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SUMMARY:Presentazione del volume di Vincenzo Cazzato "Parchi della rimembranza e luoghi della memoria""
DESCRIPTION:AMUD\, Presentazione Volume Parchi e Viali della Rimembranza\, 23.4.24 h.18 \n\n\nSCARICA LA LOCANDINA
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SUMMARY:VENEZIA E L’ORIENTE UNA CITTÀ FRA DUE MONDI
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza dell’esperto di architettura e fotografo SIMONE DI LUCA dal titolo: \n\n\n	Venezia e l’Oriente\n\n	Una città fra due mondi\n\nSarà l’occasione per far luce sul rapporto privilegiato di questa straordinaria città\, a vocazione mercantile e marinara fin dalle sue origini\, con il Levante. Se volete saperne di più … non resta che partecipare a questo incontro ricco di sorprese!  \n\n\n L’incontro si terrà martedì 6 giugno alle ore 17\, nel Salone d’onore di Palazzo Mantica in via Manin 18.\n \nIngresso libero sino a esaurimento posti \n\n\nSimone Di Luca si è laureato presso l’IUAV di Venezia con una tesi storica sullo sviluppo e sulla conservazione della struttura urbanistica di Torviscosa (“Torviscosa la città fondata”). Libero professionista a San Giorgio di Nogaro\, collabora con diverse Associazioni e Circoli Culturali per cui tiene corsi e conferenze. Molto intensa la sua attività di fotografo freelance in qualità di reporter per alcune delle testate giornalistiche e webzines più importanti (Corriere Innovazione\, Spazio Rock\, Outsiders\, Outune Magazine\, Oca Nera Rock\, Best Magazine\, Frame) per cui segue i maggiori eventi del Triveneto. Le sue foto sono state pubblicate da Ansa\, Corriere della Sera\, Repubblica\, La Stampa\, Il secolo XIX\, Panorama\, TV sorrisi&canzoni. Fotografo ufficiale di artisti del calibro di Nina Zilli\, Zucchero Fornaciari e dei 2Cellos. Collabora con Barley Arts Promotion e Virgin Radio nella promozione di alcuni tra i principali eventi musicali a livello nazionale e internazionale\, come ad esempio le performances della star della danza Roberto Bolle. \nPer la nostra Associazione ricordiamo con grande piacere gli apprezzatissimi approfondimenti su Carlo Scarpa\, sul Museo Guggenheim di Bilbao\, su Zaha Hadid\, sulla Nike di Samotracia\, sull’attività di Renzo Piano a scala mondiale e sul sorprendente Shard a Londra\, sui Bronzi di Riace\, sugli affreschi del Buono e Cattivo Governo a Siena\, sulle opere di Giovanni Bellini e sulle realizzazioni di Santiago Calatrava a Valencia e sulla grande arte collezionata e promossa dalla dinastia dei Guggenheim\, Sky Way Monte Bianco – The way to the top e\, da ultimo\, La Fondation Louis Vuitton a Parigi – Un vascello di vetro per l’arte contemporanea\, che risale all’ormai datato 15 gennaio 2020. Da allora sono passati alcuni anni e soprattutto c’è stato il lockdown per il Covid19: siamo molto felici che ritorni da noi con un suo intervento prezioso\, dedicato stavolta a Venezia\, una città a noi vicina e tanto cara\, che non finiremo mai di scoprire con la sua storia millenaria. \nCon Venezia e l’Oriente. Una città fra due mondi ancora una volta Simone Di Luca saprà stupirci e coinvolgerci. \n\n\nSCARICA LA LOCANDINA \nAMICI DEI MUSEI\, Conferenza di SIMONE DI LUCA\, Venezia e l'Oriente 6.6.23
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SUMMARY:QUARTO CICLO DI INCONTRI SU “CINEMA E ARTE” - INCONTRO FINALE
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SUMMARY:QUARTO CICLO DI INCONTRI SU “CINEMA E ARTE” - Proiezione "La strada scarlatta" di Fritz Lang
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SUMMARY:QUARTO CICLO DI INCONTRI SU “CINEMA E ARTE” - Proiezione "Il mistero del Giardino di Compton House" di Peter Greenaway
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SUMMARY:QUARTO CICLO DI INCONTRI SU “CINEMA E ARTE” - Proiezione "Ritratto della giovane in fiamme" di Céline Sciamma
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SUMMARY:TANTI LIBRI\, UN SOLO LIBRO
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SUMMARY:“LE BELLE VENEZIANE” AL TEMPO DI TIZIANO 
DESCRIPTION:  \nL’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza di MICHELA CAUFIN – storica dell’arte – e CARMEN ROMEO – esperta di storia del  tessuto e del costume – dal titolo: \n\n“LE BELLE VENEZIANE” AL TEMPO DI TIZIANO \n  \n  \nVerrà proposto uno sguardo insolito alla Venezia del ‘500\, non più incontrastata dominatrice dei mari\, ma pur sempre grande  potenza commerciale\, mercantile e vivace centro cosmopolita di livello europeo. La Serenissima\, nonostante i cambiamenti politici sociali-culturali che travolgono l’Europa dell’epoca\, conserva gelosamente la sua identità e autonomia statuale\, con  particolare riguardo ai ruoli\, alle condotte e alle dinamiche sociali della sua cittadinanza.   \nIn questo ambito la condizione della donna è ristretta a ben specifiche funzioni: moglie\, madre\, monaca\, cortigiana con i rispettivi  compiti e con la rispettiva immagine esteriore. Infatti quest’ultima serviva ad inquadrare la condizione non solo sociale\, ma anche  civile delle donne. L’abbigliamento\, il tipo di acconciatura\, l’uso di determinati gioielli diventano espressione\, simbolo di un  determinato “status” o di un preciso momento della vita di una donna\, in particolare nelle rare occasioni di socialità di cui le stesse  potevano godere. Eppure\, nonostante questa scarsa “visibilità”\, mai come in questo secolo le donne sono state celebrate nella loro  bellezza\, grazia\, sensualità dagli artisti e letterati dell’epoca Tiziano\, Palma il Vecchio\, Lorenzo Lotto\, Jacopo Tintoretto\, Paolo  Veronese hanno glorificato nelle loro opere la donna desiderata\, amata\, bella e irraggiungibile. Che si tratti di sante\, eroine\, divinità  classiche o di donne reali o immaginarie nella forma del ritratto\, sempre l’attenzione dell’artista si posa non solo sui volti e sui corpi\,  ma anche sull’ abbigliamento sempre più accuratamente dettagliato in quanto spia della società del tempo.  \nL’incontro si terrà giovedì 19 maggio alle ore 17\, nel Salone d’onore “G. Pelizzo” di Palazzo  Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18.  \nIngresso libero sino a esaurimento posti  \nCon i più cordiali saluti\,  \nFrancesca Venuto – Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte
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SUMMARY:ANNULLATO - Viaggio "Tra ville rinascimentali e testimonianze etrusco-romane"
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SUMMARY:Novara e la Mostra “Il Divisionismo"
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SUMMARY:CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI
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SUMMARY:AVVISO IMPORTANTE
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte comunica che\, in base all’ordinanza FVG – emanata dal Presidente Fediga – che contiene le disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus (Covid19)\, \n– l’incontro con Giorgio Placereani programmato per il giorno 26 febbraio 2020 \n– l’Assemblea Generale annuale dei Soci fissata per il giorno 28 febbraio 2020 \nSONO RINVIATI A DATA DA DESTINARSI\, in base all’evolversi della situazione.\nPer qualunque richiesta o informazione potete contattare il numero 324-9893957. Grazie per la comprensione.
