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SUMMARY:L'arte in Friuli nei documentari cinematografici degli anni '50 e '60
DESCRIPTION:L’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte invita soci e simpatizzanti alla conferenza del professor CARLO GABERSCEK\, storico dell’arte e del cinema\, dal titolo:\nL’arte in Friuli nei documentari cinematografici degli anni ’50 e ’60\nL’incontro si terrà mercoledì 13 novembre alle ore 17\, nel Salone d’onore “G. Pelizzo” di Palazzo Mantica\, sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18.\nIngresso libero sino a esaurimento posti\nCon i più cordiali saluti\,\nFrancesca Venuto – Presidente dell’Associazione \n   \n   \nNegli ultimi decenni la produzione di documentari d’arte è in notevole aumento. Sono principalmente destinati al mercato televisivo\, ma anche a quello cinematografico e “home video”. Molto più rari erano nei decenni passati\, ovvero in un periodo in cui non si era ancora affermata la “cultura di massa”\, come negli anni ’50 e ’60\, quando\, essendo poco diffusa la televisione\, il pubblico aveva l’occasione di vedere di tanto in tanto qualche documentario con contenuti artistici nelle sale cinematografiche\, dove\, all’epoca\, prima del film\, veniva obbligatoriamente proiettato un cortometraggio della durata di circa dieci minuti. \nAl di fuori dei circuiti cinematografici qualche documentario sull’arte veniva realizzato anche dai cineamatori\, ovvero dilettanti\, appassionati di cinema\, che facevano capo ai locali Cineclub. Tali pellicole circolavano nell’ambito dei vari Cineclub (ne esisteva uno in ogni provincia) e partecipavano a concorsi locali (come quello di San Daniele del Friuli\, che si teneva all’inizio di luglio) e nazionali (a Montecatini\, in agosto).\nSono testimonianze filmiche che ci restituiscono aspetti\, architetture\, ambienti\, tradizioni di un mondo che oggi appare molto lontano e spesso è addirittura scomparso. \nMolti di questi documentari sono andati perduti\, ma alcuni di essi sono stati recuperati dalla Cineteca del Friuli\, la quale\, nell’ambito di un vasto progetto di salvaguardia e valorizzazione del cinema del passato\, anche come importante documento del costume\, di rappresentazione di modi di vita e luoghi del Friuli\, dopo aver provveduto al loro restauro e digitalizzazione\, ha realizzato alcuni dvd\, tra cui Il paesaggio friulano nel documentario cinematografico\, 1910- 1969; Il Friuli perduto nei documentari di Antonio Seguini de Santi\, 1955-1963; Il Friuli perduto nei documentari di Giorgio Trentin (1955-1969). \nNel corso della conferenza verranno proiettati i seguenti documentari: Aquileia (1954) di Piero Zorattini; Artefici del mosaico (1955) di Gianni Alberto Vitrotti\, sulla Scuola mosaicisti di Spilimbergo; Itinerari friulani: San Daniele (1957) di Antonio Seguini de Santi; Forum Iulii (1962) di Antonio Seguini de Santi; Il Tiepolo a Udine (1965) di Giorgio Trentin. \n   \nCarlo Gaberscek (a fianco\, nella foto di Paolo Jacob) è docente\, saggista\, storico dell’arte medioevale e del cinema. \nÈ autore di numerosi saggi e monografie sull’arte medioevale in Friuli\, con particolare riguardo alla scultura e all’oreficeria di età altomedioevale e romanica. \nPer quanto riguarda il cinema\, una delle sue aree di ricerca è l’attività cinematografica realizzata in Friuli Venezia Giulia\, tema sul quale ha pubblicato alcuni volumi\, tra cui “Hollywood in Friuli. Sul set di “Addio alle armi’ (1991) (in collaborazione con Livio Jacob); “Il Friuli e il cinema” (1996) (in collaborazione con Livio Jacob); “I luoghi del cinema” (2012). \nHa scritto circa duecento articoli e saggi pubblicati in giornali e riviste e ha collaborato come consulente storico alla realizzazione di documentari e dvd prodotti dalla Cineteca del Friuli.
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