto al basso: Franco Russoli con Henry Moore nella Pinacoteca di Brera\, Russoli con Giovanni Spadolini e Lamberto Vitali sempre a Brera durante la mostra “Processo per il museo” inaugurata il 21 dicembre 1976.
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SUMMARY:AVVISO IMPORTANTE - 12 DICEMBRE
DESCRIPTION:  \nGentilissimi Soci e Amici\, \n  \nper improvvisi problemi personali della relatrice\, l’incontro previsto per il 12 dicembre con la dott.ssa Erica Bernardi è stato rinviato in data da destinarsi. Ci scusiamo per il disagio arrecato. \n  \nIn alternativa\, grazie alla disponibilità della dott.ssa Vania Gransinigh\, potremo usufruire – nello stesso giorno e con inizio alle 16.30 – della sua guida al nuovo allestimento della Galleria d’Arte Antica in Castello\, inaugurato nella scorsa settimana\, che ci permetterà di scoprire una collocazione rivisitata delle collezioni e un percorso espositivo scandito dalla presenza anche di opere non visibili in precedenza. \n  \nGli interessati alla visita guidata sono pregati di lasciare quanto prima il loro nominativo scrivendoci o telefonando al n° 324-9893957. \n  \nContiamo sulla vostra presenza! L’appuntamento – previa conferma tramite mail o comunicazione telefonica – è per giovedì 12 dicembre  alle ore 16.30 nell’atrio del Castello.  \n  \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione 
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SUMMARY:LA MOSTRA DI GIULIO ROMANO A MANTOVA
DESCRIPTION: LA MOSTRA DI GIULIO ROMANO A MANTOVA\n….24 / 25 novembre 2019….. e non solo !!\n \nProgramma provvisorio \n  \n1°giorno  (domenica) \nPartenza in pullman da Udine alle ore 7\,00. Arrivo a S.Benedetto Po intorno alle 11.00: incontro con la guida e visita  dell’antica Abbazia di Polirone e  del Monastero: i  chiostri\, la sala del refettorio con il grande affresco del giovane Correggio; la casa dell’abate\, la biblioteca\, la sala del capitolo\, le celle dei monaci\, ecc. \nNelle sale é ospitata anche la mostra temporanea “Da Correggio a Giulio Romano”. \nProseguimento per Mantova\, sistemazione in hotel e tempo libero per il pranzo. \nQuindi trasferimento a piedi a Palazzo Ducale e visita della Mostra di Giulio Romano\, architetto e pittore attivo a Mantova nella prima metà del Cinquecento.  Al termine cena in ristorante e pernottamento. \n2° giorno  (lunedì) \n Prima colazione in hotel e visita di Palazzo d’Arco\, prestigiosa dimora della famiglia d’Arco\, estintasi nel 1973\, con la morte della sua ultima componente\, la contessa Giovanna. Nelle belle sale del palazzo si possono ammirare importanti dipinti\, arredi\, argenti e diverse collezioni\, ricca testimonianza dello stile di vita e dei costumi ottocenteschi. Notevole la Sala dello Zodiaco\, opera del pittore Falconetto. \nPranzo in ristorante. \nNel pomeriggio trasferimento a Palazzo Te per completare la visita della mostra di Giulio Romano e ammirare i suoi famosi affreschi. \nInfine viaggio di rientro a Udine. \n  \n  \nQuota individuale di partecipazione:   eur  280        (da 20 a 25 persone) \nSupplemento camera singola:  eur 30 \n  \nLa quota comprende: \n\nviaggio in pullman\nsistemazione in hotel 3* centrale con prima colazione\ntasse di soggiorno\n1 cena e 1 pranzo in ristorante\nvisite guidate come da programma\ningressi alle 2 mostre di Giulio Romano (eur 22)\, all’Abbazia di Polirone (eur 13) e al Palazzo d’Arco (eur 8)\nassicurazione\n\n  \n  \nPagamenti: \nAcconto entro il 31/10/2019 (in associazione): \n– Soci: eur 150 + eur 5 (per l’associazione) \n– Non soci: supplemento di eur 40 \nSaldo entro il 15/11/2019 (in agenzia).
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SUMMARY:L'arte in Friuli nei documentari cinematografici degli anni '50 e '60
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza del professor CARLO GABERSCEK\, storico dell’arte e del cinema\, dal titolo:\nL’arte in Friuli nei documentari cinematografici degli anni ’50 e ’60\nL’incontro si terrà mercoledì 13 novembre alle ore 17\, nel Salone d’onore “G. Pelizzo” di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18.\nIngresso libero sino a esaurimento posti\nCon i più cordiali saluti\,\nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \n   \n   \nNegli ultimi decenni la produzione di documentari d’arte è in notevole aumento. Sono principalmente destinati al mercato televisivo\, ma anche a quello cinematografico e “home video”. Molto più rari erano nei decenni passati\, ovvero in un periodo in cui non si era ancora affermata la “cultura di massa”\, come negli anni ’50 e ’60\, quando\, essendo poco diffusa la televisione\, il pubblico aveva l’occasione di vedere di tanto in tanto qualche documentario con contenuti artistici nelle sale cinematografiche\, dove\, all’epoca\, prima del film\, veniva obbligatoriamente proiettato un cortometraggio della durata di circa dieci minuti. \nAl di fuori dei circuiti cinematografici qualche documentario sull’arte veniva realizzato anche dai cineamatori\, ovvero dilettanti\, appassionati di cinema\, che facevano capo ai locali Cineclub. Tali pellicole circolavano nell’ambito dei vari Cineclub (ne esisteva uno in ogni provincia) e partecipavano a concorsi locali (come quello di San Daniele del Friuli\, che si teneva all’inizio di luglio) e nazionali (a Montecatini\, in agosto).\nSono testimonianze filmiche che ci restituiscono aspetti\, architetture\, ambienti\, tradizioni di un mondo che oggi appare molto lontano e spesso è addirittura scomparso. \nMolti di questi documentari sono andati perduti\, ma alcuni di essi sono stati recuperati dalla Cineteca del Friuli\, la quale\, nell’ambito di un vasto progetto di salvaguardia e valorizzazione del cinema del passato\, anche come importante documento del costume\, di rappresentazione di modi di vita e luoghi del Friuli\, dopo aver provveduto al loro restauro e digitalizzazione\, ha realizzato alcuni dvd\, tra cui Il paesaggio friulano nel documentario cinematografico\, 1910- 1969; Il Friuli perduto nei documentari di Antonio Seguini de Santi\, 1955-1963; Il Friuli perduto nei documentari di Giorgio Trentin (1955-1969). \nNel corso della conferenza verranno proiettati i seguenti documentari: Aquileia (1954) di Piero Zorattini; Artefici del mosaico (1955) di Gianni Alberto Vitrotti\, sulla Scuola mosaicisti di Spilimbergo; Itinerari friulani: San Daniele (1957) di Antonio Seguini de Santi; Forum Iulii (1962) di Antonio Seguini de Santi; Il Tiepolo a Udine (1965) di Giorgio Trentin. \n   \nCarlo Gaberscek (a fianco\, nella foto di Paolo Jacob) è docente\, saggista\, storico dell’arte medioevale e del cinema. \nÈ autore di numerosi saggi e monografie sull’arte medioevale in Friuli\, con particolare riguardo alla scultura e all’oreficeria di età altomedioevale e romanica. \nPer quanto riguarda il cinema\, una delle sue aree di ricerca è l’attività cinematografica realizzata in Friuli Venezia Giulia\, tema sul quale ha pubblicato alcuni volumi\, tra cui “Hollywood in Friuli. Sul set di “Addio alle armi’ (1991) (in collaborazione con Livio Jacob); “Il Friuli e il cinema” (1996) (in collaborazione con Livio Jacob); “I luoghi del cinema” (2012). \nHa scritto circa duecento articoli e saggi pubblicati in giornali e riviste e ha collaborato come consulente storico alla realizzazione di documentari e dvd prodotti dalla Cineteca del Friuli.
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SUMMARY:ALLA SCOPERTA DI TORVISCOSA
DESCRIPTION:Una città di fondazione in Friuli\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n\n\n\nALLA SCOPERTA DI TORVISCOSA UNA CITTA’ DI FONDAZIONE IN FRIULI Mercoledì 6 novembre 2019\n\n\n\nPROGRAMMA  \n\nOre 13.45: Ritrovo dei partecipanti al Parcheggio del Teatro Nuovo \nOre 14.00: Partenza con il pullmann per Torviscosa. \nOre 14.45: Arrivo a Torviscosa e inizio della visita\, in Piazza del Municipio\, con la prof.ssa Anna Frangipane e con l’arch. Massimo Bortolotti che ci accompagneranno in un breve giro che illustrerà la nascita e la conformazione dell’insediamento e i più importanti elementi e spazi della città (Municipio\, Viale delle Piscine\, Teatro-Ristoro\, ecc.) \nSeguirà il trasferimento al CID -Centro Informazione Documentazione “Franco Marinotti” di Torviscosa–- per proseguire l’illustrazione della storia e della fortuna di Torviscosa nel tempo tramite la pubblicistica\, da parte dell’arch. Bortolotti – e la visita alla mostra sulle diverse tipologie abitative\, curata dalla stessa prof.ssa Frangipane e allestita all’interno della struttura museale. A termine della visita rientro a Udine. \nQuota di partecipazione (viaggio in pullmann a/r\, ingresso e visite): 20/25 € (in base al numero dei partecipanti)  \nPer informazioni/prenotazioni rivolgersi alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957.  \nAdesioni e versamento della quota: entro giovedì 31 ottobre p.v.  \nL’escursione si effettuerà se si iscriveranno almeno 15 persone.  \n  \n  \n  \n\n\n\n\nMassimo Bortolotti\, architetto udinese\, è l’autore del volume Torviscosa 1938 – 1988. Nascita di una città (Casamassima\, 1988)\, risultato di una ricerca originale che ha aperto la strada ai tanti successivi contributi scientifici e divulgativi sul tema. Nel suo intervento tenutosi nella rassegna estiva svoltasi in città in questo 2019 si è concentrato su “30 anni di studi intorno alla città – fabbrica”\, illustrando l’evoluzione di temi e metodi della ricerca di architettura del Movimento Moderno nei suoi aspetti generali e per il caso-studio di Torviscosa. \n\n\n\n\n\n\n\n\nALLA SCOPERTA DELLE CASE DI TORVISCOSA\, CITTÀ – FABBRICA DEL NOVECENTO. Una mostra introduce alla conoscenza dell’insediamento e dei suoi dintorni.\n\nSabato 25 maggio 2019\, presso il CID Centro Informazione Documentazione “Franco Marinotti” di Torviscosa\, è stata inaugurata la mostra “Le abitazioni di Torviscosa\, città-fabbrica del Novecento”. La mostra è dedicata agli edifici per la residenza\, di cui immagini d’epoca\, disegni e scritti illustrano le caratteristiche tipologiche\, costruttive e di uso dei materiali\, in un percorso di 28 pannelli\, che si riferiscono al periodo compreso tra il 1938\, anno dell’inaugurazione del complesso industriale\, nato dalla volontà di Franco Marinotti (1891-1966) e divenuto emblema delle politiche autarchiche del Ventennio\, e il 1968\, anno degli ultimi interventi dell’azienda SNIA Viscosa a un patrimonio immobiliare unico\, ceduto agli occupanti di lì a breve. \nL’iniziativa parte dall’attività svolta per la conoscenza e la valorizzazione della città di Torviscosa\, avviata nel 2014 in applicazione di una convenzione di collaborazione tra l‘Università di Udine – referente scientifico prof.ssa Anna Frangipane\, docente presso il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura – e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia – referenti scientifici l’arch. \nStefania Casucci e la dott.ssa Annamaria Nicastro – che ha coinvolto gli studenti del modulo di “Conservazione e recupero degli edifici” della laurea magistrale in Ingegneria civile\, negli anni accademici 2014-2015\, 2015-2016 e 2016-2017. Ne è seguita un’attività di studio e approfondimento\, che ha portato\, come primo risultato\, alla realizzazione della mostra\, curata dall’arch. Maria Vittoria Santi\, titolare di un assegno di ricerca finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il finanziamento ha visto coinvolti Università di Udine\, responsabile scientifico la prof.ssa Anna Frangipane\, e il Comune di Torviscosa\, tutor l’arch. Mareno Settimo\, già assessore alla Cultura\, e il sindaco Roberto Fasan. «Le abitazioni di Torviscosa – spiega la prof.ssa Anna Frangipane – si inseriscono in un impianto urbanistico organizzato in aree funzionali e zone residenziali\, caratterizzate da tipologie edilizie distinte in base al ruolo aziendale degli occupanti: case operai\, case impiegati\, case dirigenti\, ecc. Coeve\, dislocate nel territorio agricolo\, sono ubicate le case delle “Agenzie”\, nuclei autonomi\, inizialmente a servizio della coltivazione della canna gentile\, utilizzata nel processo di produzione della cellulosa\, da trasformarsi in fibra artificiale (rayon)\, poi di una azienda agricola modello\, tutt’ora in attività. A 80 anni dalle prime realizzazioni\, l’insediamento e i nuclei agricoli conservano inalterati l’impianto urbanistico originario\, progettato dall’arch. \nGiuseppe De Min (1890-1962)\, un insieme armonico e unitario\, significativa testimonianza dell’identità e della storia sociale ed economica\, cardine della storia dello sviluppo del Friuli Venezia Giulia nel ‘900». La mostra introduce\, così\, il visitatore a un tema\, quello degli spazi per la residenza\, che può essere\, successivamente\, approfondito autonomamente\, in un percorso che si snoda tra i fabbricati e le aree di bonifica e ben si integra con le recenti iniziative a rete di turismo lento e sostenibile.