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SUMMARY:TERZO CICLO DI INCONTRI SU “CINEMA E ARTE”
DESCRIPTION:La fragilità dell’opera d’arte. La censura del tempo e il tempo della censura.\n \nDopo le fortunate edizioni del 2017 e del 2018\, dedicate al cinema biografico su artisti maschi e femmine di notevole impatto per la loro opera e la loro vicenda biografica\, nel 2020 la nostra Associazione intende affrontare una nuova tematica\, a dimostrare l’interesse che i cineasti attuali dedicano alle diverse sfaccettature del ruolo delle opere d’arte nel corso della storia. \nNella considerazione relativa alla fragilità\, deperibilità e perdita delle opere d’arte – non immediatamente recuperabili o riproducibili\, se non con la “perdita dell’aura”\, evocata da Walter Benjamin – possono intervenire vari fattori: i materiali e le tecniche di volta in volta adottati\, l’azione di disastri naturali (inondazioni\, terremoti\, incendi…) o perpetrati dall’uomo (furti\, guerre\, interventi dannosi…)\, oppure l’operazione può tramutarsi in parodia\, come distruzione immaginaria dell’opera\, o in censura: iconoclastia\, distruzione\, proibizione… \nAl di là della casualità degli eventi o delle intenzioni umane (lo stesso autore può arrivare a distruggere le sue opere\, rinnegando il loro valore)\, il primo censore è senza dubbio il tempo e quello che il suo scorrere comporta\, con la perdita dei significati originari fino a non saper più leggere correttamente le opere d’arte. \nAllo stesso modo la pellicola cinematografica ha una sua fragilità\, essendo sottoposta a degrado della pellicola\, danneggiamenti\, distruzione del negativo\, tagli di censura o anche sparizione per ragioni di diritti. Sarà interessante paragonare nell’incontro le due forme di fragilità. \nLa nostra guida in questo percorso complesso e affascinante sarà il prof. Giorgio Placereani\, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine\, critico cinematografico ben noto a chi ha seguito i due cicli precedenti\, che ci coinvolgerà in un’avventura appassionante\, tale da permetterci di ri- scoprire i film prescelti sulla base degli itinerari concettuali indicati. \n\n\n\nPROGRAMMA DEL CORSO\nTutti gli incontri si svolgeranno nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana\, ed avranno inizio alle ore 17. Si raccomanda la puntualità. \nCinque saranno gli appuntamenti\, previsti da fine gennaio a fine febbraio\, che proporranno una linea di ricerca insolita ed intrigante: non perdeteveli! \nMercoledì 29 gennaio\, h.17: nel primo incontro Giorgio Placereani e Francesca Venuto dialogheranno su: La fragilità dell’opera d’arte\, dal punto di vista artistico e cinematografico. \nSeguirà la visione di alcuni film\, proposti con una breve introduzione: \nVenerdì 7 febbraio\, h.17: Monument’s men di George Clooney (2014) \nVenerdì 14 febbraio\, h.17: Una storia senza nome di Roberto Andò (2019) \nVenerdì 21 febbraio h. 17: Francofonia di A. Sokurov (2015) \nMercoledì 26 febbraio\, h.17: Incontro finale con il prof. Placereani incentrato sull’analisi dei lungometraggi visionati sotto l’aspetto del linguaggio filmico e della loro collocazione nella storia del cinema. \n\n\nGiorgio Placereani\, critico cinematografico\, è stato critico televisivo per “Il Piccolo”. Già docente di scuola media\, cura progetti didattici sul cinema per il C.E.C. presso il Visionario e insegna Storia del cinema all’Università delle LiberEtà di Udine. Ha curato con Sabatino Landi il volume “Horror. Da Mary Shelley a Stephen King\, con Fabiano Rosso Il gesto sonoro. Il cinema di Jacques Tati\, con Tatti Sanguineti\, Scritti strabici. Cinema\, 1975-1988\, raccolta di articoli postumi del critico cinematografico Alberto Farassino e con Sergio Grmek Germani\, Per Dreyer. \nHa curato il volume Citizen Welles. Sua è la monografia Ozu Yasujiro. Autunno e primavera\, Udine~Pordenone 2015. \nÈ fra gli organizzatori del festival di cinema Far East Film\, inaugurato nel 1999\, la più rilevante manifestazione europea dedicata al cinema popolare asiatico. \n\n 
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SUMMARY:Camillo Boito (1836-1914): un maestro per gli architetti\, gli artigiani e i restauratori dell’Italia Unita
DESCRIPTION:Presentazione degli atti del convegno Camillo Boito Moderno\,a cura di Sandro Scarrocchia\, Milano-Udine\, Mimesis\, 2018\nVenerdì 24 gennaio 2020\, Sala della “Fondazione Friuli”\, via Manin 15\, Udine\, ore 17 \nProgramma dell’incontro\nIndirizzi di saluto \nDott. Giuseppe Morandini\, Presidente della Fondazione Friuli\nDott. Fabrizio Cigolot\, Assessore alla Cultura del Comune di Udine\nDott. Arch. Paolo Bon\, Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Udine \nProf.ssa Francesca Venuto\, Presidente dell’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte Prof.ssa Giuseppina Perusini\, Università di Udine \nRelazioni \nProf. Gianni Contessi (Università di Torino) – Geografie boitiane fra centro e periferia. \nDott.ssa Elisa Longo (Soprintendenza per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno\, Padova\, Treviso) – La diffusione del pensiero di Boito a Padova attraverso la rivista «Arte italiana decorativa e industriale». \nDott.ssa Daniela Delia\, Scuola di specializzazione in Storia dell’Arte\, Udine – Influenze diCamillo Boito nell’architettura triestina del primo Novecento. \nProf. Sandro Scarrocchia (Politecnico di Milano) – Considerazioni finali \nModera Giuseppina Perusini. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nFigura chiave di molte vicende della cultura italiana\, letteraria e artistica nell’età dell’industrializzazione\, Camillo Boito (1836-1914) riveste un ruolo di statura europea: scrittore “minore ma grande”; architetto molto consapevole della modernità\, ma strenuo difensore della tradizione e dell’aderenza della costruzione alla sua missione pratica; importante teorico del restauro e promotore della cultura di conservazione; pioniere dell’industria artistica e della valorizzazione delle maestrie che la producono\, svolse una funzione di catalizzatore delle istanze culturali nazionali nel campo della architettura\, del patrimonio storico e soprattutto della formazione e produzione artistica. \nFiglio del pittore Silvestro Boito e allievo all’Accademia di Venezia di Pietro Selvatico\, ancora ventiquattrenne andrà a ricoprire all’Accademia di Brera la cattedra di architettura e cinque anni dopo anche quella del neonato Istituto T ecnico Superiore\, il futuro Politecnico. Questo doppio magistero lo rende crocevia\, storico e teorico\, di vicende cruciali delle due istituzioni. La sua scuola – che annovera i maggiori protagonisti della edficazione della Milano industriale\, tra i quali Gaetano Moretti\, Luigi Broggi\, Ernesto Pirovano\, Luca Beltrami\, Giuseppe Sommaruga -si pone come ponte tra lo storicismo rigoroso da lui propugnato e la continuità nella modernità rivendicata nel secondo dopoguerra da Ernesto Nathan Rogers. Non a caso nell’ambito di questa tendenza matureranno le prime rivalutazioni della sua figura tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta Come presidente dell’Accademja di Brera e direttore del Museo Poldi Pezzoli svolse in entrambe le istituzioni un ruolo innovatore\, ponendo all’ordine del giorno la revisione dei loro organi collegiali e gestionali. Lavorò infine al progetto anticipatore di una Scuola di restauro\, che segnala la raggiunta maturità della disciplina e la necessità della sua autonomizzazione istituzionale. \nCome restauratore (Palazzo Franchetti a Venezia\, Porta Ticinese a Milano e altare di Donatello nella Basilica del Santo di Padova) fu il promotore della prima “Carta del restauro” nel 1883\, che riassume e sintetizza i criteri di un’impostazione originale\, riconosciuta come importante riferimento della Carta di Venezia del 1964. \nLa sua opera di architettura ebbe carattere marcatamente civile (ospedale e cimitero di Gallarate\, Casa di riposo per musicisti Giuseppe Verdi e scuole di Via Galvani a Milano)\, di matrice storicista ma non priva di originali spunti innovativi. Nel campo delle arti applicate svolse una funzione fondatrice con la rivista Arte ltaliana Decorativa e Industriale\, vetrina insostituibile dell’industria artistica europea fin de siècle\, accanto a organi più considerati come Ver Sacrum della Secessione viennese\, lo Jahrbuch del Werkbund tedesco\, le edizioni celebrate del movimento anglosassone Arts and Crafts e francese delle Arts décoratifs. \nA Boito va riconosciuto di aver saputo trascendere nella sua prosa schietta e sapiente le difficoltà pratiche dell’arte\, del progetto e del restauro\, in uno sforzo teorico sempre legato al concreto\, che riavvcina la sua opera di studioso allo scrittore di atmosfera\, sensibile interprete dei valori ambientali della vicenda umana. \nDalla quarta di copertina del volume degli Atti del Convegno.
