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SUMMARY:TERZO CICLO DI INCONTRI SU “CINEMA E ARTE”
DESCRIPTION:La fragilità dell’opera d’arte. La censura del tempo e il tempo della censura.\n \nDopo le fortunate edizioni del 2017 e del 2018\, dedicate al cinema biografico su artisti maschi e femmine di notevole impatto per la loro opera e la loro vicenda biografica\, nel 2020 la nostra Associazione intende affrontare una nuova tematica\, a dimostrare l’interesse che i cineasti attuali dedicano alle diverse sfaccettature del ruolo delle opere d’arte nel corso della storia. \nNella considerazione relativa alla fragilità\, deperibilità e perdita delle opere d’arte – non immediatamente recuperabili o riproducibili\, se non con la “perdita dell’aura”\, evocata da Walter Benjamin – possono intervenire vari fattori: i materiali e le tecniche di volta in volta adottati\, l’azione di disastri naturali (inondazioni\, terremoti\, incendi…) o perpetrati dall’uomo (furti\, guerre\, interventi dannosi…)\, oppure l’operazione può tramutarsi in parodia\, come distruzione immaginaria dell’opera\, o in censura: iconoclastia\, distruzione\, proibizione… \nAl di là della casualità degli eventi o delle intenzioni umane (lo stesso autore può arrivare a distruggere le sue opere\, rinnegando il loro valore)\, il primo censore è senza dubbio il tempo e quello che il suo scorrere comporta\, con la perdita dei significati originari fino a non saper più leggere correttamente le opere d’arte. \nAllo stesso modo la pellicola cinematografica ha una sua fragilità\, essendo sottoposta a degrado della pellicola\, danneggiamenti\, distruzione del negativo\, tagli di censura o anche sparizione per ragioni di diritti. Sarà interessante paragonare nell’incontro le due forme di fragilità. \nLa nostra guida in questo percorso complesso e affascinante sarà il prof. Giorgio Placereani\, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine\, critico cinematografico ben noto a chi ha seguito i due cicli precedenti\, che ci coinvolgerà in un’avventura appassionante\, tale da permetterci di ri- scoprire i film prescelti sulla base degli itinerari concettuali indicati. \n\n\n\nPROGRAMMA DEL CORSO\nTutti gli incontri si svolgeranno nel Salone di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana\, ed avranno inizio alle ore 17. Si raccomanda la puntualità. \nCinque saranno gli appuntamenti\, previsti da fine gennaio a fine febbraio\, che proporranno una linea di ricerca insolita ed intrigante: non perdeteveli! \nMercoledì 29 gennaio\, h.17: nel primo incontro Giorgio Placereani e Francesca Venuto dialogheranno su: La fragilità dell’opera d’arte\, dal punto di vista artistico e cinematografico. \nSeguirà la visione di alcuni film\, proposti con una breve introduzione: \nVenerdì 7 febbraio\, h.17: Monument’s men di George Clooney (2014) \nVenerdì 14 febbraio\, h.17: Una storia senza nome di Roberto Andò (2019) \nVenerdì 21 febbraio h. 17: Francofonia di A. Sokurov (2015) \nMercoledì 26 febbraio\, h.17: Incontro finale con il prof. Placereani incentrato sull’analisi dei lungometraggi visionati sotto l’aspetto del linguaggio filmico e della loro collocazione nella storia del cinema. \n\n\nGiorgio Placereani\, critico cinematografico\, è stato critico televisivo per “Il Piccolo”. Già docente di scuola media\, cura progetti didattici sul cinema per il C.E.C. presso il Visionario e insegna Storia del cinema all’Università delle LiberEtà di Udine. Ha curato con Sabatino Landi il volume “Horror. Da Mary Shelley a Stephen King\, con Fabiano Rosso Il gesto sonoro. Il cinema di Jacques Tati\, con Tatti Sanguineti\, Scritti strabici. Cinema\, 1975-1988\, raccolta di articoli postumi del critico cinematografico Alberto Farassino e con Sergio Grmek Germani\, Per Dreyer. \nHa curato il volume Citizen Welles. Sua è la monografia Ozu Yasujiro. Autunno e primavera\, Udine~Pordenone 2015. \nÈ fra gli organizzatori del festival di cinema Far East Film\, inaugurato nel 1999\, la più rilevante manifestazione europea dedicata al cinema popolare asiatico. \n\n 
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