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SUMMARY:GUARDARE PER VEDERE Un percorso attraverso le fotografie delle opere d’arte in equilibrio tra documentazione e interpretazione.
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza del\nfotografo LUCA LAUREATI dal titolo: \nGUARDARE PER VEDERE\nUn percorso attraverso le fotografie delle opere d’arte\nin equilibrio tra documentazione e interpretazione.  \nL’incontro si terrà venerdì 25 ottobre alle ore 17\, nel Salone d’onore “G. Pelizzo” di Palazzo\nMantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18.\nIngresso libero sino a esaurimento posti\nCon i più cordiali saluti\,\nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \nGUARDARE PER VEDERE\nUn percorso attraverso le fotografie delle opere d’arte\n  in equilibrio tra documentazione e interpretazione. \n \n \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n“Al di là dell’annoso e futile problema se la fotografia sia o meno arte\,\nche si trascina dal tempo della sua invenzione\, bisogna registrare che da\nsubito l’Arte diventa il soggetto delle fotografie\, è infatti addirittura uno\ndei suoi inventori il francese Hyppolite Bayard a documentare delle opere\nd’arte con la macchina fotografica. Dagli anni ’40 dell’Ottocento\, quindi\,\né iniziato il dialogo tra la Fotografia e il lavoro degli artisti\, e all’interno di\nquesto intreccio\, alle volte inestricabile\, che intendo avventurarmi\,\nraccontando la mia personale esperienza”. Luca Laureati \n  \nLUCA LAUREATI\, nato nel 1959 a Udine\, è fotografo\ne insegnante di fotografia. Dopo le prime\nesperienze nel fotogiornalismo e nella fotografia\npubblicitaria e industriale\, ha frequentato gli stages\ndei fotografi Roberto Salbitani\, Gabriele Basilico e\ndell’Agenzia Image Bank. Dal 1992 collabora\nstabilmente con Istituzioni\, Enti Pubblici e\ncommittenti privati nella realizzazione di campagne\nfotografiche di documentazione\, libri e cataloghi\nd’arte. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni e\nmostre personali e collettive. \n  \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Programma GRECIA BIZANTINA
DESCRIPTION:          \n\nGRECIA BIZANTINA\n16 / 21 ottobre 2019\n  \nPROGRAMMA PROVVISORIO\n  \n1° giorno  (merc.) \nPartenza in pullman da Udine per l’aeroporto di Venezia ed imbarco sul volo di linea per Atene (ore 10\,45 / 13\,55). Pranzo a bordo\, All’arrivo trasferimento in città; breve visita panoramica dell’Acropoli e quindi visita della Chiesa di Kapnikarea: é una delle più antiche chiese di Atene – risalente dll’XI° sec. – e rappresenta uno dei suoi principali monumenti bizantini. E’ dedicata alla Presentazione della Beata Vergine Maria. \nAl termine passeggiata tra le viette della Plaka; cena in ristorante tipico. Pernottamento in hotel. \n  \n2° giorno (giov.) \nPrima colazione e visita del Museo Bizantino di Atene\, uno dei più importanti a livello internazionale per le collezioni d’arte del periodo  bizantino e post-bizantino. \nQuindi proseguimento per Dafni per visitare il suo Monastero\, una delle più grandi costruzioni bizantine\, con la classica forma a croce ottagonale. I mosaici che decorano il suo interno sono considerati i massimi capolavori del Medioevo. \nAl termine partenza per Corinto; breve sosta sul canale e pranzo. Proseguimento per Nauplia; breve visita della cittadina dalle animate stradine e quindi cena e pernottamento in hotel. \n  \n3° giorno (ven.) \nPrima colaizone e partenza per l’antica Messini\, importante sito archeologico di grande suggestione. Visita dei suoi edifici più significativi e quindi pranzo in ristorante a Kalamata\, capoluogo della Messinia. Nel pomeriggio proseguimento per Mystra. Per molti anni capitale del Despotato bizantino di Morea\, l’antica città di Mystra si adagia sul ripido fianco del monte Taigeto\, nel Peloponneso meridionale. \nVisita del maggior complesso bizantino della Grecia: la Chiesa di Perivleptos\, il Monastero della Pantanassa\, il Palazzo del Despota\, il castello ed i resti di  divese case e palazzi. \nAl termine trasferimento a Sparta; cena in ristorante tipico e pernottamento in hotel. \n4° giorno  (sab.) \nIntera giornata dedicata all’escursione a Monemvasia: é un delizioso borgo medioevale costruito ai piedi di un promontorio roccioso;  un tempo isola\, oggi é collegato alla terraferma da un sottile lembo di terra. Fondato dai bizantini nel VI° secolo\, il borgo era il porto marittimo e centro commerciale del Peloponneso. Si possono ammirare diverse chiesette e palazzi nella parte bassa della cittadella; nella parte alta la Chiesa di Santa Sofia é decorata da bellissimi affreschi e mosaici. Pranzo in corso di visite. Sulla via del rientro a Sparta sosta a Gytheio per la cena in ristorante tipico sul mare e quindi rientro in hotel a Sparta per il pernottamento. \n  \n5° giorno  (dom.) \nPartenza verso nord e sosta al sito dell’Antica Corinto; visita e quindi pranzo in ristorante. \nNel pomeriggio trasferimento a Delfi: sistemazione in hotel\, cena in ristorante tipico e pernottamento. \n  \n  \n \n6° giorno  (lun.) \nDopo la prima colazione si raggiunge l’antico Monastero di Ossios Lukas: si tratta della testimonianza più importante e significativa del periodo bizantino\, inserita nel Patrimonio UNESCO. Il complesso  comprende due chiese a cupola\, una più grande –  il Katholikon – e l’adiacente cappella Theotokos. Pare che questo monastero fosse fra i più fastosamente decorati in tutto l’ impero bizantino\, con sculture\, superfici in oro e argento\, mosaici \, dipinti\, icone\, candelieri\, tendaggi di seta e ricchi paramenti sacri. Purtroppo solo una piccola parte di tutto ciò si è conservata all’interno del complesso monasteriale\, ma riesce comunque a dare un’idea della sua magnificenza! \nAl termine della visita trasferimento all’aeroporto di Atene in tempo utile per l’imbarco sul volo di ritorno a Venezia (ore 15\,35 / 16\,55). Rientro a Udine in pullman. \n  \n  \nQuota individuale di partecipazione:    eur 1.240     (minimo 26 partecipanti)\n(Se non verrà raggiunto il minimo di 26 partecipanti si dovrà prevedere un supplemento di eur 100 per persona da 20 a 25 partecipanti e di eur 240 per persona da 15 a 19 partecipanti.) \nSupplemento camera singola:  eur 255 \nLa quota comprende: \n\ntrasferimenti in pullman da Udine all’aeroporto di Venezia e ritorno\nvoli di linea Venezia / Atene /Venezia e tasse aeroportuali\nsistemazione in alberghi 4*   (3*sup.  a Sparta)\npasti come da programma  (bevande escluse)\nvisite guidate ed escursioni come da programma\ningressi\ntasse di soggiorno\nassicurazione sanitaria\n\n  \n–  Gli interessati sono pregati di fornire al più presto il loro nominativo  –\n  \nPagamenti:\nAcconto entro l’1/7/2019 (in associazione): \n– Soci: eur 300 + eur 5 (per l’associazione) \n– Non soci: supplemento di eur 40 \nSaldo entro il 30/8/2019 (in agenzia).
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SUMMARY:Visita alla 58° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia
DESCRIPTION:“MAY YOU LIVE IN INTERESTING TIMES”\nVisita alla 58° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia\,\na cura di Ralph Rugoff\n   \nMercoledì 9 ottobre 2019\nPROGRAMMA\nOre 7\,55: Ritrovo nell’atrio della Stazione ferroviaria.\nOre 8\,07: Partenza per Venezia\nOre 9\,56 : Arrivo a Venezia Santa Lucia\nOre 11\,15: Ritrovo all’ingresso della Biennale – Giardini per l’appuntamento con la guida.\nOre 11\,30-13: Ingresso e Visita guidata dell’esposizione – a cura della dott.ssa Laura Tinti (che già ci ha accompagnato nelle precedenti edizioni – nella sede dei Giardini. Al termine tempo libero per il pranzo. \nPer chi desidera continuare l’esplorazione: ingresso facoltativo alla mostra “I FORTUNY. Una storia di famiglia”\, allestita nell’omonimo palazzo (già Pesaro-Orfei) San Marco 3958. N.B. Ingresso non incluso nella quota di partecipazione. \nRientro libero con il treno in direzione di Udine. \nCosto dell’escursione: € 75\,00\, € 80 per i non soci (calcolato sulla base di 15 partecipanti)\n\nComprende: biglietto ferroviario A/R\, vaporetto A/R\, ingresso Biennale e visita guidata.\nSi prega di dare al più presto l’adesione in Segreteria (cell. 324-9893957)\n(adesione e pagamenti entro e non oltre giovedì 3 ottobre).\n  \n«Il titolo della Biennale 2019 può essere letto come una sorta di maledizione – ha dichiarato il Presidente Paolo Baratta – nella quale l’espressione “interesting times” evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi. Ma può essere anche un invito a vedere e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità\, un invito pertanto che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione\, generato da conformismo o da paura. E io credo che una mostra d’arte valga la pena di esistere\, in primo luogo\, se intende condurci davanti all’arte e agli artisti come una decisiva sfida a tutte le inclinazioni alla sovra-semplificazione. Ai visitatori – conclude Baratta – vogliamo offrire una aperta palestra dove si possano sentire ingaggiati in incontri con le opere e gli artisti\, nello scoprire direttamente “l’altro da sé” che l’opera d’arte offre. Ci teniamo alla sequenza secondo la quale\, entrando nella mostra\, “il pubblico” diventa “visitatori”\, che poi diventano “osservatori” dell’opera; segue il necessario spaesamento prima\, l’impegno e la scoperta poi\, quasi un esercizio di scherma. La condivisione di questi indirizzi è anche una delle ragioni per cui abbiamo chiesto la collaborazione di Ralph Rugoff.» Da parte sua Rugoff ha dichiarato: May You Live in Interesting Times «includerà senza dubbio opere d’arte che riflettono sugli aspetti precari della nostra esistenza attuale\, fra i quali le molte minacce alle tradizioni fondanti\, alle istituzioni e alle relazioni dell’“ordine postbellico”. Riconosciamo però fin da subito che l’arte non esercita le sue forze nell’ambito della politica. Per esempio\, l’arte non può fermare l’avanzata dei movimenti nazionalisti e dei governi autoritari\, né può alleviare il tragico destino dei profughi in tutto il pianeta (il cui numero ora corrisponde a quasi l’un percento dell’intera popolazione mondiale).» «In modo indiretto\, tuttavia\, forse l’arte può offrire una guida che ci aiuti a vivere e pensare in questi ‘tempi interessanti’. La Biennale Arte 2019 non avrà un tema di per sé\, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell’arte che includa sia il piacere che il pensiero critico. La Mostra si concentrerà sul lavoro di artisti che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e ci aprono a una nuova lettura di oggetti e immagini\, gesti e situazioni. Un’arte simile nasce dalla propensione a osservare la realtà da più punti di vista\, ovvero dal tenere in considerazione nozioni apparentemente contraddittorie e incompatibili\, e di destreggiarsi fra modi diversi di interpretare il mondo che ci circonda. Gli artisti il cui pensiero parte da questi presupposti\, sanno dare