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SUMMARY:Conferenza di SIMONE DI LUCA
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza dell’esperto di architettura e fotografo SIMONE DI LUCA dal titolo: \nLa Fondation Louis Vuitton a Parigi – Un vascello di vetro per l’arte contemporanea \n\n\n\n\nUn nuovo museo a Parigi dall’architettura sorprendente! Un complesso senza dubbio spettacolare\,opera dell’architetto Frank O. Gehry\, che così spiega la sua creazione: “Per riflettere un mondo incontinuo cambiamento\, abbiamo progettato un edificio che evolve con il trascorrere del giorno\,insieme alla luce\, offrendo un’impressione di intangibilità e continua trasformazione”. \n\n\n\n\n\n\nL’incontro si terrà mercoledì 15 gennaio alle ore 17\, nella Sala Conferenze della Fondazione Friuli (Palazzo Contarini) in via Manin 15. \nIngresso libero sino a esaurimento posti \nCon i più cordiali saluti\,\nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \n\n\n\n \n\n\n\n\n\n  \nNel 2014 è stata inaugurata al pubblico la nuova sede della Fondazione Louis Vuitton\, un ambizioso edificio disegnato dall’architetto americano di origine canadese Frank O. Gehry\, situato all’interno del celebre parco parigino del Bois de Boulogne.\nLa Fondazione nasce per sostenere la creazione artistica contemporanea francese e internazionale e renderla accessibile a un vasto pubblico attraverso una collezione permanente\,mostre temporanee\, opere d’arte commissionate nonché un programma diversificato di eventi multidisciplinari che ruotano spesso intorno alla musica. \nInaugurata il 20 ottobre 2014\, la Fondation Louis Vuitton riafferma il sostegno attivo e costante per le arti e la cultura\, inoltre rappresenta un nuovo\, significativo contributo al patrimonio parigino grazie all’edificio che la ospita: una nuova straordinaria icona dell’architettura del XXI secolo. L’audace creatività del design pensato da Frank O. Gehry fa dell’edificio stesso la prima opera d’arte della Fondazione. Circondato da alberi secolari\, si erge su uno specchio d’acqua e dialoga armoniosamente con l’ambiente naturale che lo accoglie. \n“Per riflettere un mondo in continuo cambiamento\, abbiamo progettato un edificio che evolve con il trascorrere del giorno\, insieme alla luce\, offrendo un’impressione di intangibilità e continua trasformazione”\, spiega Frank O. Gehry. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nSimone Di Luca si è laureato presso l’IUAV di Venezia con una tesi storica sullo sviluppo e sulla conservazione della struttura urbanistica di Torviscosa (“Torviscosa la città fondata”). Libero professionista a San Giorgio di Nogaro\, collabora con diverse Associazioni e Circoli Culturali per cui tiene corsi e conferenze. \nMolto intensa la sua attività di fotografo freelance in qualità di reporter per alcune delle testate giornalistiche e webzines più importanti (Corriere Innovazione\, Spazio Rock\, Outsiders\, Outune Magazine\, Oca Nera Rock\, Best Magazine\, Frame) per cui segue i maggiori eventi del Triveneto. Le sue foto sono state pubblicate da Ansa\, Corriere della Sera\, Repubblica\, La Stampa\, Il secolo XIX\, Panorama\, TV sorrisi&canzoni. Fotografo ufficiale di artisti del calibro di Nina Zilli\, Zucchero Fornaciari e dei 2Cellos. \nCollabora con Barley Arts Promotion e Virgin Radio nella promozione di alcuni tra i principali eventi musicali a livello nazionale. \nPer la nostra Associazione ha proposto apprezzatissimi approfondimenti su Carlo Scarpa\, sul Museo Guggenheim di Bilbao\, su Zaha Hadid\, sulla Nike di Samotracia\, sull’attività di Renzo Piano a scala mondiale e sul sorprendente Shard a Londra\, sui Bronzi di Riace\, sugli affreschi del Buono e Cattivo Governo a Siena\, sulle opere di Giovanni Bellini e sulle realizzazioni di Santiago Calatrava a Valencia e sulla grande arte collezionata e promossa dalla dinastia dei Guggenheim e\, da ultimo\, su Sky Way Monte Bianco\, The way to the top.
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SUMMARY:Comunicazione della Presidente dell'Associazione
DESCRIPTION:  \nCari Amici\, Socie e Soci\, \nvi segnalo le attività proposte dalla nostra Associazione per questa fine d’anno e per l’inizio del 2020: \nMercoledì 18 dicembre: visita alla mostra “Tra vecchio e nuovo – Il Friuli si racconta” nella Chiesa di S. Francesco con l’introduzione del curatore\, l’arch. Alvise Rampini. Se riuscirà ad essere con noi\, il dott. Carlo Gaberscek introdurrà il documentario di Guido Galanti (1953) dedicato a Udine proposto all’interno della rassegna. Al termine seguirà un brindisi beneaugurale. \nL’Associazione chiuderà in occasione delle Festività di fine 2019 e inizio 2020 dal 23 dicembre al 6 gennaio. Riaprirà giovedì 9 gennaio alle ore 17. \nMercoledì 15 gennaio presso la Fondazione Friuli si terrà una conferenza dell’arch. Simone Di Luca. \nVenerdì 24 gennaio\, sempre presso la fondazione Friuli\, si terrà  -a cura della prof.ssa Giuseppina Perusini- un incontro a più voci\, con presentazione degli atti del convegno svoltosi a Milano nel 2017\, incentrato sulla figura dell’architetto ottocentesco Camillo Boito e sulla modernità della sua prassi operativa. \nA fine gennaio (presumibilmente a partire da mercoledì 29) prenderà il via il ciclo di incontri – con sede a Palazzo Mantica – su Arte e Cinema secondo un progetto concordato con Giorgio Placereani\, critico cinematografico\, sul tema “La fragilità dell’opera d’arte. La censura del tempo e il tempo della censura”. All’incontro introduttivo farà seguito la proiezione di alcuni film e a conclusione del ciclo il prof. Placereani proporrà\, in una relazione apposita\, l’“anatomia” dei film visionati. \nPer l’inizio di Febbraio è prevista l’effettuazione dell’Assemblea Generale dei Soci. \nPer aprile (1-5)\, inoltre\, vi proponiamo il viaggio in Tuscia – Tra ville rinascimentali e testimonianze etrusco-romane. \nIn maggio si svolgerà invece il viaggio in Iran – Festival delle Rose (dall’1 al 10 maggio). \nSi prega vivamente coloro che sono interessati a questi due viaggi di dare al più presto il proprio nominativo.   \nPer ulteriori iniziative in via di definizione – soprattutto se non avete l’indirizzo e-mail – per favore contattateci: per informazioni e prenotazioni la Segreteria (in via Manin 18) è aperta\, come di consueto\, il lunedì (16.30- 18.30) e il giovedì (17.00-18.00). E-mail: amicimuseiarte24@gmail.com Il n° di cellulare al quale potete contattarci è il seguente: 324-9893957.  \nVi informo che il nostro IBAN (valido solo per le quote associative) è il seguente: IT98F0306912344100000008022 . \nCon l’augurio più caloroso di Buone Feste da parte del Consiglio Direttivo e mio personale\, spero di rivedervi presto ai nostri prossimi appuntamenti\, \n  \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione
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SUMMARY:A PORDENONE PER AMMIRARE IL SUO ARTISTA PIU’ FAMOSO: Giovanni Antonio de Sacchis\, detto “Il Pordenone”
DESCRIPTION:  \nA PORDENONE PER AMMIRARE IL SUO ARTISTA PIU’ FAMOSO: Giovanni Antonio de Sacchis\, detto “Il Pordenone”\nVenerdì 13 dicembre 2019\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPROGRAMMA \nOre 9.50: Ritrovo dei partecipanti nell’atrio della Stazione Ferroviaria di Udine. \nOre 10.07: Partenza e arrivo a Pordenone alle ore 10.42.\nIncontro con la guida alle ore 11. Itinerario di visita lungo il corso principale con le facciate rinascimentali dipinte. Visita del Duomo con gli affreschi del Pordenone. \nOre 13: Pausa per il pranzo. \nOre 14.45: ritrovo presso Villa Galvani – Galleria d’Arte Moderna\, in via Dante 33\, per la visita guidata alla mostra “il Rinascimento di Pordenone. Con Giorgione\, Tiziano\, Lotto\, Jacopo Bassano e Tintoretto” \nAl termine\, continuazione della visita presso il Museo Civico in Palazzo Ricchieri\, sul Corso. \nAl termine della visita rientro col treno a Udine. \nQuota di partecipazione calcolata sulla base di 15/20 persone (biglietto treno a/r\, ingressi e visite guidate\, pranzo): 55/50 € \nSi prega vivamente di dare l’adesione entro lunedì 2 dicembre\, inviando una mail o telefonando alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957. \n\n\n \n\n\n“Il Rinascimento di Pordenone. Con Giorgione\, Tiziano\, Lotto\, Jacopo Bassano e Tintoretto” \n\n\n\n\n\n\nLa mostra\, curata da Caterina Furlan e Vittorio Sgarbi\, rappresenta l’omaggio di Pordenone a Giovanni Antonio de’ Sacchis detto Il Pordenone\, uno dei maggiori artisti protagonisti del Rinascimento italiano. L’esposizione si concentra principalmente nella Galleria d’Arte Moderna\, situata all’interno di Parco Galvani\, ma si articola anche nella sede del Museo civico d’Arte di Palazzo Ricchieri e nel Duomo cittadino\, dove sono conservate le opere dell’artista realizzate per la sua città. Il percorso in Galleria d’Arte Moderna presenta\, con più di 50 opere\, la produzione artistica del Pordenone in un affascinante dialogo sia con i suoi precursori (soprattutto Gianfrancesco da Tolmezzo e Pietro da Vicenza) sia con i maggiori artisti contemporanei del Rinascimento come Francesco da Milano\, Giorgione\, Romanino\, Parmigianino\, Sebastiano del Piombo\, Tiziano\, Lorenzo Lotto\, Correggio\, sia con i suoi allievi o seguaci quali Pomponio Amalteo\, Giulio Licinio\, Jacopo Bassano\, Antonio Sacchiense\, Giovanni De Mio. Una sezione è dedicata a una trentina di disegni autografi. Al Museo civico d’Arte è possibile scoprire altri dipinti e opere del Pordenone visitando il percorso permanente del secondo piano. Al piano terra invece\, è allestita la sezione documentaria relativa all’artista e una selezione di volumi d’arte. \nSono oltre 50 i dipinti del Pordenone e degli altri protagonisti del Rinascimento in mostra\, a cui si affiancano una ventina didisegni autografidel Maestro e una decina di antiche stampe ad arricchire l’excursus espositivo. Le opere di questa mostra provengono da importanti musei italiani e internazionali come il Louvre di Parigi\, il British Museum di Londra\, il Rijksmuseum di Amsterdam\, il Kunsthistoriches di Vienna\, le Gallerie degli Uffizi di Firenze\, le Gallerie dell’Accademia di Venezia\, la Pinacoteca di Brera di Milano e il Museo di Capodimonte di Napoli\, oltre che dai musei e chiese del territorio friulano\, veneto e lombardo. \nGiovanni Antonio de’ Sacchis\, detto Il Pordenone (Pordenone 1483/84 – Ferrara 1539)\nNacque a Pordenone intorno al 1483-84 da Angelo\, un magister murarius originario di Corticelle nel bresciano\, e da Maddalena. Forse allievo di Pietro da Vicenza\, la sua prima opera è da individuarsi nel ciclo di affreschi della chiesa campestre di Marzinis\, cui ha fatto seguito nel 1506 il trittico per la chiesa di Santo Stefano a Valeriano (prima operafirmata e datata) e circa due anni dopo l’importante ciclo nel coro della chiesa di San Lorenzo a Vacile. Nei primi anni del secondo decennio\, il Pordenone è impegnato nella decorazione presso il castello di San Salvatore di Susegana dei Conti Collalto\, mentre tra il 1512 e il 1518 realizza numerose e importanti opere sia a Pordenone e nel Friuli\, che nella Marca Trevigiana\, quali la pala della parrocchiale di Vallenoncello (1512-1513)\, la pala di Susegana (1513-1514)\, gli affreschi di Villanova (1514)\, la pala della Madonna della Misericordia\, commissionata nel 1515 per il Duomo pordenonese. Successivi lavori\, come gli affreschi di Rorai Grande (1516-1517)\, Travesio (1516)\, San Martino al Tagliamento (1518)\, Treviso (Cappella Malchiostro del duomo\, 1520)\, Torre (pala della Madonna con il Bambino e Santi\, 1521)\, denotano un interesse dell’artista per la cultura centroitaliana. Gli esiti innovativi sono rappresentati dal grandioso ciclo delle Storie della Passione eseguito tra il 1520 ed il 1522 nel Duomo di Cremona. Numerosi impegni trattengono poi ancora il pittore in Friuli: rimangono testimonianze a Spilimbergo (portelle dell’organo 1524) e a Pordenone(frammenti d’affresco per la chiesa di San Francesco e la superstite preziosa testimonianza della sagoma di SanGiovanni dolente). Altre opere si ritrovano poi ancora a Pinzano (1525)\, Travesio (1525-1526)\, Valeriano (affreschi in Santa Maria dei Battuti\, 1524-1527)\, Pordenone (Pala di San Gottardo\, 1525)\, Blessano di Basiliano (Fuga in Egitto\, 1526). Verso la fine degli anni ’20 decora a Venezia il coro (distrutto) della chiesa di San Rocco. Tra il 1530 ed il 1532 opera in Santa Maria di Campagna a Piacenza e nella chiesa dei Francescani a Cortemaggiore. A Pordenone ritorna per realizzare per il Duomo la pala di San Marco (1533-1535)\, rimasta poi incompiuta\, e gli scomparti del Fonte Battesimale (1534 circa). A Venezia lascia la pala di San Lorenzo Giustiniani realizzata intorno al 1533. Dal 1535 si stabilisce a Venezia\, divenendo il principale antagonista di Tiziano. Su invito del duca Ercole II d’Este si reca a Ferrara\, nel dicembredel 1538\, per approntare una serie di cartoni preparatori per arazzi: ma qui morirà\, “assalito da gravissimo affanno di petto”\, intorno al 12-13 gennaio 1539.
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SUMMARY:Brera 1939-1977. Verso un museo moderno
DESCRIPTION:  \n  \n  \n  \n  \nL’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte in collaborazione con i Civici Musei di Udine invita la S.V. all’incontro con la storica dell’arte ERICA BERNARDI dal titolo: \n Brera 1939-1977. Verso un museo moderno \n  \nL’incontro – alla presenza di Vania Gransinigh\, Responsabile Unità Organizzativa dei Civici Musei di Udine- si terrà giovedì 12 dicembre 2019 alle ore 17.00\, a Casa Cavazzini\, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine\, in via Cavour. \n\nCon i più cordiali saluti\, \nFrancesca Venuto\, Presidente dell’Associazione \nFabrizio Cigolot\, Assessore alla Cultura del Comune di Udine \n  \nBrera 1939-1977. Verso un museo moderno\n \nAttraverso l’esperienza dei direttori Ettore Modigliani\, Fernanda Wittgens e Franco Russoli verrà tratteggiato il percorso che trasforma la Pinacoteca di Brera da museo ottocentesco a museo di impianto moderno\, attraverso il passaggio fondamentale della seconda Guerra Mondiale. L’idea della “grande Brera” ha origine nella mente di Modigliani\, e grazie alla continuità nelle intenzioni dei direttori che si sono susseguiti dopo di lui arriva ad un passo dal compimento proprio nel 1977\, quando naufraga a causa della morte improvvisa di Russoli. Il lavoro di ampliamento delle collezioni e degli edifici si trovava però in uno stato molto avanzato. Lo Stato italiano aveva acquistato nel 1972 Palazzo Citterio per disporre di spazi espositivi adeguati e importanti collezionisti milanesi e lombardi (Mattioli\, Jesi\, Jucker\, Panza di Biumo\, Vitali) erano stati sedotti dal progetto che stava prendendo forma a Brera\, e avevano deciso di colmare quel vuoto nelle collezioni che andava dalla fine dell’Ottocento al più recente contemporaneo con donazioni e depositi\, raccogliendo così una collezione di arte moderna che sarebbe seconda solo al Moma di New York e che ancora deve trovare sistemazione. \nErica Bernardi\, originaria di Varallo Sesia (Vercelli)\, ha discusso il suo Dottorato di Ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 2017\, con una tesi su Franco Russoli: storico dell’arte\, museologo e direttore della Pinacoteca di Brera a Milano dal 1957 al 1977. \n  \n \nSu questo argomento ha curato il libro Senza utopia non si fa la realtà. Scritti sul museo 1952-1977(Skira 2017). Attualmente è curatrice dell’archivio e della collezione Russoli\, nel contempo collabora con il Museo di Brera a progetti di ricerca storica e collabora ad un gruppo di lavoro sulla museologia contemporanea on ICOM – Italy. \nDopo una tesi magistrale su Gaudenzio Ferrari e il Rinascimento del Nord Italia\, ha proseguito studiando la critica d’arte del XX secolo in relazione al suo lavoro sull’archivio Russoli. Grazie a queste ricerche ha trascorso un periodo presso Villa I Tatti a Firenze\, il centro studi sul Rinascimento della Harvard University. \nLì ha studiato la corrispondenza tra Bernard Berenson ed Edward Waldo Forbes\, direttore del Fogg Museum di Harvard. Frutto di questa ricerca è stata la tesi di specializzazione dal titolo La nascita del Fogg museum nella corrispondenza Forbes-Berenson (1915-1928).  \nSempre a I Tatti ha in seguito portato a termine riordino\, la catalogazione e la messa online del fondo fotografico personale di Berenson e della sua famiglia. \nNel 2019 grazie ad una borsa di studio è stata al Center for Italian Modern Art (CIMA) di New York in occasione della mostra “Metaphysical Masterpieces 1916-1920: Morandi\, Sironi e Carrà” (19 Ottobre – 4 Giugno 2019). Lì ha sviluppato un progetto di ricerca sulla figura di Lamberto Vitali\, critico e collezionista d’arte\, e il suo rapporto controverso con l’arte metafisica. \n \nDall’alto al basso: Franco Russoli con Henry Moore nella Pinacoteca di Brera\, Russoli con Giovanni Spadolini e Lamberto Vitali sempre a Brera durante la mostra “Processo per il museo” inaugurata il 21 dicembre 1976.