significati alternativi a ciò che prendiamo come dati di fatto\, proponendo modi diversi di metterli in relazione tra loro e di contestualizzarli. Il loro lavoro\, animato da curiosità sconfinata e intelligenza di spirito\, ci spinge a guardare con sospetto a tutte le categorie\, i concetti e le soggettività che sono dati per indiscutibili. Ci invita a considerare alternative e punti di vista sconosciuti\, e a capire che “l’ordine” è ormai diventato presenza simultanea di diversi ordini.» \nNel 70° anniversario della morte di Mariano Fortuny y Madrazo\, e in coincidenza con la 58^ Biennale d’arte\, Palazzo Fortuny intende rendere omaggio al poliedrico artista spagnolo evidenziando l’importanza del contesto familiare nella sua formazione artistica. Per la prima volta una mostra è dedicata a Mariano Fortuny y Marsal (1838-1874) e al figlio Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949). Il riferimento alla Biennale non è casuale\, né solamente d’occasione: infatti nel 1950\, pochi mesi dopo la scomparsa di Mariano Fortuny y Madrazo\, il Padiglione spagnolo – nel quale l’artista aveva esposto in più occasioni – dedicò una sala ai due Fortuny e ai pittori membri della famiglia Madrazo. La mostra fa proprie le ragioni di tale omaggio sviluppando le relazioni che intercorsero tra l’arte dei due grandi spagnoli. Due i filoni di ricerca privilegiati: quello della pratica della pittura\, saldamente inserita nella tradizione europea degli antichi maestri\, e quello della passione collezionistica\, intesa come occasione di studio e rielaborazione artistica. Mariano Fortuny aveva coltivato il proprio interesse per l’antiquariato circondandosi di tessuti antichi\, vetri\, vasellame\, statue\, mobili\, tappeti con i quali decorava il suo atelier. Tali manufatti fornivano un ampio campionario da cui attingere e prendere spunto per la composizione dei propri quadri\, spesso trasformandoli o reinterpretandoli. Molti di quegli oggetti\, oltre a numerose opere da lui dipinte\, rimasero in famiglia dopo la sua prematura scomparsa; altri furono venduti\, ma la moglie Cecilia ne conservò un nucleo importante che nel 1889 fu trasferito a Venezia\, prima a Palazzo Martinengo e infine a Palazzo Pesaro Orfei\, attuale sede del Museo Fortuny. Dopo la morte dell’artista solo una piccola parte delle collezioni rimase a Venezia poiché\, per volontà dello stesso Mariano e della moglie Henriette\, molte opere furono donate a vari musei europei e si trovano attualmente a Barcellona\, Castres\, Londra\, Madrid\, Parigi. La mostra attuale ricompone in parte questa collezione così significativa non solo per le sue valenze artistiche e culturali ma anche familiari e affettive\, riportando nei suggestivi spazi di Palazzo Fortuny alcuni degli oggetti e delle opere più importanti che componevano la raccolta. Di questo ammaliante universo alcuni aspetti rivelano una continuità di temi da padre a figlio. Oltre a quelli già menzionati: l’attenzione alla luce e alle sue infinite metamorfosi\, la fascinazione per la rappresentazione delle nuvole\, lo studio mai interrotto del passato\, l’orientalismo\, i viaggi. Nel suo percorso creativo Mariano Fortuny figlio ampliò gli orizzonti della propria ricerca artistica\, interpretando in modo personale l’ideale wagneriano di opera d’arte totale che tanto lo aveva affascinato in gioventù. Se nella pittura la tecnica e la felice mano del padre rimangono insuperate\, è nella versatilità di applicazione del proprio ingegno che il figlio rivela i suoi numerosi talenti: combinando arte e scienza\, arte e tecnologia\, spazia da pittura e scultura a fotografia\, grafica\, decorazione di interni\, abbigliamento\, scenografia\, all’illuminotecnica\, producendo tessuti\, abiti\, colori a tempera\, brevettando invenzioni tecnologiche\, creando una florida attività imprenditoriale\, dando vita a quell’insieme sfaccettato ma coerente che è il marchio “Mariano Fortuny Venise”.
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SUMMARY:A ROVIGO PER LA MOSTRA “GIAPPONISMO”.
DESCRIPTION:A ROVIGO PER LA MOSTRA “GIAPPONISMO”.\nA seguire\, Visita del Museo sul Delta antico nella suggestiva Comacchio\nDomenica 29 Settembre 2019\n  \n  \nPROGRAMMA\nOre 7.45 : Ritrovo partecipanti al parcheggio del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e partenza con il\nbus in direzione di Rovigo.\nOre 11.15: arrivo a Rovigo e visita guidata alla mostra “Giapponismo. Venti d’Oriente\nnell’arte europea. 1860 – 1915”.\nAl termine pranzo in Ristorante al centro di Rovigo.\nA seguire\, spostamento a Comacchio per la visita al Museo del Delta Antico\, aperto di recente\,\ne della incantevole cittadina di Comacchio\, ubicata nel Delta ferrarese. A termine della visita rientro\na Udine. \n\nQuota di partecipazione (bus a/r\, visite guidate e ingressi\, pranzo): 75 €\nPer i non soci 5€ in aggiunta\, quindi 80€.\nPer informazioni/prenotazioni rivolgersi alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957.\nAdesioni e versamento della quota: entro il 9 settembre \n  \n“Giapponismo\, Venti d’Oriente nell’arte europea. 1860 – 1915” (Rovigo\, Palazzo Roverella – Sul\nfinire del XIX secolo la scoperta delle arti decorative giapponesi diede una notevole scossa all’intera\nArte europea. Un potente vento di rinnovamento\, se non proprio un uragano\, che dall’Oriente\ninvestiva modelli\, consuetudini stratificate nei secoli\, conducendo l’arte del Vecchio Continente verso\nnuove e più essenziali norme compositive fatte di sintesi e colori luminosi. La svolta avvenne\nquando\, all’inizio degli anni ’60 dell’Ottocento cominciarono a diffondersi in Europa\, e principalmente\nin Francia\, ceramiche\, stampe\, ed arredi da giardino dall’Impero del Sol Levante che\, pochi anni\naddietro\, nel 1853\, si era aperto al resto del modo. La moda giapponista\, esplosa attorno al 1860 e\ndestinata a durare almeno un altro cinquantennio\, coinvolse dapprima la ricca borghesia\ninternazionale\, ma soprattutto due intere generazioni di artisti\, letterati\, musicisti e architetti\, trovando\nvia via sempre più forza con l’innesto della nascente cultura e Liberty e modernista sempre più\nattenta ai valori decorativi e rigorosi dell’arte giapponese. Il taglio che il curatore dell’esposizione\nFrancesco Parisi ha scelto per descrivere questa effervescente pagina della storia dell’arte europea\ne mondiale) è decisamente originale mappando\, per la prima volta\, le tendenze giapponiste\ndell’Europa tra Ottocento e Novecento: dalla Germania all’Olanda\, al Belgio\, dalla Francia all’Austria\,\nalla Boemia\, fino all’Italia. Nelle 4 ampie sezioni in cui è dipanato il racconto\, sono affiancati originali\ne derivati\, ovvero opere scelte fra quelle che giungendo dal Giappone divamparono a oggetto di\npassioni e di studi in Europa\, accanto alle opere che di questi “reperti” evidenzino la profonda\ninfluenza. Pittura e grafica\, architettura\, arti applicate\, illustrazione\, manifesti\, arredi\, a dar conto\, per\nla prima volta in modo organico\, di quanto capillarmente e profondamente quel Giapponismo sia\nentrato nel corpo della vecchia Europa. \n\nDa molti paragonato alla città di Venezia\, Comacchio è il centro storico più originale ed\naffascinante del Parco del Delta del Po. Erede dell’antica Spina\, ha origini antichissime ed\nancora oggi è una città lagunare che incanta grazie al suo centro storico\, che conserva intatto\nl’aspetto originario\, ed ai suoi più celebri monumenti come l’inconfondibile Trepponti con le sue\nimponenti scalinate\, il seicentesco Duomo di San Cassiano\, l’elegante Palazzo Bellini e la\ncaratteristica Manifattura dei Marinati\, l’antica fabbrica adibita alla cottura e marinatura\ndell’anguilla. Costruita per agevolare uno sviluppo economico destinato a sfruttare i vantaggi del\nfiume\, Comacchio si presenta oggi come fitto dedalo di canali\, con piccoli ponti che collegano i\ndiversi angoli della città e case a schiera con tinte pastello a caratterizzare i quartieri più interni.\nIl nuovo museo del Delta Antico – aperto nel 2017 in un antico palazzo – illustra l’evoluzione\ndel territorio e dei suoi insediamenti umani. Unico e sensazionale nel suo genere\, accoglie\ninoltre l’ingente carico di un’imbarcazione commerciale di epoca augustea\, rinvenuta nel 1981\na pochi chilometri da Comacchio. L’imbarcazione\, naufragata intorno alla fine del I sec a.C.\,\neffettuava attività di trasporto di grosse partite commerciali e\, dopo il naufragio e\nl’insabbiamento\, ha conservato l’intero carico pressoché intatto. Il museo è incentrato appunto\nsulle testimonianze dell’antico delta del Po\, nella zona in cui sfociava fino al XII secolo il ramo\nprincipale dell’Eridano/Po\, che per secoli ha costituito uno snodo di commerci e di civiltà\, un\nimportante punto di giunzione tra il mondo adriatico e mediterraneo e l’Europa continentale.\nAttraverso l’esposizione di numerosi reperti e grazie a suggestivi apparati di guida e descrizione è\nstata narrata la storia di questi luoghi dalla nascita della Pianura Padana\, milioni di anni\, fa sino al\nMedioevo\, con particolare attenzione alle fasi di epoca classica\, con la città etrusca di Spina\, al\nmondo romano\, all’alto medioevo con la nascita di Comacchio che fino al IX secolo contese a\nVenezia il primato nell’alto Adriatico. Il museo\, attraverso l’utilizzo di moderne tecnologie\,\nscenografiche ricostruzioni di contesti\, percorsi olfattivi dedicati\, è il primo a raccontare la storia\ndel territorio nella sua totalità\, in efficace relazione con le altre importanti realtà museali della zona.
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SUMMARY:A ILLEGIO PER LA MOSTRA “MAESTRI”
DESCRIPTION:A ILLEGIO PER LA MOSTRA “MAESTRI”\nA seguire visita della chiesa di San Martino a\nSocchieve con gli affreschi di Gianfrancesco da\nTolmezzo\nDomenica 15 Settembre 2019\n   \n  \nPROGRAMMA\nOre 9.45: Ritrovo partecipanti al parcheggio del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e partenza con il\nbus in direzione di Illegio.\nOre 11: arrivo a Illegio e ingresso alla mostra Maestri. Visita guidata dell’esposizione.\nOre 12.30: pranzo presso l’Albergo-Ristorante “Miramonti”.\nDopo il pranzo si riparte alla volta del piccolo centro di Socchieve\, per la visita guidata della\nchiesa di San Martino con gli affreschi di un importante maestro della pittura friulana\,\nl’artista Gianfrancesco da Tolmezzo.\nAlla fine del percorso rientro a Udine. \nCosto dell’escursione (bus a/r\, visite guidate e ingressi\, pranzo bevande incluse):\n60 € (calcolato sulla base di 25 persone).\nPer i non soci 5€ in aggiunta\, quindi 65€. \n\nQualora non si riuscisse a raggiungere il n° minimo di 25 persone l’escursione si effettuerà\nugualmente ma con i mezzi propri (costi da rivedere).\nPer informazioni/prenotazioni rivolgersi alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957. \n\nAdesioni e versamento della quota: entro e non oltre il 2 settembre.