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SUMMARY:AVVISO IMPORTANTE - 12 DICEMBRE
DESCRIPTION:  \nGentilissimi Soci e Amici\, \n  \nper improvvisi problemi personali della relatrice\, l’incontro previsto per il 12 dicembre con la dott.ssa Erica Bernardi è stato rinviato in data da destinarsi. Ci scusiamo per il disagio arrecato. \n  \nIn alternativa\, grazie alla disponibilità della dott.ssa Vania Gransinigh\, potremo usufruire – nello stesso giorno e con inizio alle 16.30 – della sua guida al nuovo allestimento della Galleria d’Arte Antica in Castello\, inaugurato nella scorsa settimana\, che ci permetterà di scoprire una collocazione rivisitata delle collezioni e un percorso espositivo scandito dalla presenza anche di opere non visibili in precedenza. \n  \nGli interessati alla visita guidata sono pregati di lasciare quanto prima il loro nominativo scrivendoci o telefonando al n° 324-9893957. \n  \nContiamo sulla vostra presenza! L’appuntamento – previa conferma tramite mail o comunicazione telefonica – è per giovedì 12 dicembre  alle ore 16.30 nell’atrio del Castello.  \n  \nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione 
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SUMMARY:LA MOSTRA DI GIULIO ROMANO A MANTOVA
DESCRIPTION: LA MOSTRA DI GIULIO ROMANO A MANTOVA\n….24 / 25 novembre 2019….. e non solo !!\n \nProgramma provvisorio \n  \n1°giorno  (domenica) \nPartenza in pullman da Udine alle ore 7\,00. Arrivo a S.Benedetto Po intorno alle 11.00: incontro con la guida e visita  dell’antica Abbazia di Polirone e  del Monastero: i  chiostri\, la sala del refettorio con il grande affresco del giovane Correggio; la casa dell’abate\, la biblioteca\, la sala del capitolo\, le celle dei monaci\, ecc. \nNelle sale é ospitata anche la mostra temporanea “Da Correggio a Giulio Romano”. \nProseguimento per Mantova\, sistemazione in hotel e tempo libero per il pranzo. \nQuindi trasferimento a piedi a Palazzo Ducale e visita della Mostra di Giulio Romano\, architetto e pittore attivo a Mantova nella prima metà del Cinquecento.  Al termine cena in ristorante e pernottamento. \n2° giorno  (lunedì) \n Prima colazione in hotel e visita di Palazzo d’Arco\, prestigiosa dimora della famiglia d’Arco\, estintasi nel 1973\, con la morte della sua ultima componente\, la contessa Giovanna. Nelle belle sale del palazzo si possono ammirare importanti dipinti\, arredi\, argenti e diverse collezioni\, ricca testimonianza dello stile di vita e dei costumi ottocenteschi. Notevole la Sala dello Zodiaco\, opera del pittore Falconetto. \nPranzo in ristorante. \nNel pomeriggio trasferimento a Palazzo Te per completare la visita della mostra di Giulio Romano e ammirare i suoi famosi affreschi. \nInfine viaggio di rientro a Udine. \n  \n  \nQuota individuale di partecipazione:   eur  280        (da 20 a 25 persone) \nSupplemento camera singola:  eur 30 \n  \nLa quota comprende: \n\nviaggio in pullman\nsistemazione in hotel 3* centrale con prima colazione\ntasse di soggiorno\n1 cena e 1 pranzo in ristorante\nvisite guidate come da programma\ningressi alle 2 mostre di Giulio Romano (eur 22)\, all’Abbazia di Polirone (eur 13) e al Palazzo d’Arco (eur 8)\nassicurazione\n\n  \n  \nPagamenti: \nAcconto entro il 31/10/2019 (in associazione): \n– Soci: eur 150 + eur 5 (per l’associazione) \n– Non soci: supplemento di eur 40 \nSaldo entro il 15/11/2019 (in agenzia).
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SUMMARY:L'arte in Friuli nei documentari cinematografici degli anni '50 e '60
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza del professor CARLO GABERSCEK\, storico dell’arte e del cinema\, dal titolo:\nL’arte in Friuli nei documentari cinematografici degli anni ’50 e ’60\nL’incontro si terrà mercoledì 13 novembre alle ore 17\, nel Salone d’onore “G. Pelizzo” di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18.\nIngresso libero sino a esaurimento posti\nCon i più cordiali saluti\,\nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \n   \n   \nNegli ultimi decenni la produzione di documentari d’arte è in notevole aumento. Sono principalmente destinati al mercato televisivo\, ma anche a quello cinematografico e “home video”. Molto più rari erano nei decenni passati\, ovvero in un periodo in cui non si era ancora affermata la “cultura di massa”\, come negli anni ’50 e ’60\, quando\, essendo poco diffusa la televisione\, il pubblico aveva l’occasione di vedere di tanto in tanto qualche documentario con contenuti artistici nelle sale cinematografiche\, dove\, all’epoca\, prima del film\, veniva obbligatoriamente proiettato un cortometraggio della durata di circa dieci minuti. \nAl di fuori dei circuiti cinematografici qualche documentario sull’arte veniva realizzato anche dai cineamatori\, ovvero dilettanti\, appassionati di cinema\, che facevano capo ai locali Cineclub. Tali pellicole circolavano nell’ambito dei vari Cineclub (ne esisteva uno in ogni provincia) e partecipavano a concorsi locali (come quello di San Daniele del Friuli\, che si teneva all’inizio di luglio) e nazionali (a Montecatini\, in agosto).\nSono testimonianze filmiche che ci restituiscono aspetti\, architetture\, ambienti\, tradizioni di un mondo che oggi appare molto lontano e spesso è addirittura scomparso. \nMolti di questi documentari sono andati perduti\, ma alcuni di essi sono stati recuperati dalla Cineteca del Friuli\, la quale\, nell’ambito di un vasto progetto di salvaguardia e valorizzazione del cinema del passato\, anche come importante documento del costume\, di rappresentazione di modi di vita e luoghi del Friuli\, dopo aver provveduto al loro restauro e digitalizzazione\, ha realizzato alcuni dvd\, tra cui Il paesaggio friulano nel documentario cinematografico\, 1910- 1969; Il Friuli perduto nei documentari di Antonio Seguini de Santi\, 1955-1963; Il Friuli perduto nei documentari di Giorgio Trentin (1955-1969). \nNel corso della conferenza verranno proiettati i seguenti documentari: Aquileia (1954) di Piero Zorattini; Artefici del mosaico (1955) di Gianni Alberto Vitrotti\, sulla Scuola mosaicisti di Spilimbergo; Itinerari friulani: San Daniele (1957) di Antonio Seguini de Santi; Forum Iulii (1962) di Antonio Seguini de Santi; Il Tiepolo a Udine (1965) di Giorgio Trentin. \n   \nCarlo Gaberscek (a fianco\, nella foto di Paolo Jacob) è docente\, saggista\, storico dell’arte medioevale e del cinema. \nÈ autore di numerosi saggi e monografie sull’arte medioevale in Friuli\, con particolare riguardo alla scultura e all’oreficeria di età altomedioevale e romanica. \nPer quanto riguarda il cinema\, una delle sue aree di ricerca è l’attività cinematografica realizzata in Friuli Venezia Giulia\, tema sul quale ha pubblicato alcuni volumi\, tra cui “Hollywood in Friuli. Sul set di “Addio alle armi’ (1991) (in collaborazione con Livio Jacob); “Il Friuli e il cinema” (1996) (in collaborazione con Livio Jacob); “I luoghi del cinema” (2012). \nHa scritto circa duecento articoli e saggi pubblicati in giornali e riviste e ha collaborato come consulente storico alla realizzazione di documentari e dvd prodotti dalla Cineteca del Friuli.