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SUMMARY:Il successo di Giulio Quaglio presso grandi famiglie e istituzioni udinesi
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza della storica prof.ssa LILIANA CARGNELUTTI dal titolo:\nIl successo di Giulio Quaglio presso grandi famiglie e istituzioni udinesi\n         \nL’incontro si terrà mercoledì 5 giugno 2019 alle ore 17.30\, nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18.\nCon i più cordiali saluti\,\nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione\n  \nNell’ultimo scorcio del Seicento\, lungo l’arco di un decennio\, un pittore che proveniva dalle valli intelvesi approdò a Udine per collaborare con capomastri e stuccatori\, anche loro dell’area ticinese\, impegnati a decorare i palazzi del capoluogo della Patria del Friuli.\nGiulio Quaglio divenne ben presto il più richiesto per illustrare riferimenti e aspirazioni delle più importanti famiglie dell’aristocrazia cittadina. Quali sono stati i principali committenti dell’artista? Perché scelsero proprio lui per rappresentare in immagini con il repertorio del mito\, della storia antica o dell’iconografia religiosa i fasti delle proprie casate? Quali\, al contrario\, i committenti patrizi che resistettero a una simile travolgente “moda” decorativa o che si orientarono diversamente? \nLo scopriremo con Liliana Cargnelutti\, storica e archivista\, che nei suoi numerosi contributi ha approfondito le vicende e il ruolo delle antiche famiglie udinesi e friulane.\nGrazie alla sua guida esperta affronteremo un momento storico di ripresa economica per la nostra città e di valorizzazione artistica destinata all’ornamentazione di nuovi palazzi che hanno arricchito lo sviluppo architettonico e urbanistico di Udine prima dell’intensa fioritura settecentesca. \nSarà l’occasione per ripercorrere\, con l’ausilio di un ricco corredo di immagini\, una breve ma intensa stagione di cultura e arte che ancor oggi onora la città di Udine prima dell’apporto di nuovi altri protagonisti\, primo tra tutti Giovan Battista Tiepolo.\n \nL’aspetto storico sarà coniugato con l’illustrazione storico-artistica\, a cura di Francesca Venuto\, storica dell’arte\, che dialogherà con Liliana Cargnelutti e commenterà lo stile dell’artista\, la sua evoluzione e i temi ricorrenti concordati con i suoi mecenati udinesi\, prima che l’artista cercasse altrove nuove vie di affermazione professionale\, segnatamente nei territori dell’Impero asburgico.\n   \n  \nLiliana Cargnelutti è nata a Udine e si è laureata in lettere presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trieste. Diplomata in Archivistica Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Trieste\, ha eseguito numerosi interventi archivistici per conto della Soprinten-denza Archivistica del Friuli Venezia Giulia\, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di enti privati dal 1982. Ispettore archivistico onorario per il FVG dal 1988 a oggi\, ha fatto parte del direttivo regionale ANAI del FVG. Ha curato la pubblicazione di fonti storiche ed edizioni critiche di manoscritti\, è autrice di numerosi saggi riguardanti il Friuli di età moderna\, con particolare attenzione alla storia delle famiglie e delle istituzioni.\nTra le sue ultime pubblicazioni: Castelli e ville in Friuli Venezia Giulia\, con Giuseppe Bergamini\, Gaspari Editore\, e Dal chiostro al mondo. Formazione e istruzione femminile: l’Educandato Uccellis a Udine con Martina Lorenzoni\, fotografie di Luca Laureati\, Forum Editore.\n 
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SUMMARY:Programma Aquileia 26 maggio
DESCRIPTION:Itinerario dotto e curioso nell’antica Aquileia\nIL RINNOVATO MUSEO ARCHEOLOGICO\nE L’APPARTATO MUSEO PALEOCRISTIANO\nDomenica 26 maggio 2019\n \nPROGRAMMA\nOre 8.40: Ritrovo dei partecipanti al parcheggio del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e partenza con bus riservato.\nOre 9.45: Arrivo ad Aquileia e incontro con un’esperta archeologa per la visita guidata al Museo Archeologico\, da poco rinnovato nell’impostazione e nella suggestiva presentazione dei reperti\, e al Museo Paleocristiano di Monastero\, meno conosciuto – per via della sua posizione defilata – ma non meno interessante\, per le raccolte relative alla prima diffusione del Cristianesimo nell’Alto Adriatico.\nSi scopriranno\, lungo il tragitto\, aspetti storici importanti dell’antica città imperiale. Al termine della visita pranzo a base di pesce (antipasto misto\, branzino con patate e olive\, dolce\, acqua e vino della casa\, caffè) presso il Ristorante La Capannina\, in prossimità dell’ingresso alla Via Sacra. \nQuota di partecipazione calcolata sulla base di 25 persone\n(viaggio a/r con il bus\, ingressi e visite guidate\, pranzo): 60 € \nSi prega vivamente di dare l’adesione entro lunedì 13 maggio\, inviando una mail o telefonando alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957. \nIl Museo Archeologico Nazionale di Aquileia è il complesso museale più antico e visitato del sito archeologico\, una delle mete più attrattive per il turismo culturale della regione Friuli Venezia Giulia\, dal 1998 dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità (UNESCO). Il Museo fu istituito il 3 agosto del 1882 come “Imperial-Regio Museo dello Stato” del governo austroungarico\, con il patrocinio dell’imperatore Francesco Giuseppe\, nella sede della neoclassica Villa Cassis Faraone\, per accogliere le collezioni storiche ricevute in dono o acquistate dalle più illustri famiglie aquileiesi\, progressivamente integrate dai risultati delle ricerche archeologiche condotte dall’800 sino a oggi.\nIl nuovo percorso espositivo\, inaugurato il 3 agosto del 2018 a seguito di un ampio intervento di ristrutturazione e riallestimento attuato grazie ad un finanziamento ricevuto dal Mibac nell’ambito del Piano strategico “Grandi Progetti beni culturali”\, consente ai visitatori di ripercorrere la storia di una delle più importanti città romane dell’Italia Settentrionale secondo un approccio interdisciplinare e inclusivo\, maggiormente rispondente alle richieste di un pubblico sempre più ampio ed esigente. \nIl criterio espositivo\, prima improntato sulla classificazione tipologica dei reperti\, è stato ripensato; i materiali sono stati sottoposti a un’attenta opera di selezione e vengono ora presentati all’interno dei loro ambiti di utilizzo\, nell’intento di offrire un più coinvolgente percorso narrativo. Al centro del racconto è la città romana di Aquileia\, grande porto del Mediterraneo nel quale merci\, persone\, lingue\, religioni e culture diverse si incontravano e convivevano\, concorrendo a portare nuove idee in un’area che fu da sempre di importanza strategica\, quale cerniera e collegamento tra l’Oriente e l’Occidente\, tra il Mediterraneo e le regioni settentrionali e orientali d’Europa. Il corpo principale del Museo ospita su tre piani sette sezioni tematiche\, nelle quali sono esposte iscrizioni\, sculture\, mosaici di rara bellezza e manufatti preziosi\, accanto ad oggetti di uso comune pertinenti alla vita quotidiana\, organizzati e valorizzati da un percorso museale dalla chiave di lettura coinvolgente. Le gallerie lapidarie esterne\, costruite in più fasi nel corso del Novecento\, ospitano attualmente la ricca collezione epigrafica aquileiese e preziosi mosaici. \n  \nIl Museo Paleocristiano costituisce una raccolta unica di manufatti di età tardoantica che raccontano il cristianesimo delle origini del sito altoadriatico. I reperti sono conservati in un vero scrigno: un maestoso edificio agricolo costruito sui resti di una basilica paleocristiana del IV secolo. Il Museo venne inaugurato nel 1961\, scorporando dal Museo Archeologico Nazionale le testimonianze della primitiva comunità cristiana di Aquileia\, e fu intitolato a Franco Marinotti\, mecenate che aveva contribuito al recupero dell’edificio che lo ospita.\nEsso era sorto come chiesa paleocristiana\, alla periferia nordorientale della città\, per trasformarsi in monastero benedettino; a partire dalla fine del Settecento passò nella proprietà di diverse famiglie aquileiesi\, per essere destinato a residenza (“Palazzo”)\, sede delle collezioni private di antichità ed infine ad uso agricolo.\nIl pianoterra è occupato quasi interamente dal pavimento musivo con disegno geometrico della primitiva basilica e da altri lacerti musivi di edifici tardoantichi di Aquileia\, mentre al primo piano si conservano parti del pavimento della basilica del Fondo Tullio alla Beligna (scavata nell’area meridionale della città antica). Al secondo piano sono raccolte le iscrizioni paleocristiane\, in massima parte funerarie\, alcune anche decorate\, che restituiscono un quadro della composita società aquileiese dell’epoca (IV-V sec. d.C.); ad esse si affiancano reperti scultorei datati fino ad epoca altomedievale\, in parte già reimpiegati nelle fasi successive dell’edificio.
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SUMMARY:Conferenza della storica dell’arte prof.ssa CATERINA FURLAN
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza della storica dell’arte prof.ssa CATERINA FURLAN dal titolo:\nA proposito del Pordenone\ne delle sue mostre\n(1939\, 1984\, 2019)\n   \nL’incontro – che si inserisce nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana – si terrà mercoledì 15 maggio 2019 alle ore 17.30\, nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18.\nCon i più cordiali saluti\,\nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione\n  \nDopo un breve excursus sui principali aspetti dell’attività del grande artista friulano\nGiovanni Antonio de’ Sacchis (1483/84-1539)\, noto come il Pordenone\, e sulla sua\n“modernità” nell’ambito della pittura veneta e italiana del Rinascimento e del primo\nManierismo\, ripercorreremo i criteri ispiratori e i risultati raggiunti con le mostre del\n1939 e 1984. Avremo inoltre dalla massima specialista del Pordenone alcune\nanticipazioni sulla mostra attualmente in preparazione\, destinata a costituire un\nimprescindibile evento culturale in programma per l’autunno del 2019. \n     \nCaterina Furlan\, pordenonese di nascita\, si è laureata in Lettere presso l’Università di Padova ed in seguito ha conseguito il diploma di perfezionamento presso la stessa Università\, discutendo una tesi in Storia dell’arte moderna. Vincitrice nel 1989 di un concorso a professore universitario di ruolo (fascia degli associati) e già titolare dell’insegnamento di Storia della tradizione classica nell’arte europea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Udine\, dal 1994 è stata professore ordinario presso la stessa Università dove\, dopo aver insegnato Storia dell’arte veneta\, è diventata titolare della cattedra di Storia dell’arte moderna. Dal 1994 al 2000 è stata direttrice del Dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine (Facoltà di Lettere e Filosofia\, Corso di laurea in Conservazione dei beni culturali). Dal 1996 al 1999 ha diretto il Centro regionale di catalogazione e restauro di Villa Manin di Passariano\, maturando un vasta esperienza nel settore della conservazione e della catalogazione dei beni culturali. \nDal 2002 al 2008 è stata Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Udine e dal 2009 al 2013 direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici della stessa Università. La sua attività scientifica e di ricerca ha interessato diversi filoni di studio\, con particolare riguardo: \n1) alla pittura veneta e friulana dal XV al XVIII secolo; \n2) ai rapporti tra la cultura figurativa di Venezia e Roma nel Cinquecento; \n3) alla letteratura artistica e al collezionismo nel Veneto e in Friuli nel Sei e Settecento. \nOggetto di particolare approfondimento sono state le personalità di Giovanni da Udine e del Pordenone: artisti di cui ha indagato sia l’attività pittorica che quella grafica. Frutto di un impegno quasi decennale\, tali ricerche sono sfociate in una monografia su Giovanni da Udine\, pubblicata nel 1987 in collaborazione con Nicole Dacos (Udine\, Casamassima)\, e in una seconda monografia sul Pordenone\, edita nel 1988 (Milano\, Electa). Ha curato inoltre la pubblicazione della terza edizione della Storia delle belle arti friulane di Fabio di Maniago (un’importante fonte ottocentesca apparsa per la prima volta a Venezia nel 1819 e ristampata a Udine nel 1823\, alla quale ha premesso un lungo saggio e aggiunto un volume di note e apparati critici\, Udine\, Forum\, 2000). Oltre ad aver partecipato con relazioni a numerosi convegni internazionali di studio e collaborato con saggi e schede ai cataloghi di diverse rassegne in Italia e all’estero\, ha curat0 numerose mostre\, tra cui\, appunto\, Il Pordenone\, Pordenone-Passariano 1984. Ha collaborato inoltre all’organizzazione nel convegno internazionale di studio su Giambattista Tiepolo nel III centenario della nascita (VeneziaVicenza-Udine 1996); nello stesso anno ha ideato e promosso un secondo convegno su Arte\, storia\, cultura e musica in Friuli nell’età dei Tiepolo (Udine\, 1996)\, e successivamente un terzo su Fabio di Maniago e la storiografia artistica in Italia e in Europa tra Sette e Ottocento (Pordenone-Udine 1999). \nTra il 2004 e il 2006 ha coordinato le celebrazioni per il centenario della nascita dello scultore pordenonese Ado Furlan\, curando\, in collaborazione con l’italianista Claudio Griggio\, l’edizione di tre volumi dell’epistolario familiare e\, in collaborazione con il contemporaneista Flavio Fergonzi\, gli atti del convegno di studio Ado Furlan nella scultura italiana del Novecento\, Udine\, Forum 2005. È membro di vari sodalizi e istituzioni\, tra cui l’Ateneo Veneto\, l’Accademia di Scienze\, Lettere e Arti di Udine e la Deputazione di Storia Patria per il Friuli. È condirettore\, insieme con il prof. Mario Fales\, della collana “Fonti e testi” della casa editrice universitaria Forum\, e membro del comitato scientifico della rivista “Saggi e Memorie di Storia dell’arte” pubblicato dalla Fondazione Giorgio Cini\, Venezia. Dal 2009 è presidente della Fondazione Ado Furlan.