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SUMMARY:ALLA SCOPERTA DI TORVISCOSA
DESCRIPTION:Una città di fondazione in Friuli\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n\n\n\nALLA SCOPERTA DI TORVISCOSA UNA CITTA’ DI FONDAZIONE IN FRIULI Mercoledì 6 novembre 2019\n\n\n\nPROGRAMMA  \n\nOre 13.45: Ritrovo dei partecipanti al Parcheggio del Teatro Nuovo \nOre 14.00: Partenza con il pullmann per Torviscosa. \nOre 14.45: Arrivo a Torviscosa e inizio della visita\, in Piazza del Municipio\, con la prof.ssa Anna Frangipane e con l’arch. Massimo Bortolotti che ci accompagneranno in un breve giro che illustrerà la nascita e la conformazione dell’insediamento e i più importanti elementi e spazi della città (Municipio\, Viale delle Piscine\, Teatro-Ristoro\, ecc.) \nSeguirà il trasferimento al CID -Centro Informazione Documentazione “Franco Marinotti” di Torviscosa–- per proseguire l’illustrazione della storia e della fortuna di Torviscosa nel tempo tramite la pubblicistica\, da parte dell’arch. Bortolotti – e la visita alla mostra sulle diverse tipologie abitative\, curata dalla stessa prof.ssa Frangipane e allestita all’interno della struttura museale. A termine della visita rientro a Udine. \nQuota di partecipazione (viaggio in pullmann a/r\, ingresso e visite): 20/25 € (in base al numero dei partecipanti)  \nPer informazioni/prenotazioni rivolgersi alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957.  \nAdesioni e versamento della quota: entro giovedì 31 ottobre p.v.  \nL’escursione si effettuerà se si iscriveranno almeno 15 persone.  \n  \n  \n  \n\n\n\n\nMassimo Bortolotti\, architetto udinese\, è l’autore del volume Torviscosa 1938 – 1988. Nascita di una città (Casamassima\, 1988)\, risultato di una ricerca originale che ha aperto la strada ai tanti successivi contributi scientifici e divulgativi sul tema. Nel suo intervento tenutosi nella rassegna estiva svoltasi in città in questo 2019 si è concentrato su “30 anni di studi intorno alla città – fabbrica”\, illustrando l’evoluzione di temi e metodi della ricerca di architettura del Movimento Moderno nei suoi aspetti generali e per il caso-studio di Torviscosa. \n\n\n\n\n\n\n\n\nALLA SCOPERTA DELLE CASE DI TORVISCOSA\, CITTÀ – FABBRICA DEL NOVECENTO. Una mostra introduce alla conoscenza dell’insediamento e dei suoi dintorni.\n\nSabato 25 maggio 2019\, presso il CID Centro Informazione Documentazione “Franco Marinotti” di Torviscosa\, è stata inaugurata la mostra “Le abitazioni di Torviscosa\, città-fabbrica del Novecento”. La mostra è dedicata agli edifici per la residenza\, di cui immagini d’epoca\, disegni e scritti illustrano le caratteristiche tipologiche\, costruttive e di uso dei materiali\, in un percorso di 28 pannelli\, che si riferiscono al periodo compreso tra il 1938\, anno dell’inaugurazione del complesso industriale\, nato dalla volontà di Franco Marinotti (1891-1966) e divenuto emblema delle politiche autarchiche del Ventennio\, e il 1968\, anno degli ultimi interventi dell’azienda SNIA Viscosa a un patrimonio immobiliare unico\, ceduto agli occupanti di lì a breve. \nL’iniziativa parte dall’attività svolta per la conoscenza e la valorizzazione della città di Torviscosa\, avviata nel 2014 in applicazione di una convenzione di collaborazione tra l‘Università di Udine – referente scientifico prof.ssa Anna Frangipane\, docente presso il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura – e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia – referenti scientifici l’arch. \nStefania Casucci e la dott.ssa Annamaria Nicastro – che ha coinvolto gli studenti del modulo di “Conservazione e recupero degli edifici” della laurea magistrale in Ingegneria civile\, negli anni accademici 2014-2015\, 2015-2016 e 2016-2017. Ne è seguita un’attività di studio e approfondimento\, che ha portato\, come primo risultato\, alla realizzazione della mostra\, curata dall’arch. Maria Vittoria Santi\, titolare di un assegno di ricerca finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il finanziamento ha visto coinvolti Università di Udine\, responsabile scientifico la prof.ssa Anna Frangipane\, e il Comune di Torviscosa\, tutor l’arch. Mareno Settimo\, già assessore alla Cultura\, e il sindaco Roberto Fasan. «Le abitazioni di Torviscosa – spiega la prof.ssa Anna Frangipane – si inseriscono in un impianto urbanistico organizzato in aree funzionali e zone residenziali\, caratterizzate da tipologie edilizie distinte in base al ruolo aziendale degli occupanti: case operai\, case impiegati\, case dirigenti\, ecc. Coeve\, dislocate nel territorio agricolo\, sono ubicate le case delle “Agenzie”\, nuclei autonomi\, inizialmente a servizio della coltivazione della canna gentile\, utilizzata nel processo di produzione della cellulosa\, da trasformarsi in fibra artificiale (rayon)\, poi di una azienda agricola modello\, tutt’ora in attività. A 80 anni dalle prime realizzazioni\, l’insediamento e i nuclei agricoli conservano inalterati l’impianto urbanistico originario\, progettato dall’arch. \nGiuseppe De Min (1890-1962)\, un insieme armonico e unitario\, significativa testimonianza dell’identità e della storia sociale ed economica\, cardine della storia dello sviluppo del Friuli Venezia Giulia nel ‘900». La mostra introduce\, così\, il visitatore a un tema\, quello degli spazi per la residenza\, che può essere\, successivamente\, approfondito autonomamente\, in un percorso che si snoda tra i fabbricati e le aree di bonifica e ben si integra con le recenti iniziative a rete di turismo lento e sostenibile.
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SUMMARY:GUARDARE PER VEDERE Un percorso attraverso le fotografie delle opere d’arte in equilibrio tra documentazione e interpretazione.
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza del\nfotografo LUCA LAUREATI dal titolo: \nGUARDARE PER VEDERE\nUn percorso attraverso le fotografie delle opere d’arte\nin equilibrio tra documentazione e interpretazione.  \nL’incontro si terrà venerdì 25 ottobre alle ore 17\, nel Salone d’onore “G. Pelizzo” di Palazzo\nMantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18.\nIngresso libero sino a esaurimento posti\nCon i più cordiali saluti\,\nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \nGUARDARE PER VEDERE\nUn percorso attraverso le fotografie delle opere d’arte\n  in equilibrio tra documentazione e interpretazione. \n \n \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n“Al di là dell’annoso e futile problema se la fotografia sia o meno arte\,\nche si trascina dal tempo della sua invenzione\, bisogna registrare che da\nsubito l’Arte diventa il soggetto delle fotografie\, è infatti addirittura uno\ndei suoi inventori il francese Hyppolite Bayard a documentare delle opere\nd’arte con la macchina fotografica. Dagli anni ’40 dell’Ottocento\, quindi\,\né iniziato il dialogo tra la Fotografia e il lavoro degli artisti\, e all’interno di\nquesto intreccio\, alle volte inestricabile\, che intendo avventurarmi\,\nraccontando la mia personale esperienza”. Luca Laureati \n  \nLUCA LAUREATI\, nato nel 1959 a Udine\, è fotografo\ne insegnante di fotografia. Dopo le prime\nesperienze nel fotogiornalismo e nella fotografia\npubblicitaria e industriale\, ha frequentato gli stages\ndei fotografi Roberto Salbitani\, Gabriele Basilico e\ndell’Agenzia Image Bank. Dal 1992 collabora\nstabilmente con Istituzioni\, Enti Pubblici e\ncommittenti privati nella realizzazione di campagne\nfotografiche di documentazione\, libri e cataloghi\nd’arte. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni e\nmostre personali e collettive. \n  \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Programma GRECIA BIZANTINA
DESCRIPTION:          \n\nGRECIA BIZANTINA\n16 / 21 ottobre 2019\n  \nPROGRAMMA PROVVISORIO\n  \n1° giorno  (merc.) \nPartenza in pullman da Udine per l’aeroporto di Venezia ed imbarco sul volo di linea per Atene (ore 10\,45 / 13\,55). Pranzo a bordo\, All’arrivo trasferimento in città; breve visita panoramica dell’Acropoli e quindi visita della Chiesa di Kapnikarea: é una delle più antiche chiese di Atene – risalente dll’XI° sec. – e rappresenta uno dei suoi principali monumenti bizantini. E’ dedicata alla Presentazione della Beata Vergine Maria. \nAl termine passeggiata tra le viette della Plaka; cena in ristorante tipico. Pernottamento in hotel. \n  \n2° giorno (giov.) \nPrima colazione e visita del Museo Bizantino di Atene\, uno dei più importanti a livello internazionale per le collezioni d’arte del periodo  bizantino e post-bizantino. \nQuindi proseguimento per Dafni per visitare il suo Monastero\, una delle più grandi costruzioni bizantine\, con la classica forma a croce ottagonale. I mosaici che decorano il suo interno sono considerati i massimi capolavori del Medioevo. \nAl termine partenza per Corinto; breve sosta sul canale e pranzo. Proseguimento per Nauplia; breve visita della cittadina dalle animate stradine e quindi cena e pernottamento in hotel. \n  \n3° giorno (ven.) \nPrima colaizone e partenza per l’antica Messini\, importante sito archeologico di grande suggestione. Visita dei suoi edifici più significativi e quindi pranzo in ristorante a Kalamata\, capoluogo della Messinia. Nel pomeriggio proseguimento per Mystra. Per molti anni capitale del Despotato bizantino di Morea\, l’antica città di Mystra si adagia sul ripido fianco del monte Taigeto\, nel Peloponneso meridionale. \nVisita del maggior complesso bizantino della Grecia: la Chiesa di Perivleptos\, il Monastero della Pantanassa\, il Palazzo del Despota\, il castello ed i resti di  divese case e palazzi. \nAl termine trasferimento a Sparta; cena in ristorante tipico e pernottamento in hotel. \n4° giorno  (sab.) \nIntera giornata dedicata all’escursione a Monemvasia: é un delizioso borgo medioevale costruito ai piedi di un promontorio roccioso;  un tempo isola\, oggi é collegato alla terraferma da un sottile lembo di terra. Fondato dai bizantini nel VI° secolo\, il borgo era il porto marittimo e centro commerciale del Peloponneso. Si possono ammirare diverse chiesette e palazzi nella parte bassa della cittadella; nella parte alta la Chiesa di Santa Sofia é decorata da bellissimi affreschi e mosaici. Pranzo in