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SUMMARY:A proposito del Pordenone e delle sue mostre (1939\, 1984\, 2019)
DESCRIPTION:Conference – Conferenza\nMiercus ai 15 di Mai – Mercoledì 15 Maggio\n17.30\nUdin – Udine\n  \nA proposito del Pordenone\ne delle sue mostre\n(1939\, 1984\, 2019)\n  \nConferenza della prof.ssa Caterina Furlan \nDopo un breve excursus sui principali aspetti dell’attività del grande artista friulano Giovanni Antonio de’ Sacchis\, noto come il Pordenone\, e sulla sua “modernità” nell’ambito\ndella pittura veneta e italiana del Rinascimento e del primo Manierismo\, ripercorreremo i criteri ispiratori e i risultati raggiunti con le mostre del 1939 e 1984.\nAvremo inoltre alcune anticipazioni sulla mostra attualmente in preparazione\, destinata a costituire un imprescindibile evento culturale in programma per l’autunno del 2019.\nPer informazioni: 324 9893957 \n  \nINFO: \nt. 0432 501598 \ninfo@filologicafriulana.it \nwww.setemane.it
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SUMMARY:BERGAMO E MILANO “ANTONELLO DA MESSINA”
DESCRIPTION:28 e 29 aprile 2019 \n28 aprile \nPartenza in pullman da Udine alle ore 7\,30 in direzione di Bergamo. \n \nArrivo a Lonato del Garda e sosta per visitare l’omonima Rocca e la Casa del Podestà: questa risale alla metà del Quattrocento ed ospita nelle sue stanze preziosi arredi dell’epoca. E’ una casa-Biblioteca\, che conserva una raccolta di circa 50.000 volumi\, annoverata tra le collezioni private più importanti in Italia settentrionale. \nAl termine sosta per uno spuntino nelle vicinanze. Nel pomeriggio proseguimento per Bergamo. Sistemazione presso l’hotel Excelsior San Marco e quindi trasferimento alla vicina Accademia Carrara per la visita delle sue sale\, da poco riaperte dopo il restauro e un nuovo allestimento. \nRientro in hotel per la cena e il pernottamento \n  \n29 aprile \nPrima colazione e passeggiata con guida nella Bergamo Alta. Quindi partenza per Milano. All’arrivo pranzo veloce e trasferimento al Palazzo Reale per visitare la mostra su Antonello da Messina (ingresso alle ore 14.30). Al termine viaggio di rientro a Udine. \n  \nQuota individuale di partecipazione:  eur  255     (minimo 26 partecipanti) \nSupplemento camera singola:             eur   45 \nLa quota comprende: \n\nviaggio in pullman\nun pernottamento in hotel 4*\npasti come da programma\nservizio guida come da programma\ningressi: Rocca di Lonato e Accademia Carrara\nassicurazione medica\n\nTassa di soggiorno da pagare in loco. \nPagamento entro il 21 marzo in associazione: eur 255 + eur 5 (per l’associazione)
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SUMMARY:Conferenza della storica dell’arte MICHELA CAUFIN dal titolo: ANDREA DEL VERROCCHIO E IL GIOVANE LEONARDO
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza della storica dell’arte MICHELA CAUFIN dal titolo:\nANDREA DEL VERROCCHIO \nE IL GIOVANE LEONARDO\n  \n        \nL’incontro si terrà martedì 16 aprile 2019 alle ore 17\, nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18. \nCon i più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \nANDREA DEL VERROCCHIO \nE IL GIOVANE LEONARDO\n“Orefice\, prospettivo\, scultore\, intagliatore\, pittore e musico”: così Giorgio Vasari definisce Andrea di Michele di Francesco di Cione detto il Verrocchio (Firenze 1435 -Venezia 1488)\, uno dei massimi esponenti della scena artistica fiorentina della seconda metà del Quattrocento. Figura complessa di artista che\, in un arco di tempo piuttosto limitato (dal 1464ca. al 1488) ha prodotto numerose opere in tutti i campi (dall’oreficeria alla pittura\, dalla scultura alla decorazione delle corazze)\, ma\, soprattutto\, ha creato un indirizzo artistico del tutto personale trasmettendolo alla sua scuola.                                                          (segue) \nLa bottega del Verrocchio\, infatti\, è stata una delle più importanti della Firenze del tempo; da qui usciva una produzione molto differenziata sia per le tecniche usate\, sia per la rilevanza delle opere prodotte. \nSempre\, comunque\, il maestro ricercava la perfezione formale nei suoi lavori (arte e artigianato venivano trattati con la medesima dignità) e\, in particolare nella pittura e scultura\, la reciproca integrazione fra figura e ambiente\, attraverso la tensione della forma nello spazio.  \nQuesta è la lezione trasmessa da Verrocchio agli allievi\, o meglio collaboratori\, che sono passati per la sua bottega: Perugino\, Botticelli\, Lorenzo di Credi e lo stesso Leonardo da Vinci.  \nA proposito di quest’ultimo\, va ricordato il suo strettissimo legame con il Maestro evidente non solo nella compresenza dei due nella realizzazione di alcune opere\, ma anche nei rimandi iconografici della prima produzione leonardesca e nello scambievole dialogo su disegni e studi preparatori realizzati all’interno della bottega. Fatti questi che determinarono e determinano tuttora incertezze e dubbi attributivi. \nFigura eminente\, dunque\, quella di Andrea per il valore artistico in se stesso\, prima di tutto\, ma anche per le conseguenze storico-artistiche che le sue ricerche e innovazioni hanno determinato. Con Verrocchio si chiude il primo Rinascimento fiorentino e al tempo stesso si apre la strada a una nuova stagione artistica\, quella della Maniera moderna. \n  \nMichela Caufin – Docente di Storia dell’Arte\, ha insegnato in varie scuole superiori\, fra cui il Liceo classico “Dante Alighieri” di Gorizia\, il Liceo classico “Paolo Diacono” di Cividale e il Liceo artistico \n“Giovanni Sello” di Udine. \nIn quest’ ultimo ha promosso la collaborazione fra istituto e F.A.I. (Fondo per l’Ambiente Italiano) in occasione delle Giornate di Primavera\, per la scoperta dei siti artistici della città di Udine\, con la guida degli allievi-ciceroni. \nHa collaborato con il Centro di Catalogazione di Passariano (UD) per la schedatura dei beni storico-artistici dei Comuni di Paularo e di Pagnacco ed ha curato la pubblicazione di alcuni articoli\, recensioni\, saggi per riviste culturali e cataloghi di mostre d’arte.  \nAttualmente tiene corsi di Storia dell’Arte all’Università della Terza Età “Paolo Naliato” di Udine.
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SUMMARY:PRESENTAZIONE DEL VOLUME “MUSEO ETNOGRAFICO DEL FRIULI. COLLEZIONI E PERCORSI NELLE TRADIZIONI CULTURALI DI UN POPOLO”
DESCRIPTION:PRESENTAZIONE DEL VOLUME\n“MUSEO ETNOGRAFICO DEL FRIULI. COLLEZIONI E PERCORSI NELLE TRADIZIONI CULTURALI DI UN POPOLO”\nA CURA DI TIZIANA RIBEZZI\, EDITO DALL’ ASSOCIAZIONE DEGLI AMICI DEI MUSEI\n  \nIl 21 dicembre dello scorso 2018 si è svolto un nostro importante appuntamento pubblico\, ossia la presentazione del volume destinato a celebrare i 50 anni del nostro sodalizio\, fondato nel 1968 su sollecitazione dell’allora direttore dei Civici Musei\, il dott. Aldo Rizzi. \nSi è trattato di un importante momento che ha evidenziato come il nostro interesse si sia concentrato\, in quanto Amici dei Musei\, su un Museo della nostra città: su questa sede espositiva abbiamo voluto accendere i riflettori\, il Museo Etnografico del Friuli\, che mancava di una guida apposita. Pertanto è stato dato alle stampe il volume dal titolo: Museo Etnografico del Friuli. Collezioni e percorsi nelle tradizioni culturali di un popolo. \nLa serata è stata arricchita dagli interventi di importanti relatori\, quali il Presidente della Fondazione Friuli\, dott. Giuseppe Morandini\, che ha ospitato l’evento nella prestigiosa sede della Fondazione stessa\, il Palazzo Contarini o Palazzo d’Oro in via Manin 15\, l’Assessore alla Cultura del Comune di Udine dott. Fabrizio Cigolot\, e la dott.ssa Liliana Cargnelutti\, storica ed archivista\, autrice di numerosi volumi e saggi\, esponente del nostro Direttivo\, che ha tenuto la presentazione vera e propria\, illustrando puntualmente i contenuti più significativi del volume per i tipi della Lithostampa di Pasian di Prato (Udine). A ciò sono seguite le considerazioni degli autori dei contributi. \nCome Amici dei Musei si è inteso fornire al pubblico uno strumento agile\, utile\, ma allo stesso documentato e rigoroso dal punto di vista scientifico\, curato della dott.ssa Tiziana Ribezzi\, conservatore del citato Museo fin dalla sua gestazione e inaugurazione. \nIl volume-guida contiene\, oltre all’apparato predisposto dalla dott.ssa Ribezzi\, che consiste in Percorsi\, Origini del Museo Giacomelli – Sale e Sezioni\, anche i saggi di Gian Paolo Gri (L’Etnografico di Udine. Una collezione di collezioni\, incentrato sulle figure di Gaetano Perusini\, Lea D’Orlandi e Luigi Ciceri)\, di Giuseppe Bergamini (Sul filo del ricordo: Luigi e Andreina Ciceri) e di Paolo Casadio (Le sculture lignee della donazione Ciceri nel Museo Etnografico del Friuli). \nIl folto pubblico accorso alla presentazione – oltre ai nostri soci anche numerosi esponenti della cultura cittadina e friulana – ha dimostrato vivo interesse per questa operazione da lungo tempo attesa\, come ha ricordato anche Elena Commessatti in una intervista-recensione apparsa sul “Messaggero Veneto” del 21 dicembre scorso. Siamo felici perciò di aver contribuito con questa pubblicazione a colmare una lacuna\, dimostrando il nostro rapporto stretto con le istituzioni museali di Udine che ha guidato in questi cinquant’anni chi ci ha preceduto\, nelle figure dei Presidenti Vittorio Marangone\, Lucia Toso Chinellato\, Isabella Baccetti Londero\, Gabriella Bucco. \nIl volume consta di 160 pagine\, è stampato a colori\, ed è valorizzato di numerose immagini d’epoca\, oltre che di una ricco corredo fotografico che accompagna il visitatore curioso alla scoperta di un patrimonio ampio e sfaccettato\, dei suoi primi promotori e collezionisti\, a testimonianza delle usanze\, credenze e vita materiale di un tempo lontano ma ancor oggi vivo nella memoria della terra friulana\, esemplata nei rimandi alle località più disparate e nelle tradizione del capoluogo\, Udine stessa\, proprio nell’approfondimento relativo a Borgo Grazzano ove ha sede il Museo. \nL’opera viene distribuita gratuitamente ai soci che invitiamo a ritirare la loro copia presso la nostra sede in via Manin 18. \n\n\n\nAlcune foto dell’evento:
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SUMMARY:Assemblea ordinaria generale dei Soci