corso di visite. Sulla via del rientro a Sparta sosta a Gytheio per la cena in ristorante tipico sul mare e quindi rientro in hotel a Sparta per il pernottamento. \n  \n5° giorno  (dom.) \nPartenza verso nord e sosta al sito dell’Antica Corinto; visita e quindi pranzo in ristorante. \nNel pomeriggio trasferimento a Delfi: sistemazione in hotel\, cena in ristorante tipico e pernottamento. \n  \n  \n \n6° giorno  (lun.) \nDopo la prima colazione si raggiunge l’antico Monastero di Ossios Lukas: si tratta della testimonianza più importante e significativa del periodo bizantino\, inserita nel Patrimonio UNESCO. Il complesso  comprende due chiese a cupola\, una più grande –  il Katholikon – e l’adiacente cappella Theotokos. Pare che questo monastero fosse fra i più fastosamente decorati in tutto l’ impero bizantino\, con sculture\, superfici in oro e argento\, mosaici \, dipinti\, icone\, candelieri\, tendaggi di seta e ricchi paramenti sacri. Purtroppo solo una piccola parte di tutto ciò si è conservata all’interno del complesso monasteriale\, ma riesce comunque a dare un’idea della sua magnificenza! \nAl termine della visita trasferimento all’aeroporto di Atene in tempo utile per l’imbarco sul volo di ritorno a Venezia (ore 15\,35 / 16\,55). Rientro a Udine in pullman. \n  \n  \nQuota individuale di partecipazione:    eur 1.240     (minimo 26 partecipanti)\n(Se non verrà raggiunto il minimo di 26 partecipanti si dovrà prevedere un supplemento di eur 100 per persona da 20 a 25 partecipanti e di eur 240 per persona da 15 a 19 partecipanti.) \nSupplemento camera singola:  eur 255 \nLa quota comprende: \n\ntrasferimenti in pullman da Udine all’aeroporto di Venezia e ritorno\nvoli di linea Venezia / Atene /Venezia e tasse aeroportuali\nsistemazione in alberghi 4*   (3*sup.  a Sparta)\npasti come da programma  (bevande escluse)\nvisite guidate ed escursioni come da programma\ningressi\ntasse di soggiorno\nassicurazione sanitaria\n\n  \n–  Gli interessati sono pregati di fornire al più presto il loro nominativo  –\n  \nPagamenti:\nAcconto entro l’1/7/2019 (in associazione): \n– Soci: eur 300 + eur 5 (per l’associazione) \n– Non soci: supplemento di eur 40 \nSaldo entro il 30/8/2019 (in agenzia).
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SUMMARY:Visita alla 58° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia
DESCRIPTION:“MAY YOU LIVE IN INTERESTING TIMES”\nVisita alla 58° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia\,\na cura di Ralph Rugoff\n   \nMercoledì 9 ottobre 2019\nPROGRAMMA\nOre 7\,55: Ritrovo nell’atrio della Stazione ferroviaria.\nOre 8\,07: Partenza per Venezia\nOre 9\,56 : Arrivo a Venezia Santa Lucia\nOre 11\,15: Ritrovo all’ingresso della Biennale – Giardini per l’appuntamento con la guida.\nOre 11\,30-13: Ingresso e Visita guidata dell’esposizione – a cura della dott.ssa Laura Tinti (che già ci ha accompagnato nelle precedenti edizioni – nella sede dei Giardini. Al termine tempo libero per il pranzo. \nPer chi desidera continuare l’esplorazione: ingresso facoltativo alla mostra “I FORTUNY. Una storia di famiglia”\, allestita nell’omonimo palazzo (già Pesaro-Orfei) San Marco 3958. N.B. Ingresso non incluso nella quota di partecipazione. \nRientro libero con il treno in direzione di Udine. \nCosto dell’escursione: € 75\,00\, € 80 per i non soci (calcolato sulla base di 15 partecipanti)\n\nComprende: biglietto ferroviario A/R\, vaporetto A/R\, ingresso Biennale e visita guidata.\nSi prega di dare al più presto l’adesione in Segreteria (cell. 324-9893957)\n(adesione e pagamenti entro e non oltre giovedì 3 ottobre).\n  \n«Il titolo della Biennale 2019 può essere letto come una sorta di maledizione – ha dichiarato il Presidente Paolo Baratta – nella quale l’espressione “interesting times” evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi. Ma può essere anche un invito a vedere e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità\, un invito pertanto che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione\, generato da conformismo o da paura. E io credo che una mostra d’arte valga la pena di esistere\, in primo luogo\, se intende condurci davanti all’arte e agli artisti come una decisiva sfida a tutte le inclinazioni alla sovra-semplificazione. Ai visitatori – conclude Baratta – vogliamo offrire una aperta palestra dove si possano sentire ingaggiati in incontri con le opere e gli artisti\, nello scoprire direttamente “l’altro da sé” che l’opera d’arte offre. Ci teniamo alla sequenza secondo la quale\, entrando nella mostra\, “il pubblico” diventa “visitatori”\, che poi diventano “osservatori” dell’opera; segue il necessario spaesamento prima\, l’impegno e la scoperta poi\, quasi un esercizio di scherma. La condivisione di questi indirizzi è anche una delle ragioni per cui abbiamo chiesto la collaborazione di Ralph Rugoff.» Da parte sua Rugoff ha dichiarato: May You Live in Interesting Times «includerà senza dubbio opere d’arte che riflettono sugli aspetti precari della nostra esistenza attuale\, fra i quali le molte minacce alle tradizioni fondanti\, alle istituzioni e alle relazioni dell’“ordine postbellico”. Riconosciamo però fin da subito che l’arte non esercita le sue forze nell’ambito della politica. Per esempio\, l’arte non può fermare l’avanzata dei movimenti nazionalisti e dei governi autoritari\, né può alleviare il tragico destino dei profughi in tutto il pianeta (il cui numero ora corrisponde a quasi l’un percento dell’intera popolazione mondiale).» «In modo indiretto\, tuttavia\, forse l’arte può offrire una guida che ci aiuti a vivere e pensare in questi ‘tempi interessanti’. La Biennale Arte 2019 non avrà un tema di per sé\, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell’arte che includa sia il piacere che il pensiero critico. La Mostra si concentrerà sul lavoro di artisti che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e ci aprono a una nuova lettura di oggetti e immagini\, gesti e situazioni. Un’arte simile nasce dalla propensione a osservare la realtà da più punti di vista\, ovvero dal tenere in considerazione nozioni apparentemente contraddittorie e incompatibili\, e di destreggiarsi fra modi diversi di interpretare il mondo che ci circonda. Gli artisti il cui pensiero parte da questi presupposti\, sanno dare significati alternativi a ciò che prendiamo come dati di fatto\, proponendo modi diversi di metterli in relazione tra loro e di contestualizzarli. Il loro lavoro\, animato da curiosità sconfinata e intelligenza di spirito\, ci spinge a guardare con sospetto a tutte le categorie\, i concetti e le soggettività che sono dati per indiscutibili. Ci invita a considerare alternative e punti di vista sconosciuti\, e a capire che “l’ordine” è ormai diventato presenza simultanea di diversi ordini.» \nNel 70° anniversario della morte di Mariano Fortuny y Madrazo\, e in coincidenza con la 58^ Biennale d’arte\, Palazzo Fortuny intende rendere omaggio al poliedrico artista spagnolo evidenziando l’importanza del contesto familiare nella sua formazione artistica. Per la prima volta una mostra è dedicata a Mariano Fortuny y Marsal (1838-1874) e al figlio Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949). Il riferimento alla Biennale non è casuale\, né solamente d’occasione: infatti nel 1950\, pochi mesi dopo la scomparsa di Mariano Fortuny y Madrazo\, il Padiglione spagnolo – nel quale l’artista aveva esposto in più occasioni – dedicò una sala ai due Fortuny e ai pittori membri della famiglia Madrazo. La mostra fa proprie le ragioni di tale omaggio sviluppando le relazioni che intercorsero tra l’arte dei due grandi spagnoli. Due i filoni di ricerca privilegiati: quello della pratica della pittura\, saldamente inserita nella tradizione europea degli antichi maestri\, e quello della passione collezionistica\, intesa come occasione di studio e rielaborazione artistica. Mariano Fortuny aveva coltivato il proprio interesse per l’antiquariato circondandosi di tessuti antichi\, vetri\, vasellame\, statue\, mobili\, tappeti con i quali decorava il suo atelier. Tali manufatti fornivano un ampio campionario da cui attingere e prendere spunto per la composizione dei propri quadri\, spesso trasformandoli o reinterpretandoli. Molti di quegli oggetti\, oltre a numerose opere da lui dipinte\, rimasero in famiglia dopo la sua prematura scomparsa; altri furono venduti\, ma la moglie Cecilia ne conservò un nucleo importante che nel 1889 fu trasferito a Venezia\, prima a Palazzo Martinengo e infine a Palazzo Pesaro Orfei\, attuale sede del Museo Fortuny. Dopo la morte dell’artista solo una piccola parte delle collezioni rimase a Venezia poiché\, per volontà dello stesso Mariano e della moglie Henriette\, molte opere furono donate a vari musei europei e si trovano attualmente a Barcellona\, Castres\, Londra\, Madrid\, Parigi. La mostra attuale ricompone in parte questa collezione così significativa non solo per le sue valenze artistiche e culturali ma anche familiari e affettive\, riportando nei suggestivi spazi di Palazzo Fortuny alcuni degli oggetti e delle opere più importanti che componevano la raccolta. Di questo ammaliante universo alcuni aspetti rivelano una continuità di temi da padre a figlio. Oltre a quelli già menzionati: l’attenzione alla luce e alle sue infinite metamorfosi\, la fascinazione per la rappresentazione delle nuvole\, lo studio mai interrotto del passato\, l’orientalismo\, i viaggi. Nel suo percorso creativo Mariano Fortuny figlio ampliò gli orizzonti della propria ricerca artistica\, interpretando in modo personale l’ideale wagneriano di opera d’arte totale che tanto lo aveva affascinato in gioventù. Se nella pittura la tecnica e la felice mano del padre rimangono insuperate\, è nella versatilità di applicazione del proprio ingegno che il figlio rivela i suoi numerosi talenti: combinando arte e scienza\, arte e tecnologia\, spazia da pittura e scultura a fotografia\, grafica\, decorazione di interni\, abbigliamento\, scenografia\, all’illuminotecnica\, producendo tessuti\, abiti\, colori a tempera\, brevettando invenzioni tecnologiche\, creando una florida attività imprenditoriale\, dando vita a quell’insieme sfaccettato ma coerente che è il marchio “Mariano Fortuny Venise”.
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SUMMARY:A ROVIGO PER LA MOSTRA “GIAPPONISMO”.
DESCRIPTION:A ROVIGO PER LA MOSTRA “GIAPPONISMO”.\nA seguire\, Visita del Museo sul Delta antico nella suggestiva Comacchio\nDomenica 29 Settembre 2019\n  \n  \nPROGRAMMA\nOre 7.45 : Ritrovo partecipanti al parcheggio del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e partenza con il\nbus in direzione di Rovigo.\nOre 11.15: arrivo a Rovigo e visita guidata alla mostra “Giapponismo. Venti d’Oriente\nnell’arte europea. 1860 – 1915”.\nAl termine pranzo in Ristorante al centro di Rovigo.\nA seguire\, spostamento a Comacchio per la visita al Museo del Delta Antico\, aperto di recente\,\ne della incantevole cittadina di Comacchio\, ubicata nel Delta ferrarese. A termine della visita rientro\na Udine. \n\nQuota di partecipazione (bus a/r\, visite guidate e ingressi\, pranzo): 75 €\nPer i non soci 5€ in aggiunta\, quindi 80€.\nPer informazioni/prenotazioni rivolgersi alla Segreteria dell’Associazione\, al n° 3249893957.\nAdesioni e versamento della quota: entro il 9 settembre \n  \n“Giapponismo\, Venti d’Oriente nell’arte europea. 1860 – 1915” (Rovigo\, Palazzo Roverella – Sul\nfinire del XIX secolo la scoperta delle arti decorative giapponesi diede una notevole scossa all’intera\nArte europea. Un potente vento di rinnovamento\, se non proprio un uragano\, che dall’Oriente\ninvestiva modelli\, consuetudini stratificate nei secoli\, conducendo l’arte del Vecchio Continente verso\nnuove e più essenziali norme compositive fatte di sintesi e colori luminosi. La svolta avvenne\nquando\, all’inizio degli anni ’60 dell’Ottocento cominciarono a diffondersi in Europa\, e principalmente\nin Francia\, ceramiche\, stampe\, ed arredi da giardino dall’Impero del Sol Levante che\, pochi anni\naddietro\, nel 1853\, si era aperto al resto del modo. La moda giapponista\, esplosa attorno al 1860 e\ndestinata a durare almeno un altro cinquantennio\, coinvolse dapprima la ricca borghesia\ninternazionale\, ma soprattutto due intere generazioni di artisti\, letterati\, musicisti e architetti\, trovando\nvia via sempre più forza con l’innesto della nascente cultura e Liberty e modernista sempre più\nattenta ai valori decorativi e rigorosi dell’arte giapponese. Il taglio che il curatore dell’esposizione\nFrancesco Parisi ha scelto per descrivere questa effervescente pagina della storia dell’arte europea\ne mondiale) è decisamente originale mappando\, per la prima volta\, le tendenze giapponiste\ndell’Europa tra Ottocento e Novecento: dalla Germania all’Olanda\, al Belgio\, dalla Francia all’Austria\,\nalla Boemia\, fino all’Italia. Nelle 4 ampie sezioni in cui è dipanato il racconto\, sono affiancati originali\ne derivati\, ovvero opere scelte fra quelle che giungendo dal Giappone divamparono a oggetto di\npassioni e di studi in Europa\, accanto alle opere che di questi “reperti” evidenzino la profonda\ninfluenza. Pittura e grafica\, architettura\, arti applicate\, illustrazione\, manifesti\, arredi\, a dar conto\, per\nla prima volta in modo organico\, di quanto capillarmente e profondamente quel Giapponismo sia\nentrato nel corpo della vecchia Europa. \n\nDa molti paragonato alla città di Venezia\, Comacchio è il centro storico più originale ed\naffascinante del Parco del Delta del Po. Erede dell’antica Spina\, ha origini antichissime ed\nancora oggi è una città lagunare che incanta grazie al suo centro storico\, che conserva intatto\nl’aspetto originario\, ed ai suoi più celebri monumenti come l’inconfondibile Trepponti con le sue\nimponenti scalinate\, il seicentesco Duomo di San Cassiano\, l’elegante Palazzo Bellini e la\ncaratteristica Manifattura dei Marinati\, l’antica fabbrica adibita alla cottura e marinatura\ndell’anguilla. Costruita per agevolare uno sviluppo economico destinato a sfruttare i vantaggi del\nfiume\, Comacchio si presenta oggi come fitto dedalo di canali\, con piccoli ponti che collegano i\ndiversi angoli della città e case a schiera con tinte pastello a caratterizzare i quartieri più interni.\nIl nuovo museo del Delta Antico – aperto nel 2017 in un antico palazzo – illustra l’evoluzione\ndel territorio e dei suoi insediamenti umani. Unico e sensazionale nel suo genere\, accoglie\ninoltre l’ingente carico di un’imbarcazione commerciale di epoca augustea\, rinvenuta nel 1981\na pochi chilometri da Comacchio. L’imbarcazione\, naufragata intorno alla fine del I sec a.C.\,\neffettuava attività di trasporto di grosse partite commerciali e\, dopo il naufragio e\nl’insabbiamento\, ha conservato l’intero carico pressoché intatto. Il museo è incentrato appunto\nsulle testimonianze dell’antico delta del Po\, nella zona in cui sfociava fino al XII secolo il ramo\nprincipale dell’Eridano/Po\, che per secoli ha costituito uno snodo di commerci e di civiltà\, un\nimportante punto di giunzione tra il mondo adriatico e mediterraneo e l’Europa continentale.\nAttraverso l’esposizione di numerosi reperti e grazie a suggestivi apparati di guida e descrizione è\nstata narrata la storia di questi luoghi dalla nascita della Pianura Padana\, milioni di anni\, fa sino al\nMedioevo\, con particolare attenzione alle fasi di epoca classica\, con la città etrusca di Spina\, al\nmondo romano\, all’alto medioevo con la nascita di Comacchio che fino al IX secolo contese a\nVenezia il primato nell’alto Adriatico. Il museo\, attraverso l’utilizzo di moderne tecnologie\,\nscenografiche ricostruzioni di contesti\, percorsi olfattivi dedicati\, è il primo a raccontare la storia\ndel territorio nella sua totalità\, in efficace relazione con le altre importanti realtà museali della zona.
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