DESCRIPTION:Gent.mo/a Socio/a\, \nformulo un buon proseguimento d’anno\, innanzitutto\, e comunico che l’Assemblea ordinaria generale dei Soci si terrà il 13 febbraio prossimo venturo. \nData l’importanza dei punti all’O.d.G si raccomanda caldamente la partecipazione. \nIn Associazione sono disponibili i programmi preliminari dei prossimi viaggi ed escursioni\, per cui si invitano coloro che intendono partecipare a contattare al più presto la Segreteria\, aperta\, come di consueto\, il lunedì (ore 16.30-18.30) e il giovedì (ore 17-18) \ntel. 324-9893957 (E-mail: amicimuseiarte24@gmail.com). \nL’iscrizione per l’anno 2019 (con le quote invariate: 35€ socio ordinario\, 20 familiari e juniores) può essere rinnovata prima dell’inizio dell’Assemblea il giorno 13 Febbraio\, presso il Salone di Palazzo Mantica in via Manin 18. Altrimenti si può versare la quota in sede\, sempre nello stesso complesso\, nei giorni d’apertura sopra riportati o tramite bonifico bancario ( IBAN: IT98F0306912344100000008022 ). \n  \nIn attesa di rivederci presto\, porgo i miei più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto \nPresidente dell’Associazione \nUdine\, 21 gennaio 2019 \n  \nMercoledì 13 febbraio 2019\, nel Salone di Palazzo Mantica – sede della Società Filologica Friulana – in via Manin 18\, è convocata l’Assemblea ordinaria generale dei soci alle ore 14.00 in prima convocazione ed alle ore 17.00 del 13 febbraio 2019  in seconda convocazione (effettiva) per discutere e deliberare il seguente o.d.g.: \n\nRelazione della Presidente sull’esercizio 2018;\nRelazione dei Revisori dei conti sull’esercizio 2018;\nApprovazione del Bilancio Consuntivo esercizio 1 gennaio 2018 – 31 dicembre 2018;\nBilancio di previsione 2019 e relativa approvazione;\nRinnovo delle cariche sociali per il triennio 2019-2021;\nVarie ed eventuali.\n\n  \n  \nDi seguito il link del file con tutte le informazioni a riguardo: \nAMUD\, Convocazione assemblea soci 2019 – 13 febbraio
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SUMMARY:VIAGGIO IN EGITTO CON CROCIERA SUL NILO
DESCRIPTION:OPERATIVO VOLI : \n06 GEN TRIESTE / ROMA 07.05/08.10 – ROMA / CAIRO 13.40/17.50 \n13 GEN CAIRO / ROMA 13.55/16.25 – ROMA / TRIESTE 21.40/ 22.50 \nDomenica 6 gennaio Partenza con voli di linea per Il Cairo. Trasferimento in hotel\, cena e pernottamento \nLunedi’ 7 gennaio MENFI / SAKKARA / CAIRO Trattamento di pensione completa. Intera giornata dedicata alle escursioni. Visita alle famosissime piramidi di Giza e alla Sfinge\, loro immobile guardiana. Trasferimento a Menfi e visita alla Sfinge di Alabastro e al Colosso di Ramses. Proseguimento per Sakkara con visita alla Piramide a gradoni di Zoser e al Tempio funerario. In serata possibilità di assistere allo spettacolo S uoni e Luci alle piramidi (facoltativo) Martedì 8 gennaio CAIRO Trattamento di pensione completa . In mattinata visita al ricco Museo Egizio. Pomeriggio dedicato alla visita della Moschea di Mohamed Alì e alla Cittadella\, gioielli dell’architettura araba. Al termine sosta al Bazar di Khan El Khailli. In serata possibilità di effettuare l’escursione Cairo By Night (facoltativo ) . \nMercoledì 9 gennaio CAIRO / ASWAN / CROCIERA SUL NILO Trattamento di pensione completa. Di primo mattino trasferimento all’aeroporto e partenza con volo delle ore 07.30 con arrivo alle 08.55 Aswan. Visita alla famosa diga all’Obelisco Incompiuto e al Tempio di Philae. Nel pomeriggio escursione in barca all’Isola Botanica. Possibilità di escursione al Villaggio Nubiano (facoltativo ) – Sistemazione in Motonave ***** \, cena e pernottamento. \nGiovedì 10 gennaio ASWAN / ABU SIMBEL / KOM OMBO / EDFU Trattamento di pensione completa . Di buon mattino partenza per Abu Simbel costeggiando i villaggi\, la diga vecchia e nuova\, il Lago Nasser\, per entrare poi nell’affascinante deserto egiziano nei primi colori dell’alba. Visita al grande tempio di Ramses II e al Tempio di Nefertari. Rientro in motonave e navigazione per Edfu\, con sosta a Kom Ombo per la visita del Tempio. Pernottamento a bordo. \nVenerdì 11 gennaio EDFU / LUXOR Trattamento di pensione completa . Visita al Tempio di Horus ad Edfu. Navigazione verso Luxor. Pernottamento a bordo. \nSabato 12 gennaio LUXOR – Trattamento di pensione completa. Visita alla Valle dei Re e delle Regine\, al tempio della Regina Hatshepsut\, ai Colossi di Memnon ; escursione al Tempio di Karnak e al Tempio di Luxor. \nDomenica 13 gennaio LUXOR / ITALIA Prima colazione\, volo dal Cairo delle 08.10 con arrivo a Luxor alle 09.20 e proseguimento in volo per l’Italia \nQUOTA CON VOLO DA TRIESTE IN CAMERA DOPPIA € 1.870\,00 PER PERSONA QUOTA IN CAMERA SINGOLA € 2.150\,00 \n* attenzione: quote calcolate sulla base delle tariffe aeree in vigore al 25 settembre 2018 . La tariffa è subordinata a riconferma al momento della partenza con possibilità di aumento \, impossibile da quantificare\, dovuto all’ eventuale adeguamento della tariffa aerea \nLA QUOTA COMPRENDE: Volo A/R da Trieste / tasse aeroportuali nazionali ed internazionali/ trasferimenti aeroporto –hotel e vv – tour in pensione completa come indicato – sistemazione in hotel e motonavi 5* – visite ed escursioni come da programma/ visto di ingresso in Egitto / assicurazione medico-bagaglio-annullamento LA QUOTA NON COMPRENDE: bevande ai pasti (tranne in motonave dove è previsto ¼ acqua minerale) \, mance (quantificabili in € 35\,00 )/ escursioni e servizi indicati come “liberi o facoltativi” / quanto non menzionato alla voce “la quota comprende”. \norganizzazione tecnica: I Viaggi Del Turchese Srl
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SUMMARY:PRESENTAZIONE DEL NOSTRO VOLUME PER IL 50° DELL'ASSOCIAZIONE\, DEDICATO AL MUSEO ETNOGRAFICO DEL FRIULI\, IN UDINE
DESCRIPTION:La S.V. è ivitata alla presentazione del volume\n\n\nMuseo Etnografico del Friuli\nCollezioni e percorsi nelle tradizioni culturali di un popolo\n\n\na cura di Tiziana Ribezzi \n\n\nche si terrà venerdì 21 dicembre alle ore 17\nnella Sala Conferenze della Fondazione Friuli di Udine\, in via Manin 15\, a Udine.\n\n\nInterverranno\nFabrizio Cigolot\, Assessore alla Cultura del Comune di Udine\nGiuseppe Morandini\, Presidente della Fondazione Friuli\nLiliana Cargnelutti\, Storica e Archivista\nSaranno presenti gli Autori:\nGiuseppe Bergamini\, Paolo Casadio\, Gian Paolo Gri\, Tiziana Ribezzi\nVin d’honneur
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SUMMARY:IL RESPIRO DEL CIELO - SKYWAY MONTE BIANCO - CONFERENZA DELL'ARCHITETTO SIMONE DI LUCA
DESCRIPTION:  \n \n  \nL’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza dell’architetto SIMONE DI LUCA dal titolo: \n  \nIl RESPIRO DEL CIELO. \nSkyway Monte Bianco: the way to the top. \n \n  \nL’incontro si terrà martedì 18 dicembre alle ore 17\, nella Sala Conferenze della Fondazione Friuli  (Palazzo Contarini) in via Manin 15. \nIngresso libero sino a esaurimento posti \nCon i più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \n  \n  \nUn cantiere tra le nuvole\, un incredibile progetto sul tetto d’Europa a 3500 metri fra i ghiacci perenni del Monte Bianco: \nla nuova funivia SkyWay Monte Bianco è una sfida architettonica estrema\, un concentrato tutto italiano di modernità e design avveniristico\, un gioiello di tecnologia ispirata ai cristalli di ghiaccio e ai riflessi della neve che rendono la struttura una delle costruzioni più straordinarie che siano mai state realizzate. \n  \n          \n Un cantiere tra le nuvole\, un incredibile progetto sul tetto d’Europa:  \na 3500 metri fra i ghiacci perenni del Monte Bianco. \n  \nL’idea di un collegamento internazionale tramite funivia tra Italia ed un Paese confinante aveva colpito l’attenzione del Conte Dino Lora Totino\, un imprenditore eclettico che si propose di collegare il versante italiano del Cervino al centro turistico di Zermatt. Vistosi negare il progetto dalle autorità svizzere\, egli trovò nuove speranze con l’apertura di una linea alternativa. \nNacque\, così\, l’idea di collegare due stazioni ancora più prestigiose\, Courmayeur e Chamonix\, in un massiccio straordinario come quello del Bianco. L’impianto della lunghezza di 15km)\, comprendeva tre sezioni. La costruzione sorse durante il periodo bellico\, ma appena messe in opera le funi portanti furono tranciate da un mitragliamento effettuato dagli aerei francesi. \nLa funivia venne poi aperta al pubblico nel 1948. La seconda sezione\, iniziata nella primavera del 1951 e aperta al pubblico nel 1956\, è quella che presenta il maggiore dislivello\, 2812 metri su un percorso di 5416 metri. La terza sezione\, iniziata nella primavera del 1954 e collaudata nella primavera del 1958\, congiungeva il Rifugio Torino a l’Aiguille du Midi\, passando per la Punta Helbronner e il Gros Rognon\, provvidenziale sostegno naturale. Dalla Punta Helbronner\, a cui si perveniva con un balzo di 270 metri (e un dislivello di 132) iniziava la vera e propria FUNIVIA DEI GHIACCIAI\, lunga 5093 m\, con un dislivello di 311. \nQuest’ultimo tratto tutt’ora in funzione è senza dubbio il più spettacolare\, dal punto di vista panoramico ma anche da quello tecnico. Infatti\, per unire le stazioni di arrivo delle funivie sul lato italiano e quello francese\, sono state attuate soluzioni tecniche del tutto originali\, la maggiore delle quali è costituita – per l’audacia della sua concezione – dallo sbalorditivo “pilone aereo”. \n  \nSimone Di Luca si è laureato presso l’IUAV di Venezia con una tesi storica sullo sviluppo e sulla conservazione della struttura urbanistica di Torviscosa (“Torviscosa la città fondata”). Libero professionista a San Giorgio di Nogaro\, collabora con diverse Associazioni e Circoli Culturali per cui tiene corsi e conferenze.  \nMolto intensa la sua attività di fotografo freelance in qualità di reporter per alcune delle testate giornalistiche e webzines più importanti (Corriere Innovazione\, Spazio Rock\, Outsiders\, Outune Magazine\, Oca Nera Rock\, Best Magazine\, Frame) per cui segue i maggiori eventi del Triveneto. \nLe sue foto sono state pubblicate da Ansa\, Corriere della Sera\, Repubblica\, La Stampa\, Il secolo XIX\, Panorama\, TV sorrisi&canzoni. Fotografo ufficiale di artisti del calibro di Nina Zilli\, Zucchero Fornaciari e dei 2Cellos. Collabora con Barley Arts Promotion e Virgin Radio nella promozione di alcuni tra i principali eventi musicali a livello nazionale. \n  \nPer la nostra Associazione ha proposto apprezzatissimi approfondimenti su Carlo Scarpa\, sul Museo Guggenheim di Bilbao\, su Zaha Hadid\, sulla Nike di Samotracia\, sull’attività di Renzo Piano a scala mondiale e sul sorprendente Shard a Londra\, sui Bronzi di Riace\, sugli affreschi del Buono e Cattivo Governo a Siena\, sulle opere di Giovanni Bellini e sulle realizzazioni di Santiago Calatrava a Valencia e\, da ultimo\, sulla grande arte collezionata e promossa dalla dinastia dei Guggenheim.
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SUMMARY:INCONTRI DI CINEMA PER LA SERIE "DONNE CHE DIPINGONO INQUADRATE DA DONNE REGISTE"\, A CURA DI GIORGIO PLACEREANI
DESCRIPTION:  \n  \nDONNE CHE DIPINGONO\n“INQUADRATE” DA DONNE REGISTE\n  \nVenerdì 23 novembre prende avvio il ciclo di incontri che l’ Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte intende dedicare alle donne artiste e al modo in cui la loro vita ed arte è stata riproposta al cinema. \nPartendo dall’esperienza dello scorso anno\, in cui si è affrontato come il genere biografico abbia subito una considerevole evoluzione dagli anni trenta del Novecento ad oggi attraverso alcune figure di grandi pittori\, si vuole riproporre nella nuova serie una breve rassegna che rilegge\, completamente al femminile\, il ruolo della donna artista. \nLa donna pittrice\, o più ampiamente artista\, è sempre stata marginale nel contesto sociale e artistico dei tempi passati\, anche se nel corso dell’ultimo secolo molte di queste prevenzioni si sono faticosamente allentate. La stessa esistenza – lo stretto rapporto tra arte e vita personale\, la conquista dell’affermazione professionale – delle artiste le rende rivoluzionarie. \nDi queste è un esempio perfetto Frida Kahlo (1907-1954)\, figura centrale del Messico degli anni ’30 e creatrice di un surrealismo autoctono di grande originalità. \nA seguire proporremo un’altra figura affascinante\, quella di Artemisia Gentileschi (1593-1654)\, una stella del caravaggismo seicentesco\, che ha dipinto con piglio molto forte e personale personaggi ed episodi che in buona misura rielaborano spunti autobiografici. \nLa nostra guida sarà il prof. Giorgio Placereani\, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine\, critico cinematografico di grande preparazione e notevole efficacia comunicativa\, che – con la metodologia da lui applicata dell’”anatomia del film” ci coinvolgerà in un’avventura\nappassionante\, tale da permetterci di ri-scoprire i due film prescelti\, che si inseriscono nel genere “biopic”. \nNel panorama piuttosto scarno della filmografia dedicata alle artiste – pellicole interessanti sono presenti nel panorama internazionale ma non sono state distribuite in Italia e quindi andrebbero riproposte in lingua originale – abbiamo individuato due esempi che presentano una caratteristica interessante: sono film diretti da donne registe\, e ciò ci permetterà di individuare quanto lo sguardo femminile abbia influito nella realizzazione di queste opere filmate. \n  \nPROGRAMMA DEL CORSO \nvenerdì 23 novembre\, h.17: nel primo incontro Giorgio Placereani e Francesca Venuto dialogheranno su: Il ruolo delle donne come registe e produttrici nella storia del cinema e come pittrici e scultrici nella storia dell’arte. \nSeguirà la visione di due film\, proposti con una breve introduzione sulle rispettive figure\nprese in esame\, nel panorama storico-artistico della loro epoca: \n  \nVenerdì 30 novembre\, h.17:  FRIDA (2002) diretto da Julie Taymor\, con Salma Hayek ad interpretare l’artista messicana. \nMartedì 4 dicembre\, h.17: ARTEMISIA Passione estrema (1997) diretto da Agnés Merlet\, con Valentina Cervi nel ruolo della pittrice italiana seicentesca. \nLunedì 10 dicembre\, h.17: Incontro finale con il prof. Placereani incentrato sull’analisi dei lungometraggi visionati sotto l’aspetto del linguaggio filmico e della loro collocazione nella storia del cinema. \nTutti gli incontri si terranno nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana\, in via Manin 18\, a partire dalle ore 17. \nVI ASPETTIAMO NUMEROSI! \n  \n \nGiorgio Placereani\, critico cinematografico\, è stato critico televisivo per “Il Piccolo”. Già docente di scuola media\, cura progetti didattici sul cinema per il C.E.C. e insegna Storia del cinema all’Università delle LiberEtà di Udine. Ha curato con Sabatino Landi il volume Horror. Da Mary Shelley a Stephen King\, con Fabiano Rosso Il gesto sonoro. Il cinema di Jacques Tati\, con Tatti Sanguineti\, Scritti strabici. Cinema\, 1975-1988\, raccolta di articoli postumi del critico cinematografico Alberto Farassino e con Sergio Grmek Germani\, Per Dreyer. Ha curato il volume Citizen Welles. Sua è la monografia Ozu Yasujiro. Autunno e primavera\, Udine~Pordenone 2015. È fra gli organizzatori del festival di cinema asiatico Far East Film. \n  \n 
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SUMMARY:INCONTRI DI CINEMA PER LA SERIE "DONNE CHE DIPINGONO INQUADRATE DA DONNE REGISTE"\, A CURA DI GIORGIO PLACEREANI
DESCRIPTION:  \n \nDONNE CHE DIPINGONO\n“INQUADRATE” DA DONNE REGISTE\n  \nVenerdì 23 novembre prende avvio il ciclo di incontri che l’ Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte intende dedicare alle donne artiste e al modo in cui la loro vita ed arte è stata riproposta al cinema. \nPartendo dall’esperienza dello scorso anno\, in cui si è affrontato come il genere biografico abbia subito una considerevole evoluzione dagli anni trenta del Novecento ad oggi attraverso alcune figure di grandi pittori\, si vuole riproporre nella nuova serie una breve rassegna che rilegge\, completamente al femminile\, il ruolo della donna artista. \nLa donna pittrice\, o più ampiamente artista\, è sempre stata marginale nel contesto sociale e artistico dei tempi passati\, anche se nel corso dell’ultimo secolo molte di queste prevenzioni si sono faticosamente allentate. La stessa esistenza – lo stretto rapporto tra arte e vita personale\, la conquista dell’affermazione professionale – delle artiste le rende rivoluzionarie. \nDi queste è un esempio perfetto Frida Kahlo (1907-1954)\, figura centrale del Messico degli anni ’30 e creatrice di un surrealismo autoctono di grande originalità. \nA seguire proporremo un’altra figura affascinante\, quella di Artemisia Gentileschi (1593-1654)\, una stella del caravaggismo seicentesco\, che ha dipinto con piglio molto forte e personale personaggi ed episodi che in buona misura rielaborano spunti autobiografici. \nLa nostra guida sarà il prof. Giorgio Placereani\, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine\, critico cinematografico di grande preparazione e notevole efficacia comunicativa\, che – con la metodologia da lui applicata dell’”anatomia del film” ci coinvolgerà in un’avventura\nappassionante\, tale da permetterci di ri-scoprire i due film prescelti\, che si inseriscono nel genere “biopic”. \nNel panorama piuttosto scarno della filmografia dedicata alle artiste – pellicole interessanti sono presenti nel panorama internazionale ma non sono state distribuite in Italia e quindi andrebbero riproposte in lingua originale – abbiamo individuato due esempi che presentano una caratteristica interessante: sono film diretti da donne registe\, e ciò ci permetterà di individuare quanto lo sguardo femminile abbia influito nella realizzazione di queste opere filmate. \n  \nPROGRAMMA DEL CORSO \nvenerdì 23 novembre\, h.17: nel primo incontro Giorgio Placereani e Francesca Venuto dialogheranno su: Il ruolo delle donne come registe e produttrici nella storia del cinema e come pittrici e scultrici nella storia dell’arte. \nSeguirà la visione di due film\, proposti con una breve introduzione sulle rispettive figure\nprese in esame\, nel panorama storico-artistico della loro epoca: \n  \nVenerdì 30 novembre\, h.17:  FRIDA (2002) diretto da Julie Taymor\, con Salma Hayek ad interpretare l’artista messicana. \nMartedì 4 dicembre\, h.17: ARTEMISIA Passione estrema (1997) diretto da Agnés Merlet\, con Valentina Cervi nel ruolo della pittrice italiana seicentesca. \nLunedì 10 dicembre\, h.17: Incontro finale con il prof. Placereani incentrato sull’analisi dei lungometraggi visionati sotto l’aspetto del linguaggio filmico e della loro collocazione nella storia del cinema. \nTutti gli incontri si terranno nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana\, in via Manin 18\, a partire dalle ore 17. \nVI ASPETTIAMO NUMEROSI! \n  \n \nGiorgio Placereani\, critico cinematografico\, è stato critico televisivo per “Il Piccolo”. Già docente di scuola media\, cura progetti didattici sul cinema per il C.E.C. e insegna Storia del cinema all’Università delle LiberEtà di Udine. Ha curato con Sabatino Landi il volume Horror. Da Mary Shelley a Stephen King\, con Fabiano Rosso Il gesto sonoro. Il cinema di Jacques Tati\, con Tatti Sanguineti\, Scritti strabici. Cinema\, 1975-1988\, raccolta di articoli postumi del critico cinematografico Alberto Farassino e con Sergio Grmek Germani\, Per Dreyer. Ha curato il volume Citizen Welles. Sua è la monografia Ozu Yasujiro. Autunno e primavera\, Udine~Pordenone 2015. È fra gli organizzatori del festival di cinema asiatico Far East Film. \n 
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SUMMARY:INCONTRI DI CINEMA PER LA SERIE "DONNE CHE DIPINGONO INQUADRATE DA DONNE REGISTE"\, A CURA DI GIORGIO PLACEREANI
DESCRIPTION:  \n \nDONNE CHE DIPINGONO\n“INQUADRATE” DA DONNE REGISTE\n  \nVenerdì 23 novembre prende avvio il ciclo di incontri che l’ Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte intende dedicare alle donne artiste e al modo in cui la loro vita ed arte è stata riproposta al cinema. \nPartendo dall’esperienza dello scorso anno\, in cui si è affrontato come il genere biografico abbia subito una considerevole evoluzione dagli anni trenta del Novecento ad oggi attraverso alcune figure di grandi pittori\, si vuole riproporre nella nuova serie una breve rassegna che rilegge\, completamente al femminile\, il ruolo della donna artista. \nLa donna pittrice\, o più ampiamente artista\, è sempre stata marginale nel contesto sociale e artistico dei tempi passati\, anche se nel corso dell’ultimo secolo molte di queste prevenzioni si sono faticosamente allentate. La stessa esistenza – lo stretto rapporto tra arte e vita personale\, la conquista dell’affermazione professionale – delle artiste le rende rivoluzionarie. \nDi queste è un esempio perfetto Frida Kahlo (1907-1954)\, figura centrale del Messico degli anni ’30 e creatrice di un surrealismo autoctono di grande originalità. \nA seguire proporremo un’altra figura affascinante\, quella di Artemisia Gentileschi (1593-1654)\, una stella del caravaggismo seicentesco\, che ha dipinto con piglio molto forte e personale personaggi ed episodi che in buona misura rielaborano spunti autobiografici. \nLa nostra guida sarà il prof. Giorgio Placereani\, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine\, critico cinematografico di grande preparazione e notevole efficacia comunicativa\, che – con la metodologia da lui applicata dell’”anatomia del film” ci coinvolgerà in un’avventura\nappassionante\, tale da permetterci di ri-scoprire i due film prescelti\, che si inseriscono nel genere “biopic”. \nNel panorama piuttosto scarno della filmografia dedicata alle artiste – pellicole interessanti sono presenti nel panorama internazionale ma non sono state distribuite in Italia e quindi andrebbero riproposte in lingua originale – abbiamo individuato due esempi che presentano una caratteristica interessante: sono film diretti da donne registe\, e ciò ci permetterà di individuare quanto lo sguardo femminile abbia influito nella realizzazione di queste opere filmate. \n  \nPROGRAMMA DEL CORSO \nvenerdì 23 novembre\, h.17: nel primo incontro Giorgio Placereani e Francesca Venuto dialogheranno su: Il ruolo delle donne come registe e produttrici nella storia del cinema e come pittrici e scultrici nella storia dell’arte. \nSeguirà la visione di due film\, proposti con una breve introduzione sulle rispettive figure\nprese in esame\, nel panorama storico-artistico della loro epoca: \n  \nVenerdì 30 novembre\, h.17:  FRIDA (2002) diretto da Julie Taymor\, con Salma Hayek ad interpretare l’artista messicana. \nMartedì 4 dicembre\, h.17: ARTEMISIA Passione estrema (1997) diretto da Agnés Merlet\, con Valentina Cervi nel ruolo della pittrice italiana seicentesca. \nLunedì 10 dicembre\, h.17: Incontro finale con il prof. Placereani incentrato sull’analisi dei lungometraggi visionati sotto l’aspetto del linguaggio filmico e della loro collocazione nella storia del cinema. \nTutti gli incontri si terranno nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana\, in via Manin 18\, a partire dalle ore 17. \nVI ASPETTIAMO NUMEROSI! \n  \n \nGiorgio Placereani\, critico cinematografico\, è stato critico televisivo per “Il Piccolo”. Già docente di scuola media\, cura progetti didattici sul cinema per il C.E.C. e insegna Storia del cinema all’Università delle LiberEtà di Udine. Ha curato con Sabatino Landi il volume Horror. Da Mary Shelley a Stephen King\, con Fabiano Rosso Il gesto sonoro. Il cinema di Jacques Tati\, con Tatti Sanguineti\, Scritti strabici. Cinema\, 1975-1988\, raccolta di articoli postumi del critico cinematografico Alberto Farassino e con Sergio Grmek Germani\, Per Dreyer. Ha curato il volume Citizen Welles. Sua è la monografia Ozu Yasujiro. Autunno e primavera\, Udine~Pordenone 2015. È fra gli organizzatori del festival di cinema asiatico Far East Film. \n 
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DESCRIPTION:  \n \nDONNE CHE DIPINGONO\n“INQUADRATE” DA DONNE REGISTE\n  \nVenerdì 23 novembre prende avvio il ciclo di incontri che l’ Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte intende dedicare alle donne artiste e al modo in cui la loro vita ed arte è stata riproposta al cinema. \nPartendo dall’esperienza dello scorso anno\, in cui si è affrontato come il genere biografico abbia subito una considerevole evoluzione dagli anni trenta del Novecento ad oggi attraverso alcune figure di grandi pittori\, si vuole riproporre nella nuova serie una breve rassegna che rilegge\, completamente al femminile\, il ruolo della donna artista. \nLa donna pittrice\, o più ampiamente artista\, è sempre stata marginale nel contesto sociale e artistico dei tempi passati\, anche se nel corso dell’ultimo secolo molte di queste prevenzioni si sono faticosamente allentate. La stessa esistenza – lo stretto rapporto tra arte e vita personale\, la conquista dell’affermazione professionale – delle artiste le rende rivoluzionarie. \nDi queste è un esempio perfetto Frida Kahlo (1907-1954)\, figura centrale del Messico degli anni ’30 e creatrice di un surrealismo autoctono di grande originalità. \nA seguire proporremo un’altra figura affascinante\, quella di Artemisia Gentileschi (1593-1654)\, una stella del caravaggismo seicentesco\, che ha dipinto con piglio molto forte e personale personaggi ed episodi che in buona misura rielaborano spunti autobiografici. \nLa nostra guida sarà il prof. Giorgio Placereani\, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine\, critico cinematografico di grande preparazione e notevole efficacia comunicativa\, che – con la metodologia da lui applicata dell’”anatomia del film” ci coinvolgerà in un’avventura\nappassionante\, tale da permetterci di ri-scoprire i due film prescelti\, che si inseriscono nel genere “biopic”. \nNel panorama piuttosto scarno della filmografia dedicata alle artiste – pellicole interessanti sono presenti nel panorama internazionale ma non sono state distribuite in Italia e quindi andrebbero riproposte in lingua originale – abbiamo individuato due esempi che presentano una caratteristica interessante: sono film diretti da donne registe\, e ciò ci permetterà di individuare quanto lo sguardo femminile abbia influito nella realizzazione di queste opere filmate. \n  \nPROGRAMMA DEL CORSO \nvenerdì 23 novembre\, h.17: nel primo incontro Giorgio Placereani e Francesca Venuto dialogheranno su: Il ruolo delle donne come registe e produttrici nella storia del cinema e come pittrici e scultrici nella storia dell’arte. \nSeguirà la visione di due film\, proposti con una breve introduzione sulle rispettive figure\nprese in esame\, nel panorama storico-artistico della loro epoca: \n  \nVenerdì 30 novembre\, h.17:  FRIDA (2002) diretto da Julie Taymor\, con Salma Hayek ad interpretare l’artista messicana. \nMartedì 4 dicembre\, h.17: ARTEMISIA Passione estrema (1997) diretto da Agnés Merlet\, con Valentina Cervi nel ruolo della pittrice italiana seicentesca. \nLunedì 10 dicembre\, h.17: Incontro finale con il prof. Placereani incentrato sull’analisi dei lungometraggi visionati sotto l’aspetto del linguaggio filmico e della loro collocazione nella storia del cinema. \nTutti gli incontri si terranno nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana\, in via Manin 18\, a partire dalle ore 17. \nVI ASPETTIAMO NUMEROSI! \n  \n \nGiorgio Placereani\, critico cinematografico\, è stato critico televisivo per “Il Piccolo”. Già docente di scuola media\, cura progetti didattici sul cinema per il C.E.C. e insegna Storia del cinema all’Università delle LiberEtà di Udine. Ha curato con Sabatino Landi il volume Horror. Da Mary Shelley a Stephen King\, con Fabiano Rosso Il gesto sonoro. Il cinema di Jacques Tati\, con Tatti Sanguineti\, Scritti strabici. Cinema\, 1975-1988\, raccolta di articoli postumi del critico cinematografico Alberto Farassino e con Sergio Grmek Germani\, Per Dreyer. Ha curato il volume Citizen Welles. Sua è la monografia Ozu Yasujiro. Autunno e primavera\, Udine~Pordenone 2015. È fra gli organizzatori del festival di cinema asiatico Far East Film. \n 
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SUMMARY:CONFERENZA ARCHITETTO ALESSANDRA QUENDOLO
DESCRIPTION:  \nL’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza dell’architetto ALESSANDRA QUENDOLO dal titolo: \n  \nLA STRATIFICAZIONE DELL’ARCHITETTURA:  \nPALAZZO ANTONINI A UDINE  \nE LA LOGGIA DEL CAPITANIATO A VICENZA. \n  \nInterventi di restauro di edifici palladiani  \nfra conservazione della «traccia» e percezione dell’«aura» \n  \n \n  \nL’incontro si terrà venerdì 9 novembre alle ore 17\, nel Salone d’onore “G. Pelizzo” di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18. \n  \nIngresso libero sino a esaurimento posti \n  \nCon i più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \n  \n  \nLA STRATIFICAZIONE DELL’ARCHITETTURA: PALAZZO ANTONINI \nA UDINE E LA LOGGIA DEL CAPITANIATO A VICENZA.\nInterventi di restauro di edifici palladiani \nfra conservazione della «traccia» e percezione dell’«aura» \nArch. Alessandra Quendolo\, Dip. Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica\, Univ.di Trento \nL’intervento presenta due casi di intervento di conservazione delle superfici dell’architettura: il primo\, riferito a Palazzo Antonini a Udine opera di Andrea Palladio\, illustra alcune fasi della conoscenza della stratificazione degli intonaci delle facciate e il relativo intervento di conservazione; il secondo\, riferito alla Loggia del Capitaniato a Vicenza\, tratta principalmente gli aspetti conoscitivi preliminari all’intervento di conservazione. La conoscenza delle facciate di Palazzo Antonini a Udine e della Loggia del Capitaniato a Vicenza ha comportato un percorso articolato sullo studio delle fonti scritte e sul rilievo stratigrafico delle superfici; studio finalizzato alla decifrazione del complesso insieme di tracce presenti sulle facciate stesse e alla conoscenza delle condizioni di degrado. Un dato fondamentale dell’approccio analitico è il riconoscere la facciata come una “fonte” per la conoscenza\, che è conoscenza dei segni culturali – intesi come quel complesso di tracce che testimoniano la cultura costruttiva propria dell’uomo – e dei segni naturali legati alla trasformazione che nel tempo la materia subisce in relazione all’interazione con l’ambiente. Questa fase di studio ha consentito da un lato la conoscenza in sé dei materiali impiegati nel corso del tempo e della logica con la quale si sono succeduti\, ad esempio\, i diversi interventi di manutenzione; dall’altro una progressiva ricerca di senso per la definizione delle scelte progettuali relative al destino del complesso di segni rilevati\, nella consapevolezza della provvisorietà e della non esaustività della conoscenza stessa; ricerca che si colloca all’interno di un progetto la cui “filosofia” è orientata alla riduzione degli effetti del degrado e alla conservazione della complessità delle tracce attualmente presenti sulle facciate. \n  \nAlessandra Quendolo si è laureata a pieni voti (e lode) in Architettura allo IUAV di Venezia\, presso il Dipartimento di Scienza e Tecnica del Restauro Architettonico (tesi dal titolo: Possibili apporti della lettura stratigrafica al Restauro Architettonico: osservazioni sui casi del Duomo dei SS. Maria e Donato a Murano\, del Ponte Pietra a Verona\, del Duomo di S. Andrea a Venzone\, relatore prof. arch. Francesco Doglioni). Dottore di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici (Politecnico di Milano) (tesi: Riflessioni sul concetto di autenticità nell’ambito dell’attuale dibattito sul restauro architettonico\, tutor prof. arch. Amedeo Bellini)\, dal 2001 ha svolto attività didattica e di ricerca nell’ambito del restauro architettonico (Politecnico di Milano\, Università di Ferrara\, IUAV di Venezia)\, dal 2012 è professore associato di Restauro Architettonico presso l’Università degli Studi di Trento nel Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica. \nDal 1993 fa parte dell’Istituto Italiano dei Castelli (presidente di sezione FVG dal 2005 al 2013). Ha organizzato per conto dell’Istituto numerosi convegni e curato la pubblicazione di libri; fra questi: “Paesaggi di Guerra. Memoria e Progetto”\, Udine\, Gaspari Editore\, 2014 e Restauri di castelli. Volume I\, Udine\, P. Gaspari Editore\, 2003. Dal 2001 fa parte della redazione della rivista “Archeologia dell’Architettura”\, Firenze. E’ autore di numerose pubblicazioni sugli aspetti storico-critici della disciplina\, sui caratteri costruttivi dell’architettura e sulla diagnostica ATTIVITA’ PER L’UNESCO – Ha fatto parte del gruppo di coordinamento scientifico della Candidatura UNESCO: “Italia Langobardorum. I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 D.C.)” riconosciuta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Redazione del Dossier Scientifico e del Piano di Gestione. Responsabile della stesura del Dossier Scientifico di Candidatura UNESCO per la città fortificata di Palmanova (UD): “Le opere di difesa veneziane tra XV e XVII secolo”. Redazione del Dossier Scientifico e del Piano di Gestione. RICOSTRUZIONE DOPO IL TERREMOTO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: IL DUOMO DI VENZONE Dal 1989\, ancora studente\, fino al 1997\, ha collaborato con gli architetti Francesco Doglioni e Alba Bellina al completamento esecutivo del Progetto di Restauro e Ricomposizione del Duomo di Venzone. Ha seguendo la fase di riconoscimento della collocazione delle pietre del Duomo prima del crollo (anastilosi)\, la progettazione esecutiva della ricomposizione e tutta la fase del cantiere. CASTELLO DI GEMONA – Nel 1998 cura la catalogazione e ricomposizione del materiale lapideo recuperato dal crollo del Castello di Gemona\, in collaborazione con l’arch. Alba Bellina. ABBAZIA DI S. GALLO A MOGGIO – Nel 2004 redige il progetto per il “restauro\, consolidamento e costruzione della nuova sacristia dell’abbazia di S.Gallo a Moggio Udinese. PROGETTI DI RESTAURO ARCHITETTONICO: Fra i diversi progetti realizzati\, si citano alcuni casi\, oggetto di pubblicazione\, di citazioni in testi di settore e di presentazione a convegni di settore: Palazzo Corner la ca’ Granda di Venezia\, opera del Sansovino. Facciate di Palazzo Antonini a Udine\, opera di Andrea Palladio. Cinta fortificata del Castello di Gorizia e castello. Loggia del Palladio a Vicenza. Mura medievali della cinta fortificata di Cividale del Friuli. Ruderi del castello di Manzano. Convento di Santa Maria in Valle e Tempietto Longobardo a Cividale.
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SUMMARY:STORIA DI PIETRE CHE CAMBIANO POSTO
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza dell’architetto RENATO BOSA dal titolo: \nSTORIA DI PIETRE CHE CAMBIANO POSTO \nRecupero e reimpiego di statue ed altri elementi lapidei nella città di Udine \nE’ documentato fin dalla antichità l’uso di reimpiegare materiali lapidei provenienti da manufatti di epoche precedenti in edifici e monumenti nuovi. Le motivazioni di questa pratica sono varie; da quella\, scontata\, del risparmio economico a quella di conservazione di un bene di valore estetico fino a quelle più “ideologiche”. Anche nella nostra città sono vari gli esempi che possono testimoniare quest’uso\, soprattutto nei secoli più recenti. Si propone quindi una panoramica di casi che vanno dalle sculture ai portali di palazzi demoliti\, alle cornici e balconi\, alle vere da pozzo\, fino ad alcuni monumenti rimossi per ragioni politiche.\nAl di là della curiosità storica\, la conoscenza di questi spostamenti ci può far riflettere su come si è trasformata la città\, sul dibattito che c’è stato\, e c’è tuttora\, sul rapporto tra scelte urbanistiche e conservazione\, sulla valutazione\, infine\, di come è stato interpretato\, in taluni interventi\, il concetto di “restauro”. \nRENATO BOSA – Si è laureato in Architettura presso L’Istituto Universitario di Architettura di Venezia; Iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Udine\, esercita l’attività di libero professionista con studio in Udine. E’ stato docente di Progettazione Architettonica presso il Liceo Artistico “G. Sello” di Udine. Presidente del Consiglio regionale dell’Associazione Italia Nostra\, ha curato mostre\, convegni e pubblicazioni\, soprattutto per l’associazione Italia Nostra\, in particolare: la Mostra “Udine ‘900 – un secolo di trasformazioni urbane”\, Architettura dell’ ’800 a Udine nel catalogo della mostra “Tra Venezia e Vienna – Le arti a Udine nell’’800”\, “Giardini storici del Friuli Venezia Giulia – Conservazione e Restauro”\, La città che non c’è\, nel catalogo della mostra “Le arti a Udine nel Novecento”\, Conservare il ‘900 – 100 Architetture udinesi. Ha partecipato\, per il Comune di Udine\, alla Catalogazione delle architetture del ‘900 a Udine. \n  \nL’incontro si terrà giovedì 25 ottobre alle ore 17\, nel Salone d’onore “G. Pelizzo” di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18. \nIngresso libero sino a esaurimento posti \nCon i più cordiali saluti\, Francesca Venuto – Presidente dell’Associazione.
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